venerdì, Agosto 21, 2026
Spazio gestito da Risorgimento Socialista
Advertisement
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti
No Result
View All Result
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti
No Result
View All Result
FORZA LAVORO
Spazio gestito da Risorgimento Socialista
No Result
View All Result
Home Politica

Le camicie nere dell’ICE in Italia: la sicurezza come cavallo di Troia

Olimpiadi e “sicurezza”, il pretesto perfetto

Luca Parodi by Luca Parodi
Gennaio 29, 2026
in Politica, Primo Piano
0
Le camicie nere dell’ICE in Italia la sicurezza come cavallo di Troia
0
SHARES
17
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

Secondo Il Fatto Quotidiano l’ICE USA potrebbe operare in Italia per Milano-Cortina. Non una scorta, ma un apparato repressivo noto per abusi. La “sicurezza” diventa il pretesto per testare una deriva autoritaria sul suolo nazionale.

Olimpiadi e “sicurezza”: il rischio di una deriva autoritaria

Con la Destra al governo, e dalle prime indiscrezioni apparse sul quotidiano Il Fatto Quotidiano, l’Italia si ritroverà ad accogliere sul proprio territorio le camicie nere dell’ICE (Immigration and Custom Enforcemen), l’agenzia federale statunitense per l’immigrazione e il controllo delle frontiere. La versione ufficiale, diffusa con disarmante leggerezza, parla di una presenza necessaria a garantire la sicurezza degli atleti americani in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Una giustificazione che suona non solo fragile, ma apertamente offensiva: come se le nostre forze dell’ordine non fossero all’altezza del compito, o come se l’Italia fosse una nazione instabile, ad alto rischio, bisognosa di tutela esterna.

È una narrazione alla quale è difficile, se non impossibile, credere.

L’ICE non è un corpo di rappresentanza né un’innocua scorta diplomatica. È un apparato repressivo noto a livello internazionale per pratiche brutali e sistematiche: percosse, uso disinvolto dei taser, detenzioni arbitrarie, espulsioni sommarie e rimpatri forzati condotti senza scrupoli. Anziani, adulti, giovani, perfino bambini in tenera età: nessuno è escluso, nessuna distinzione viene fatta. Chi si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato, chi incrocia il loro sguardo o finisce nel loro raggio d’azione, difficilmente può contare su tutele, garanzie o possibilità di difesa.

In questo meccanismo, il diritto scompare. Non vi sono tribunali, non vi è un contraddittorio, non vi è un controllo indipendente. Il potere esecutivo e quello giudiziario si fondono e vengono esercitati direttamente “sul campo”, in una sospensione di fatto dello Stato di diritto che gli ultimi avvenimenti hanno mostrato di portare addirittura alla morte sulla strada!
È questa l’eredità che un simile corpo porta con sé, ovunque venga dispiegato.

Che tutto ciò avvenga mentre al governo del Paese siede una destra che non ha mai reciso fino in fondo i propri legami simbolici e culturali con una tradizione autoritaria e fascista non può che destare una preoccupazione profonda e palpabile. Non si tratta di allarmismo, ma di memoria storica e di lucidità politica. L’Italia conosce bene cosa significhi normalizzare l’eccezione, legittimare la forza come strumento ordinario di governo, sacrificare le libertà civili sull’altare della cosiddetta “sicurezza”.

Altro che Olimpiadi. La presenza di un corpo paramilitare straniero sul suolo nazionale rischia di configurarsi come un pericoloso banco di prova: un esperimento per sondare reazioni, assuefazioni, silenzi. Oggi si parla di una scorta temporanea, domani ci attende l’estensione delle funzioni, dopodomani la giustificazione per la nascita di un apparato analogo, interamente italiano, mascherato da necessità tecnica e protetto da un lessico rassicurante.

La parola “sicurezza” diventa così il paravento dietro cui si cela la compressione dei diritti, l’erosione delle garanzie costituzionali, la trasformazione dello spazio pubblico in un territorio sorvegliato e militarizzato. È un percorso già visto, già percorso, e mai senza conseguenze.

