Le politiche green a Milano e in Lombardia sono indispensabili ma ancora inefficaci: risultati limitati su aria, traffico ed energia, costi elevati e disuguaglianze sociali. Senza una governance competente e visione strategica, la transizione resta incompiuta.
Politiche green al servizio della città metropolitana di Milano e della Regione Lombardia
L’attuazione di politiche green, è un tema che racchiude in sé la necessità di affrontare sfide ambientali complesse con una visione strategica ed interventi sinergici, integrando sostenibilità, innovazione tecnologica ed equità sociale. Milano e la Lombardia, centri nevralgici dell’economia italiana, affrontano quotidianamente problemi strutturali legati alla qualità dell’aria, alla gestione delle risorse idriche, al traffico veicolare, all’efficienza energetica degli edifici e alla resilienza climatica.
Le cosiddette politiche green – orientate alla decarbonizzazione, alla tutela dell’ambiente e alla transizione verso modelli produttivi e urbani più sostenibili – rappresentano un’opportunità imprescindibile ma anche una sfida vissuta tra potenzialità e criticità.
Le politiche ambientali a Milano e in Lombardia hanno già ottenuto risultati timidi e di ristretta entita’ negli ultimi anni: dall’espansione delle aree pedonali e ciclopedonali, alla progressiva elettrificazione del trasporto pubblico, fino all’adozione di standard più severi per gli edifici e alle iniziative per il monitoraggio della qualità dell’aria. Queste misure hanno contribuito a ridurre alcune emissioni di inquinanti tradizionali (come biossido di azoto e particolato) rispetto a un decennio fa, anche grazie alla disponibilità di fondi europei e nazionali. Ma il percorso e’ ancora lungo, ed il cammino appena timidamente iniziato.
Uno dei pregi principali delle politiche green è proprio la loro multidimensionalità: non si limitano a un singolo settore ma investono trasversalmente trasporti, energia, edilizia, gestione dei rifiuti, economia circolare, qualità delle acque e dell’aria ed aumento degli spazi verdi urbani.
Questo approccio integrato può migliorare la qualità della vita dei cittadini, ridurre i costi sanitari legati all’inquinamento, stimolare nuove industrie e generare occupazione qualificata. L’adozione di fonti rinnovabili come il solare, l’eolico ed il biogas, insieme a sistemi di accumulo energetico, può rendere il sistema energetico più resiliente e meno dipendente da combustibili fossili. Inoltre, investire in infrastrutture verdi – come parchi urbani, fasce di mitigazione e sistemi di drenaggio sostenibile – migliora la capacità delle città di adattarsi agli eventi climatici estremi, come le ondate di calore che ogni anno Milano si trova a dover affrontare ogni estate e che registrano ogni anno decessi fra i cittadini piu’ fragili.
Resta inoltre l’annoso e mai risolto discorso legato all’inquinamento causato dal traffico veicolare, con conseguente innalzamente oltre il consentito del PM10 (particolato atmosferico con diametro inferiore a 10 micrometri) che intacca i nostri polmoni e quelli dei nostri figli causando serie problematiche respiratorie.
L’utilizzo degli attuali sistemi di controllo, vale a dire l’utilizzo del MOVE-IN metropolitano (un sistema satellitare che registra i chilometri percorsi dalle nostra autovetture consegnandoti un limite massimo in base alla tipologia e classificazione del motore) o la chiusura della citta’ metropolitana di Milano in cerchie (area B ed Area C) dove l’accesso e’ possibile solo a pagamento non aiuta a risolvere il problema: il “se paghi, puoi inquinare” non e’ assolutamente a mio avviso una soluzione efficace.
Le politiche green presentano anche limiti e criticità che non possono essere ignorati. In primo luogo, i costi pubblici e privati associati alla transizione ecologica sono significativi. La conversione di impianti energetici tradizionali in impianti rinnovabili richiede investimenti ingenti, che pesano sui bilanci comunali e regionali e, indirettamente, su cittadini e imprese attraverso tassazione o tariffe.
