La svolta politica filorussa avvenuta in Niger ,che segue quelle avvenute nella Repubblica Centro Africana , nella Guinea Bissau , nel Burkina Faso, ed in Mali , e le contemporanee proteste popolari in Senegal contro la presenza egemone della Francia nella gestione degli interessi e delle scelte nazionali ,segna la crisi del disegno imperialistico euroatlantico di assegnare alla Francia, in nome e per conto del sistema geopolitico occidentale, il controllo sovranazionale di scacchiere e la gestione del sistema multinazionale del controllo sulle risorse naturali ,su tutta l ‘ area del subsahara centro-occidentale.
In nome di questo disegno è stata nel 2012 aggredita la Libia e assassinato Gheddafy, che rappresentava un punto di riferimento centrale per tutte le forze e le popolazioni sud sahariane e centroafricane che cercavano uno sviluppo politico indipendente ed autonomo, e trovavano nella Libia una fonte di appoggio finanziario e di copertura politica.
L’ attenzione dei popoli sub – sahariani ,e di buona parte delle loro classi dirigenti piu giovani ,verso Russi e Cinesi ha cominciato a crescere ‘ dopo quella aggressione imperiale , sospinta dalla necessità ‘ di trovare aiuti economici , competenze tecniche, e sostegni militari , molto meno condizionanti e molto più contrattuali delle logiche imperialiste occidentali rafforzate dalla egemonia assoluta del suo sistema finanziario.
Si sta quindi esplicitando nel sud Sahara uno scontro internazionale complesso di dimensioni e spessore politico mai visto , in cui Russia e Cina sono destinate ad assumere un ruolo primario in un processo di rottura della egemonia euroatlantica , ed in cui le ragioni di riscossa ed indipendenza economica dei popoli di quella parte dell’ area divengono espressione cosciente ed obiettivo programmatico reale.
E’ evidente che il cambiamento di assetto politico del Niger, sostenuto dallo storico rapporto tra Algeria e Russia ,apre nel sud Sahara uno scontro pesantissimo tra la Francia e gli USA , ed i loro alleati del West – Africa , con tutti i paesi africani che si vanno orientando strategicamente verso un nuovo rapporto politico/ commerciale con i paesi del cartello dei BRICS.
La rottura che si va realizzando porterà di conseguenza ad uno sviluppo degli eventi che unirà a livello di tutto lo scacchiere continentale ancor di più la Cina , presente economicamente in modo massiccio in Africa , e la Russia ,che in Africa si va esponendo sempre più anche in termini militari , al Sud Africa che costituisce sempre più la prima potenza regionale del continente.
Per evitare lo scontro dovrebbe essere messa in piedi in tempi brevi una conferenza multilaterale, sotto egida ONU , sullo sviluppo e la cooperazione, che affronti in termini multipolari le questioni chiave della piena riappropriazione delle risorse da parte dei paesi produttori , e della gestione libera e contrattuale delle provviste finanziarie necessarie a promuovere lo sviluppo economico dei territori e dei popoli del sud Sahara, in modo da garantire l ‘indipendenza degli Stati , rompere in via definitiva i vincoli di subordinazione imperialistici ,e contribuire in modo equilibrato ad asciugare i flussi migratori e la fuga delle popolazioni dal sotto sviluppo .
L’apertura di questo nuovo scenario africano porterà in ogni caso ad una ulteriore accelerazione del processo di consolidamento dei Brics come soggetto politico economico e finanziario, articolato ed unitario al tempo stesso, cha a partire dalla conferenza di Joannesbourgh si sta trasformando da accordo meramente difensivo e diplomatico in una una grande comunità economico /politica, pronta a gestire in alleanza strategica una enorme rete di interessi convergenti , di natura economica , commerciale , tecnologica e politica .
In un quadro globale le vicende africane seguono lo spostamento massiccio degli equilibri politici avvenuto da tempo in America Latina , rafforzato dal ritorno al governo di Lula in Brasile e dal nuovo indipendentismo del Messico di Obrador, ed il mutamento degli equilibri mediorientali causato dalla vittoria in Siria contro l’ISIS dell’asse Russia / Iran , che ha visto la ricollocazione Saudita nel rapporto con l ‘ Iran, la riappacificazione politica tra Sciti e Sunniti e la fine della guerra nello Yemen , e il rilancio della Questione Palestinese attraverso il rafforzamento del peso politico-militare di Hamas e di Hezbollah.
Questa diverso posizionamento strategico di molti paesi rilevanti dei tre continenti extraeuropei mostra come il cammino verso un nuovo equilibrio mondiale in termini multipolari stia ormai diventando inarrestabile , e come l’ allargamento della alleanza economico /commerciale tra i paesi BRICS , oltre i 5 originari fondatori , costituisca il pilastro portante di un nuovo assetto a livello globale che riapre i rapporti precedentemente consolidati in ogni scacchiere geopolitico in cui il sistema unipolare Americano aveva definito con le proprie linee di forza i propri interessi strategici .
L ‘ accelerazione verso questa maturazione del processo aggregativo dei nuovi produttori mondiali estranei al sistema di potere euroatlantico, ed ostili ai condizionamenti imposti attraverso la sua egemonia finanziaria, sta ovviamente trovando una forza propulsiva determinante nello scontro bellico in atto tra la Nato e la Federazione Russa , che agisce utilizzando la copertura sostanziale della Cina Popolare e finisce per svolgere un ruolo politico globale ben al di là della portata politica delle sue strette rivendicazioni militari territoriali .
La guerra , che gli Usa e la Nato volevano utilizzare per rafforzare l’unipolarismo atlantico , ridurre definitivamente la forza della Russia, ed azzerare del tutto l’autonomia politica dell’Europa , sta invece producendo effetti politici a cascata di proporzioni epocali , e porta all’accelerazione della crisi del sistema neoliberista, ed all’esaurimento di quegli aspetti dei processi di globalizzazione che hanno finora rappresentato la forza propulsiva di un meccanismo di crescita della ricchezza occidentale , fondata sulla centralità’ del sistema finanziario nei processi globali di sviluppo , di accumulazione, e di accaparramento delle risorse primarie.
Lo scontro militare tra Federazione Russa e Occidente consegna inoltre una enorme forza politica e diplomatica alla Cina , e porta ad una accelerazione, non più ‘ solo difensiva, dei processi di allargamento della Comunità dei Brics ,attraverso la nuova ” effettività giuridica” internazionale che essa ha recentemente deciso di assumere, anche in conseguenza degli eventi Ucraini .

