Dal cessate il fuoco tra USA e Iran ai raid del Pakistan in Afghanistan, fino alla rottura tra Burkina Faso e Francia e alla crisi in Ecuador, il quadro globale resta instabile. Diplomazia, conflitti e tensioni interne delineano un ordine internazionale sempre più fragile.
Novità dal mondo: dal Medio Oriente all’America Latina
Gli Stati Uniti e l’Iran sospendono le rispettive azioni militari, dopo gli scambi di fuoco registrati nei
giorni scorsi nell’area dello stretto di Hormuz, che hanno coinvolto anche altri Paesi della regione e fatto
vacillare la tregua.
Secondo quanto riferisce un funzionario statunitense, Washington e Teheran avrebbero concordato di
incontrarsi nei prossimi giorni a Doha, la capitale del Qatar, per proseguire i colloqui diplomatici.
Il tutto con la supervisione e approvazione del Pakistan che ha ribadito che continuerà il suo impegno nel
promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente.
Parallelamente a queste dichiarazioni la situazione tra Pakistan e Afghanistan non è molto rosea, infatti
secondo quanto riportato da “Asia News”, l’esercito Pakistano ha lanciato attacchi aerei e inviato truppe
di terra nelle province afghane lungo il confine occidentale, uccidendo dozzine di civili.
Il governo talebano di Kabul ha condannato quello che definisce un “atto codardo” e “un crimine e
un’atrocità” che avrebbe causato la morte di almeno 36 civili e feriti altri 163. Per il ministro
dell’Informazione pakistano Attaullah Tarar sono stati uccisi 29 miliziani, aggiungendo che i raid erano
una risposta ai “recenti attacchi terroristici contro persone innocenti”.
Il Burkina Faso ha annunciato, in questi giorni, la rottura definitiva delle relazioni diplomatiche con la
Francia, accusandola di minare la sua sovranità, di sostenere azioni contrarie ai suoi interessi, e che non
sussistono più le condizioni per una partenariato basato sul rispetto reciproco, sulla fiducia reciproca, sulla
sovranità nazionale e sulla non ingerenza. Questa decisione, ampiamente contestata dal governo francese,
segna il culmine di diversi anni di deterioramento delle relazioni tra i due Paesi, iniziati con l’ascesa al
potere del Capitano Ibrahim Traoré nel settembre 2022, e segna un ulteriore colpo all’influenza francese
in quella che fu la “Franciafrique”.
Lo stato caraibico di Antigua e Barbuda, come riportato dal Caribbean Times”, ha accolto con favore la
storica adozione della Dichiarazione sul miglioramento della salute mentale nelle Americhe, rilevando che
i disastri legati al clima, la vulnerabilità economica, i disordini sociali e gli effetti persistenti della
pandemia di COVID-19 hanno intensificato la necessità di sistemi di salute mentale più solidi in tutta la
regione.
La dichiarazione è stata adottata durante la 56a sessione ordinaria dell’Assemblea generale
dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA), in corso di svolgimento a Panama, con l’ambasciatore di
Antigua e Barbuda, Sir Ronald Sanders, che ha sottolineato l’importanza della salute mentale come
pilastro del benessere umano, della coesione sociale e dello sviluppo sostenibile.
Invece nello stato sudamericano dell’Ecuador la situazione socio-politica si fa sempre più infuocata. La
Presidenza della Repubblica ha respinto fermamente le accuse su cui si basa la petizione/richiesta di
revoca del mandato di Daniel Noboa, presentata al Consiglio Elettorale Nazionale (CNE) da diverse
organizzazioni politiche e sociali guidate dal leader indigeno Leonidas Iza. La recente petizione di revoca
sostiene che Noboa non ha rispettato il suo programma elettorale e che non ha adempiuto ai suoi doveri
costituzionali e legali.
Si sottolinea che Daniel Noboa raggiunge a malapena un indice di gradimento
positivo del 41,7%.; inoltre Noboa ha recentemente autorizzato la concessione di grazia e amnistie agli
agenti delle forze dell’ordine in seguito all’assassinio all’aeroporto di Guayaquil di un leader della
pericolosa banda criminale “Los Águilas”, che operava in totale impunità. Una concessione che ha
spaccato in due la società ecuadoriana, stremata dalla feroce guerra tra governativi e narcos e tra le varie
bande per il controllo dei flussi di droga e soldi. Una guerra che non risparmia nessuno, nemmeno donne
incinte. Infatti si è verificato, di recente, un violento episodio presso la “Cooperativa Héctor Cobos” nella
città di Durán, vicino la più famosa città portuale di Guayaquil. In quella zona, una donna incinta è stata
colpita da un proiettile.
Gravemente ferita, è stata trasportata in una struttura medica, ma a causa della
gravità delle ferite è deceduta poco dopo. La vittima, di età superiore ai 35 anni, è stata colpita al petto e
al braccio. Le indagini da parte della polizia sono in corso ma i risultati preliminari suggeriscono che
l’incidente sia collegato allo spaccio di droga nella zona.
Un episodio che ha scioccato l’intero Ecuador e scatenato un dibattito circa la sicurezza percepita dal
popolo e le misure da adottare per contrastare la criminalità dilagante, questo crimine è avvenuto in un
momento in cui le Forze Armate e la Polizia Nazionale stavano conducendo operazioni a Durán per
ridurre la violenza. Negli ultimi mesi, le morti violente avevano mostrato una leggera diminuzione nella
città.
Ma nonostante questa leggera diminuzione, la Corte costituzionale dell’Ecuador ha approvato lo stato di
emergenza decretato dal presidente Daniel Noboa in 10 province e tre cantoni del Paese come misura
contro l’insicurezza.
Un’approvazione che fa presagire che l’instabilità continuerà ad affliggere il paese andino.

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