Prepariamoci al peggio, dunque. Ma soprattutto prepariamoci a non tacere, a non accettare come inevitabile ciò che inevitabile non è. Perché ogni deriva autoritaria, prima di imporsi con la forza, chiede consenso, e vive di distrazione o rassegnazione. Nessuna Olimpiade potrà mai giustificare la rinuncia alla nostra sovranità democratica e allo Stato di diritto.

 

striscia rossa

Leggi anche

  • Le ragioni del voto per il NO al referendum di Risorgimento Socialista
  • Energia e sovranità: la vera leva della crescita italiana 
  • L’Antropocene mette sotto accusa il capitalismo: la sfida radicale di Saitō Kōhei

 

Leggi gli articoli di Forza Lavoro anche su Kulturjam.it

 

striscia rossa

 

Tags: autoritarismodiritti civiligovernoICEMilano-Cortinasicurezzasovranità
Previous Post

Quando la paura diventa legge: l’America verso lo stato di polizia

Next Post

Dal ritorno dell’ISIS ai mammut: il mondo sull’orlo e in fuga

Next Post
Dal ritorno dell’ISIS ai mammut il mondo sull’orlo e in fuga

Dal ritorno dell’ISIS ai mammut: il mondo sull’orlo e in fuga

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti

  • Il Manuale Cencelli, oggi sostituito da quello delle parentele Agosto 9, 2026
  • Decreto sicurezza: la polizia può fermarti per 12 ore senza un giudice Luglio 15, 2026
  • Dal Medio Oriente all’America Latina: il mondo entra in una nuova stagione di instabilità Luglio 1, 2026
  • Tecnoautoritarismo: il potere esecutivo divora la democrazia? Giugno 29, 2026
  • Salario minimo affossato? L’accusa alla triplice sindacale scuote il mondo del lavoro Giugno 18, 2026

Ultimi Commenti

  • Francesco Stolfa su Il mondo sottosopra della UE
  • Luigi Proia su A che cosa servono gli intellettuali di sinistra
  • Angelo Criscuoli su Uno sputo in faccia dal Parlamento europeo alla storia del socialismo
  • Angelo Criscuoli su Lineamenti dell’attuale storiografia italiana sul socialismo
  • Gigi Bettoli su Lineamenti dell’attuale storiografia italiana sul socialismo

Archivio

  • Agosto 2026 (1)
  • Luglio 2026 (2)
  • Giugno 2026 (7)
  • Maggio 2026 (5)
  • Aprile 2026 (2)
  • Marzo 2026 (7)
  • Febbraio 2026 (11)
  • Gennaio 2026 (9)
  • Dicembre 2025 (6)
  • Novembre 2025 (6)
  • Ottobre 2025 (5)
  • Settembre 2025 (6)
  • Agosto 2025 (6)
  • Luglio 2025 (3)
  • Giugno 2025 (2)
  • Maggio 2025 (13)
  • Aprile 2025 (6)
  • Marzo 2025 (9)
  • Febbraio 2025 (12)
  • Gennaio 2025 (13)
  • Dicembre 2024 (12)
  • Novembre 2024 (9)
  • Ottobre 2024 (12)
  • Settembre 2024 (10)
  • Agosto 2024 (16)
  • Luglio 2024 (13)
  • Giugno 2024 (13)
  • Maggio 2024 (12)
  • Aprile 2024 (14)
  • Marzo 2024 (11)
  • Febbraio 2024 (13)
  • Gennaio 2024 (17)
  • Dicembre 2023 (20)
  • Novembre 2023 (16)
  • Ottobre 2023 (28)
  • Settembre 2023 (2)
  • Luglio 2023 (13)
  • Giugno 2023 (1)
Forza Lavoro | Spazio di cultura politica gestito e coordinato da Risorgimento Socialista

Viale Giotto 17 - 00153 Roma (RM)

C.F. 97916750587

Mail: info@forzalavoro.work

Politica di Riservatezza

© 2023 - Copyright Risorgimento Socialista - Tutti i diritti riservati

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.