Due termini offensivi hanno costituito la classica ciliegina (anzi, un piccolissimo peperoncino piccante) sulla torta “salata” di un governo e di una maggioranza che esprimono sempre più bieche e acide sembianze dittatoriali e discriminatorie nei confronti del popolo italiano, quello che ha votato il centrodestra e quello che non l’ha votato, con la complicità – purtroppo – di chi non ha inteso esercitare il “diritto” di voto.
Una grande differenza di stile tra l’insulto gracchiante da parte della ministra Bernini agli studenti di medicina che esprimevano la loro contestazione (“siete sempre dei poveri comunisti”), ovviamente, e la risposta che diede Sandro Pertini, socialista, all’epoca Presidente della Repubblica, a uno studente dell’Ateneo di Urbino nel 1980 (“avete il diritto di criticare, di obiettare, di ribellarvi”, citando i valori della Resistenza, che avevano permesso di tornare alla libertà di pensiero dopo gli anni del fascismo). Per Pertini gli studenti non erano e non sarebbero stati mai “inutili” (altra “dotta” citazione della Bernini).
“Poveri comunisti” e “Inutili”. Il vocabolario della ministra (dell’Università e della Ricerca) allieva del Berlusca si è limitato a queste parole astiose e dette senza ragionare, d’impeto, in assenza – evidentemente – di convincenti controdeduzioni e neppure di risposte interlocutorie (che sono proprie della politica e che la destra riesce brillantemente a trasformare in promettenti ed enormi frottole). La destra non ha cultura, sa solo bullizzare, sa solo edificare altari del vittimismo, usando fantasie da contrappasso. Usa slogan contro il comunismo e pronuncia “sinistra” come se fosse una sorta di diavolo nella loro acqua santa fatta di dio, patria e famiglia, nonché di corrotti e personaggi vari adusi a far lavorare i loro avvocati su tutti gli articoli del codice civile e, soprattutto, penale.
Le persone sagge sanno fare autocritica. Se gli esponenti della destra attuale fossero saggi anche solo in una minima percentuale dovrebbero riconoscere di essere, loro sì, “inutili”, aggiungendo anche “dannosi”.
Lo stanno dimostrando sulla tenace difesa di una orrenda legge che interessa il potere giudiziario e che per fortuna sarà sottoposta a referendum confermativo, sulla delirante rivisitazione “in pejus” della Legge Fornero, sulla prestidigitazione legata alla sbandierata riduzione della pressione fiscale e soprattutto sull’economia (produzione industriale in calo in 32 dei 36 mesi del governo Meloni). Un’Italia a trazione “liberista” (termine che viene usato quando si vuole fare bella figura, ma in realtà ben lontana anche da quel pensiero originario) che si arrocca tra la genuflessione quotidiana a Trump, il foraggio economico e di armi all’Ucraina, che si scopre filo-ebrea per far piacere a Netanyahu (finanche Salvini presente alla festa ebraica romana della “chanukà”!, forse per festeggiare la sua assoluzione), integrandosi in un’Europa priva di identità e unità d’intenti che si rivela sempre più “inutile” anch’essa, a prescindere dalla comune convinzione che esprimono Trump e Putin e che rischia davvero nel tempo di sfaldarsi.
Un’Europa che si ispira a politiche di Paesi membri che non hanno più il peso specifico di un tempo, come la Germania e la Francia, ma che non vuole guardarsi intorno, all’interno dell’Unione, mutuando esempi virtuosi come quello della Spagna. La crescita economica di questo Paese è notevole ed è ben oltre la media UE. Il turismo è fattore trainante, mentre in Italia è solo un feudo elettorale della ministra Santanchè e di tutto il cucuzzaro, gli investimenti sono stati fatti con oculatezza e strategicamente, l’innovazione tecnologica è all’avanguardia. Gli immigrati contribuiscono realmente all’aumento dell’occupazione con contratti di lavoro di media e lunga durata. L’attenzione al sociale (Sanchez vuole proporre un salario minimo europeo) è notevole e non cozza, anzi, incrementa sempre più un PIL che (intorno al 3% annuo) è il doppio dei Paesi dell’Eurozona. Peraltro, Pedro Sanchez, socialista a capo del governo, autorevole e in controtendenza rispetto alla UE sui fatti di Gaza e sulla guerra in Ucraina, ha un importante obiettivo: l’abbattimento delle disparità regionali, attraverso una crescita equa tra le diverse aree del Paese, mentre in Italia la destra raccoglie voti al sud e dà vita all’autonomia differenziata a tutto vantaggio del nord. Secondo il «Financial Times», quella spagnola è oggi l’economia più sorprendente e performante d’Europa. La crescita è costituita anche da quell’aumento dell’occupazione prima citato e significa – in modo semplice, elementare – che più salari danno luogo a maggiori consumi, quindi, un effetto diretto e positivo di un mercato del lavoro ben strutturato, nel quale Sanchez ha speso quasi 7 miliardi di euro in formazione, incentivi per le assunzioni, incroci tra domanda e offerta che generano reciproche soddisfazioni. In Italia, si rischia di restituire fondi del PNRR non spesi, senza dire di quelli sperperati allegramente dal governo Meloni e da molte regioni senza evidenza alcuna.
E allora, chi sono gli “inutili”? Gli studenti che hanno il diritto di pretendere un futuro decoroso e privo di nuvole nere o il governo delle destre europee inette e ignoranti che sotto sotto intendono ripristinare una sorta di Quarto Reich da ventunesimo secolo?
Il prof. Nuccio Ordine, filosofo scomparso prematuramente, nel suo testo “L’utilità dell’inutile” ha affermato che “non è vero – neanche in tempi di crisi – che è utile solo ciò che produce profitto…esistono, anche nelle democrazie mercantili, saperi ritenuti inutili che invece si rivelano di una straordinaria utilità”. Ma gli esponenti della destra italica ed europea non arriverebbero (per ignoranza) ad afferrare concetti del genere, confermando la loro reale “inutilità” totale.