Se da un lato esistono finanziamenti e incentivi (soprattutto a livello europeo col Next Generation EU o il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), dall’altro molte PMI e famiglie faticano ancora ad affrontare i costi iniziali per l’efficientamento energetico o l’acquisto di veicoli elettrici, nonostante incentivi e detrazioni fiscali.
In secondo luogo, la trasformazione energetica comporta sfide tecniche ed organizzative non di poco conto. La variabilità delle fonti rinnovabili come solare ed eolico richiede una gestione intelligente della rete elettrica (smart grid) e capacità di accumulo su larga scala che non sono ancora pienamente diffuse. Senza adeguati sistemi di stoccaggio e senza una rete distribuita capace di bilanciare domanda e offerta in tempo reale, il rischio è di inefficienze o addirittura di instabilità del sistema. È fondamentale quindi affiancare la produzione di energia rinnovabile a investimenti in innovazione tecnologica, formazione professionale e infrastrutture digitali.
Il miglioramento della qualità dell’aria è un obiettivo centrale per Milano e per la Lombardia, storicamente caratterizzate da livelli di inquinamento elevati per ragioni climatiche (inversione termica frequente), antropiche (traffico intenso, industria) e geologiche. Le politiche di limitazione del traffico veicolare più inquinante (area B, area C, ZTL, blocchi temporanei) e la promozione della mobilità sostenibile (piste ciclabili, trasporto pubblico elettrico) hanno prodotto effetti positivi, ma spesso suscettibili di critiche.
Ad esempio, mentre alcuni cittadini vedono nei blocchi del traffico una misura utile e necessaria, altri lamentano difficoltà negli spostamenti, un’impatto economico negativo ed una difficolta’ negli spostamenti per pendolari e studenti visto che anche la rete ferroviaria necessita assolutamente di un profondo potenziamento e restyling riorganizzativo. Ciò dunque evidenzia l’importanza di accompagnare le misure ambientali con un dialogo sociale efficace, piani di accompagnamento e soluzioni di mobilità alternativa realmente accessibili a tutte le fasce di popolazione.
La gestione delle risorse idriche è un altro terreno fondamentale. Garantire acque pulite per uso potabile, agricolo e industriale richiede infrastrutture moderne e una rete fognaria efficiente, oltre a politiche che limitino scarichi inquinanti nei corsi d’acqua. Anche qui, la transizione verso tecnologie green – come impianti di trattamento avanzato, utilizzo di energie rinnovabili per il funzionamento degli impianti, sistemi di recupero delle acque piovane – comporta costi elevati e richiede una pianificazione decennale, nonché un equilibrio tra interventi pubblici e iniziative private.
In termini di vivibilità, le politiche green portano con sé benefici evidenti: più spazi verdi, riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico, città più sfidanti e attraenti per residenti e imprese. Tuttavia, questi benefici non sono automaticamente distribuiti in modo omogeneo. Quartieri periferici o aree con minore capacità economica possono rimanere indietro nella dotazione di servizi sostenibili, aggravando disuguaglianze urbane. Diventa quindi essenziale che le politiche ambientali siano accompagnate da criteri di equità territoriale e sociale, per garantire che la transizione non lasci indietro nessuno.
In conclusione, le politiche green al servizio di Milano e della Regione Lombardia rappresentano una strada obbligata per fronteggiare le emergenze climatiche e ambientali, migliorare la qualità della vita e stimolare un nuovo modello di sviluppo economico sostenibile. I pregi di tali politiche – dall’innovazione energetica alla rigenerazione urbana ecologica – sono in parte già visibili. Tuttavia, per essere veramente efficaci e giuste, devono essere accompagnate da una governance attenta ai costi, alle ricadute sociali e all’effettiva capacità di implementazione tecnica. Solo così la green transition potrà tradursi in un vero progresso per l’intera comunità lombarda, capace di coniugare sostenibilità ambientale, competitività economica e coesione sociale.
Solo politici attenti coadiuvati da tecnici qualificati possono risolvere la questione.
La ricetta politica comunale milanese e regionale lombarda, provata sino ad oggi, con l’alternanza centro-destra e centro-sinistra, si e’ rivelata essere insipida e fallimentare e non ha risolto il problema.


