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Home Politica

La Ue è diventata una colonia: è tempo di romperla

Iniziamo a discutere il superamento dell'Unione Europea

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Gennaio 22, 2026
in Politica, Primo Piano
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La Ue è diventata una colonia è tempo di romperla
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Il taglio al gas russo ha reso la Ue dipendente dagli Usa, con prezzi più alti e Stati impoveriti. I socialisti denunciano l’oligarchia di Bruxelles, il tradimento della Costituzione e chiedono il superamento dell’Unione per un’Europa dei popoli.

Appello dei socialisti: iniziamo a discutere il superamento della Ue

– Leonardo Marzorati*

 

Dal 2021 al 2024 la percentuale del gas da gasdotto importato dai Paesi dell’Unione Europea dalla Russia è scesa dal 40% all’11%. Le importazioni da Mosca sono scese da oltre 150 miliardi di metri cubi a meno di 52 miliardi. I miliardi di metri cubi complessivi di gas importato in questi 3 anni sono diminuiti, ma al vistoso calo di fonte energetica dalla Russia è contrapposto un aumento di importazioni dagli Stati Uniti.

Da Washington nel 2021 la Ue importava 18,9 miliardi di metri cubi, nel 2024 45,1 miliardi. Più del doppio. E i prezzi vantaggiosi che garantiva la Russia noi europei ce li scordiamo con il gas a stelle e strisce. E in questi tre anni, in cui i buoni rapporti tra Russia e Ue si sono rotti, l’unico Paese che ci ha guadagnato nell’esportare gas alla Ue sono gli Usa. La Norvegia, storico fornitore della Ue, ha visto le sue esportazioni di gas verso Bruxelles aumentare da 79,1 miliardi di metri cubi a 91,1 miliardi.

La dipendenza eccessiva da gas russo si è trasformata, dopo una guerra le cui colpe non possono assolutamente essere addebitate al solo Cremlino, in una dipendenza dell’Unione Europea da Washington. L’ennesima dipendenza. I tecnocrati di Bruxelles hanno deciso l’impoverimento degli Stati Ue. Questa gerarchia elitaria non eletta (resta solo l’appoggio del debole e corrotto Europarlamento) ha aspetti “paretiani” in comune con altre oligarchie dalla storia tragica, come il fascismo e le dittature militari.

Questa Unione Europea mostra il suo lato antidemocratico e oligarchico, che guarda al bottino per pochi e non alla prosperità di molti. Le vittorie elettorali delle destre radicali in molti Paesi Ue sono la naturale conseguenza di queste scelte scellerate che favoriscono grandi Capitali e non i popoli europei. Per questo, da sinistra, si deve iniziare a discutere di SUPERAMENTO dell’Unione Europea. I socialisti, quelli veri, non quelli venduti ai predoni di Bruxelles e di Washington, sono pronti. Discutiamo il superamento della lugubre Ue, per un’Europa dei popoli, della solidarietà e della pace.

A differenza della Ceca e della Cee, il Trattato di Maastricht ha minato pesantemente valori democratici riportati nella Costituzione repubblicana e antifascista. L’Unione Europea, con il recente accordo del Mercosur, van contro l’articolo 44 della Costituzione, che “impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà”. L’attuale Ue, sempre più prona al grande Capitale finanziario, tradisce l’articolo 46, che recita “la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende”.

I socialisti e socialdemocratici europei hanno colpe enormi nell’aver avallato dagli anni ‘90 a oggi questo scempio antidemocratico che è l’attuale Unione Europea. Negli anni ‘50 i socialisti, dopo accese discussioni, appoggiarono in maggioranza la Comunità Economica del Carbone e dell’Acciaio (Ceca) e la Comunità Economica Europea (Cee), differenziandosi dai comunisti, contrari agli accordi europei. La crescita economica nei Trente Glorieuses (1945-1975) potrebbe dar ragione agli allora socialisti, quella attuale di crisi ventennale deve portare i socialisti di oggi a comprendere le ragioni dei comunisti degli anni ‘90, che dissero di no Maastricht, restando purtroppo in quella battaglia soli a sinistra, affiancati dalle nascenti destre populiste e nazionaliste.

Oggi le destre populiste e nazionaliste sono molto più forti di allora. Con le forze liberali (maggioranza Ursula) arroccate nella difesa della declinante Ue; socialisti, comunisti e tutte le forze democratiche antifasciste devono alzare la voce sul superamento di un’Unione che sta sempre più penalizzando le classi popolari a vantaggio di pochi oligarchi con i loro lacchè. Sempre più economisti, giuristi e altri accademici (non solo marxisti) si mostrano ostili a questo Moloch al servizio dei capitalisti. La Ue non è eterna e si può superare. Per un’Europa davvero democratica e dalla parte dei suoi cittadini più deboli.

 

* Leonardo Marzorati, coordinatore Risorgimento Socialista Lombardia

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Leggi gli articoli di Forza Lavoro anche su Kulturjam.it

 

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Tags: costituzionecrisi socialegasoligarchiaSocialismosovranitàUnione Europea
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