Dal genocidio palestinese denunciato all’ONU alla candidatura di Timor Est nell’ASEAN, fino alle nuove iniziative economiche in Tunisia e alle elezioni in Malawi: un quadro globale che mostra fragilità, aspirazioni di crescita e dinamiche politiche in continuo mutamento.
Il Medio Oriente tra instabilità e diplomazia e altre novità dal mondo
Nella martoriata regione del Medio Oriente continua senza esclusione di colpi il genocidio
palestinese, dove secondo l’agenzia “Wafa”, dall’alba di oggi sono stati uccise 24 persone dagli
ultimi feroci attacchi dell’esercito israeliano nella devastata Striscia di Gaza, e ad oggi si contano 65
mila morti secondo le ultime stime approssimative, ma si teme che siano molti di più.
A tal proposito lo sceicco del Kuwait, Sabah Khaled Al-Hamad Al-Sabah, all’ultima assemblea
generale dell’ONU a New York, ha denunciato le ultime aggressioni israeliane nei confronti di
Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme.
Inoltre lo sceicco, secondo quanto riportato dal “Kuwait Times”, ha affermato che le azioni
israeliane minacciano e compromettono seriamente le azioni diplomatiche volte al conseguimento
della pace e la fine del conflitto, e che la fame usata come strumento di guerra nei confronti dei
palestinesi è un trattamento crudele.
Di grande rilievo è il recente annuncio del governo di Timor Est che non vede l’ora di voler
diventare membro a pieno titolo dell’ASEAN, l’organizzazione politica che riunisce quasi tutti i
paesi del Sud-est asiatico.
Se tutto procede bene, la domanda formale di adesione presentata nel lontano 2011 dovrebbe essere
accolta alla prossima riunione ASEAN il 26 settembre a Kuala Lumpur, la capitale malese.
Tale adesione aiuterebbe lo stato asiatico a crescere economicamente e migliorare la cooperazione
in tutti i settori con i paesi membri dell’organizzazione.
La “Confederazione delle Imprese Cittadine Tunisine” (CONECT) in collaborazione con la
“Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo” (AICS) ha annunciato, di recente, il lancio di
una grande serie di giornate informative in tutti i governatorati del paese riguardo a una linea di
credito italiana da 55 milioni di euro, destinata alle piccole e medie imprese e volta a migliorare
l’economia tunisina, grazie all’aiuto italiano.
Rimanendo sempre in Africa, lo stato del Malawi, in seguito a delle elezioni presidenziali assai
movimentate, sentite e con la più alta affluenza alle urne registrata della storia del paese, ha vinto il
politico Peter Mutharika.
Secondo quanto riportato dal “Agence de Presse Africaine”, il politico Peter Mutharika del Partito
Democratico Progressista, ha vinto con il 56% dei voti, mentre il presidente uscente Lazarus
Chakwera è arrivato secondo.

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