venerdì, Agosto 21, 2026
Spazio gestito da Risorgimento Socialista
Advertisement
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti
No Result
View All Result
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti
No Result
View All Result
FORZA LAVORO
Spazio gestito da Risorgimento Socialista
No Result
View All Result
Home ambiente

Puglia: il deserto degli ulivi tra Emiliano e le lobby energetiche

Abbattimenti  e regali alle multinazionali energetiche

Admin by Admin
Dicembre 1, 2025
in ambiente, Primo Piano
0
Puglia il deserto degli ulivi tra Emiliano e le lobby energetiche
0
SHARES
64
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

Il lascito politico di Emiliano in Puglia favorisce abbattimenti massivi di ulivi secolari per impianti energetici, ignorando leggi nazionali e studi scientifici sulla Xylella. Il territorio olivicolo subisce danni ambientali e speculazioni a favore delle multinazionali.

Il lascito politico di Emiliano: abbattimenti  e regali alle multinazionali energetiche

– Giuseppe Vinci

Con la delibera n. 1073 del 29 luglio 2025 pubblicata il 25 agosto 2025 la Regione Puglia, ha tentato di scavalcare la legge nazionale del 1951 N. 144 che stabilisce le norme per la tutela e la conservazione delle piante secolari, in particolare degli ulivi.

Questa legge prevede che l’abbattimento di alberi di olivo non sia consentito oltre il numero di cinque ogni biennio, salvo specifiche circostanze e previa autorizzazione del Prefetto.

Il prefetto, infatti, può autorizzare l’abbattimento (previa perizia agronomica), in caso di morte fisiologica della pianta, scarsa produttività, eccessiva fittezza dell’impianto, o per opere di miglioramento fondiario o pubbliche utilità. È fondamentale che chiunque possa abbattere un albero di olivo lo faccia con l’autorizzazione previa e rispettando le normative vigenti a cominciare dal rispetto del limite di 5 piante per biennio.

Ebbene la delibera 1073 del 29 luglio, al contrario, avrebbe rappresentato un “tana liberi tutti” per chiunque volesse abbattere interi oliveti o altre piante secolari, al di là dei limiti e delle norme previste dalla legge del 1951 facendone una semplice comunicazione agli uffici competenti della Regione Puglia, per mere esigenze economiche, per cambio colturale per miglioramento fondiario o per pubblica utilità.

Sappiamo come negli ultimi mesi, in terra di Bari, centinaia di ettari di oliveti sono stati sradicati per pubblica utilità  (con il silenzio-assenso politico della Regione Puglia) ovvero per fare spazio a impianti eolici e fotovoltaici a tutto favore delle lobby delle multinazionali energetiche, creando il deserto ambientale in una terra a piena vocazione olivicola e olearia, che fa seguito alla desertificazione prodotta prima in basso Salento, poi nel Salento brindisino utilizzando il pretesto del batterio Xylella per liberare migliaia di ettari  di suolo da destinare a un economia di tipo estrattivista energetica e turistica.

Già da prima del 2020, diverse pubblicazioni scientifiche, studi statistici ed epidemiologici dimostrano Xylella non essere la causa – almeno non quella principale – del disseccamento.

Tutt’al più rappresenta una concausa con un ruolo del tutto marginale, nel disseccamento dell’olivo e che il fenomeno, diversamente da quanto sostenuto dalla ricerca scientifica “ufficiale” (in regime di monopolio, senza contradditorio scientifico) e dall’Osservatorio Fitosanitario Regionale, è stato causato principalmente dal un complesso di funghi patogeni che sin dal 2013 sono stati (volutamente?) trascurati e lasciati agire nella loro opera di diffusione epidemiologica, intaccando buona parte dell’olivicoltura regionale, causando danni spesso incalcolabili, sia alle piante che alle aziende agricole che hanno visto la riduzione drastica dei loro redditi e la perdita di interi oliveti colonizzati da funghi patogeni.

