UNO SPUTO IN FACCIA
Leggo che il Parlamento europeo sta ora equiparando non solo il comunismo ma anche il socialismo con il nazismo. Fino a bandire non solo l’uso della svastica ma anche quello della falce e martello. Un simbolo, signori, che non è nato con la rivoluzione russa ma che ha accompagnato per decenni il processo di emancipazione del mondo del lavoro.
Giusto abbandonarlo oggi, perché simbolo di un mondo che non c’è più. Doveroso difenderlo in nome della nostra storia e delle lotte del socialismo internazionale. I socialisti europei non l’hanno fatto; loro la vergogna. Noi dobbiamo reagire in nome del nostro passato e del nostro presente. Chiunque abbia sangue nelle vene lo faccia, individualmente e collettivamente. E non c’è altro da dire.
Alberto Benzoni
Commento
Caro Compagno e maestro Alberto Benzoni, tu dici giusto abbandonarlo oggi in quanto simbolo di un mondo che non c’è più. Mi spiace ma non è così. Forse al centro delle grandi città ma ti assicuro che sia qui nel profondo nord come al sud non è così. Io sono passato dai campi per anni alla fabbrica da due e falce e martello rappresentano ancora noi lavoratori. Non c’è altro simbolo in cui si possa riconoscere oggi un operaio e Proletario (nel vero significato della parola) delle campagne o che lavora in fabbrica come me e il martello nonché leve di ferro, forza fisica e tanto sudore anche a -3 gradi.
Caro Alberto, la falce e martello per quelli come me è più di un simbolo; la falce e il martello sono IL SIMBOLO per il quale per una vita abbiamo sofferto, gioito, preso o dato botte. Io vivo in una zona dove i fascisti sono forti. Sai che gioia per loro sentire Socialisti dire che la falce e martello sono superati? Sarà retorico ma ricordo che per quello che rappresentava quel simbolo ci sono stati uomini e donne morti ammazzati fino a non troppi anni fa. Un abbraccio forte. Tuo, S. Longo
Che cosa aggiungere? C’è un partito neosocialista che i simboli del movimento dei lavoratori ce li ha ancora e non intende dismetterli.


L’ostracismo verso la falce e il martello, da parte di questa ignobile UE ordo-capitalista e liberista a trazione finanziaria, è una specie di farsesco maccartismo di ritorno, 70 anni dopo l’originale. È un pezzo dell’arroccamento dell’occidente, con il quale i ricchi oligarchi nostrani tentano di fronteggiare la fine dell’impero; la cosa gli garantirà qualche anno di sopravvivenza, ma non bloccherà certo la transizione verso un nuovo equilibrio multipolare mondiale, ormai inarrestabile. È comunque semplicemente scandaloso che forze politiche sedicenti di sinistra avallino tale scempio, a partire dai grotteschi partiti (pseudo) democratici e (pseudo) socialisti che sostengono i burocrati europei a Bruxelles. La Falce e il Martello sono i simboli secolari e universali del lavoro. Anche nello stemma imperiale austriaco compaiono tali simboli, ad indicare appunto lavoro e lavoratori. Essi vanno esibiti con orgoglio dalle autentiche Organizzazioni Socialiste e di Sinistra. Dopo queste infami decisioni dei burocrati UE, gli stessi vanno esibiti con ancora più forza e determinazione.
Grazie compagni. Angelo Criscuoli – Latina