A questo riguardo, il fascicolo di circa 7000 pagine, delle indagini prodotte dalla Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Bari parla di un “piano criminoso” nel quale sono coinvolti attori politici regionali, scienziati, dirigenti e funzionari, imprese, associazioni di categoria che hanno “nascosto la batteriosi dal 2005 al 2013 in quanto i soggetti indicati hanno dovuto organizzarsi attraverso strutture, apparati tecnici e normativi al fine di conseguire enormi guadagni attraverso finanziamenti, brevetti, speculazioni connesse alla trasformazione del territorio”.

In seguito alle determine regionali che ancora oggi impone l’eradicazione, si è passati al finanziamento pubblico di  impianti super intensivi di oliveti di varietà erroneamente e falsamente indicati come resistenti o tolleranti, da un sistema di propaganda a cui partecipa buona parte della stampa regionale (in virtù di fondi e accordi stabiliti dalla stessa regione) in sostituzione dei sesti di impianto tradizionali e secolari che da nei secoli hanno stabilito una relazione profondamente ecologica con l’ambiente e il paesaggio pugliese, ma anche a qualsiasi coltura ad alta redditività, non importa se questi impianti superintensivi per i quali sono necessari ingenti risorse idriche e continui presidi chimici, comporterebbe al contrario di quanto si possa pensare, un enorme danno ecologico e ambientale per l’intera regione storicamente sitibonda e con falde acquifere ormai già profondamente compromesse, inquinate e salinizzate, quindi dannose per l’irrigazione degli oliveti e della salute umana e dell’ambiente.

Senza  per altro considerare che a questo riguardo nel 2018 lo stesso ministero dell’Ambiente aveva già stabilito, ancora una volta, come negli anni precedenti, che i finanziamenti per impianti a colture di tipo intensivo e super intensivo erano da considerare SAD (sussidi ambientalmente dannosi). Ma sembra che questo aspetto si stato puntualmente ignorato dalla Regione Puglia.

Questo è il lascito politico di Fine Mandato di Michele Emiliano che nonostante tutto ha la pretesa di tornare a fare il magistrato come se nulla fosse accaduto anche per merito suo!

Ps: fa seguito il CS dei Comitati Ulivivo, Comitato degli Olivicoltori e dei Cittadini della Conca Barese, dall’attivista ambientalista Loredana Fasano e dai tecnici che hanno lavorato a stretto contatto con gli avvocati Colapinto e Sgobba.

STOP AGLI ABBATTIMENTI DI ULIVI. PRONUNCIA STORICA AL TAR DI BARI

Bari, 28 nov. –  Con la “sospensione immediata di azioni suscettibili di arrecare danni irreversibili alla collettività” il giudice del Tar di Bari mette un punto importante all’ecocidio in corso da troppo tempo nella Regione Puglia.
L’ordinanza emessa oggi accoglie la richiesta cautelare di sospensiva del ricorso contro la delibera regionale n. 1073 del 25 agosto 2025 presentato da Gruppo di Intervento Giuridico – ODV, rappresentato e difeso dal prof. avv. Filippo Colapinto e dall’avv. Giacomo Sgobba.

Il ricorso, sollecitato dal Comitato Ulivivo, dal Comitato degli Olivicoltori e dei Cittadini della Conca Barese, dall’attivista ambientalista Loredana Fasano e dai tecnici che hanno lavorato in connubio con gli avvocati Colapinto e Sgobba, si oppone all’autorizzazione all’abbattimento indiscriminato degli ulivi “non monumentali” da parte dei proprietari che, in virtù delle determina regionale, avrebbero potuto attuare – per mere esigenze economiche – un cambio colturale per miglioramento fondiario o per ragioni di pubblica utilità.

Il provvedimento regionale impugnato, nell’ampliare la nozione di “miglioramento fondiario”, si pone in deroga alla legge nazionale del 1951 a protezione degli ulivi, così come riportato nell’ordinanza, ampliando illegittimamente l’ambito delle autorizzazioni di abbattimento su tutto il territorio pugliese, ammettendo anche la sostituzione con altre colture, costruzione di serre, distese di pannelli fotovoltaici ed eolici, come già sta accadendo da mesi.

Una vera e propria strage, un ecocidio, che oggi viene fermata da questa storica ordinanza che definisce “nemmeno quantificabili in via preventiva” i danni arrecabili da un simile provvedimento regionale. L’udienza di merito è stata fissata per il prossimo 22 aprile 2026. Gli avvocati e i tecnici sono già all’opera per definire positivamente anche nel merito la vicenda.

Intanto, uno spiraglio di luce si apre su questa tragica vicenda che ormai va avanti da oltre un decennio e che pone un freno allo scempio attuato dalla Regione Puglia in un tema ambientale così delicato e fondamentale per il nostro paesaggio.

Si è certi che tale pronuncia, seppur cautelare, potrà avere un effetto positivo anche sull’annosa vicenda della Xylella Fastidiosa e sulla “scellerata” scelta della Regione di affrontare il batterio con abbattimenti indiscriminati e ingiustificabili, attenzionati  anche dalla Polizia Giudiziaria in sede penale.

striscia rossa

Leggi anche

  • La Bielorussia e gli USA provano a riallacciare i rapporti diplomatici (e altre novità dal mondo) 
  • Restituire lo sport al popolo: contro il mercato, per la comunità
  • Sempre meno artigiani. Un comparto dal futuro incerto
Tags: ambienteEmilianoenergie rinnovabilimultinazionaliPugliaulivi secolariXylella
Previous Post

Verso il referendum per la separazione delle carriere

Next Post

Impietosa foto dell’Italia da Censis e Svimez

Next Post
Impietosa foto dell’Italia da Censis e Svimez

Impietosa foto dell’Italia da Censis e Svimez

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti

  • Il Manuale Cencelli, oggi sostituito da quello delle parentele Agosto 9, 2026
  • Decreto sicurezza: la polizia può fermarti per 12 ore senza un giudice Luglio 15, 2026
  • Dal Medio Oriente all’America Latina: il mondo entra in una nuova stagione di instabilità Luglio 1, 2026
  • Tecnoautoritarismo: il potere esecutivo divora la democrazia? Giugno 29, 2026
  • Salario minimo affossato? L’accusa alla triplice sindacale scuote il mondo del lavoro Giugno 18, 2026

Ultimi Commenti

  • Francesco Stolfa su Il mondo sottosopra della UE
  • Luigi Proia su A che cosa servono gli intellettuali di sinistra
  • Angelo Criscuoli su Uno sputo in faccia dal Parlamento europeo alla storia del socialismo
  • Angelo Criscuoli su Lineamenti dell’attuale storiografia italiana sul socialismo
  • Gigi Bettoli su Lineamenti dell’attuale storiografia italiana sul socialismo

Archivio

  • Agosto 2026 (1)
  • Luglio 2026 (2)
  • Giugno 2026 (7)
  • Maggio 2026 (5)
  • Aprile 2026 (2)
  • Marzo 2026 (7)
  • Febbraio 2026 (11)
  • Gennaio 2026 (9)
  • Dicembre 2025 (6)
  • Novembre 2025 (6)
  • Ottobre 2025 (5)
  • Settembre 2025 (6)
  • Agosto 2025 (6)
  • Luglio 2025 (3)
  • Giugno 2025 (2)
  • Maggio 2025 (13)
  • Aprile 2025 (6)
  • Marzo 2025 (9)
  • Febbraio 2025 (12)
  • Gennaio 2025 (13)
  • Dicembre 2024 (12)
  • Novembre 2024 (9)
  • Ottobre 2024 (12)
  • Settembre 2024 (10)
  • Agosto 2024 (16)
  • Luglio 2024 (13)
  • Giugno 2024 (13)
  • Maggio 2024 (12)
  • Aprile 2024 (14)
  • Marzo 2024 (11)
  • Febbraio 2024 (13)
  • Gennaio 2024 (17)
  • Dicembre 2023 (20)
  • Novembre 2023 (16)
  • Ottobre 2023 (28)
  • Settembre 2023 (2)
  • Luglio 2023 (13)
  • Giugno 2023 (1)
Forza Lavoro | Spazio di cultura politica gestito e coordinato da Risorgimento Socialista

Viale Giotto 17 - 00153 Roma (RM)

C.F. 97916750587

Mail: info@forzalavoro.work

Politica di Riservatezza

© 2023 - Copyright Risorgimento Socialista - Tutti i diritti riservati

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.