Per la prima volta dall’89 , come soggetto attivo nelle relazioni internazionali , e nella espressione dei rapporti di forza sottostanti , nasce una nuova Comunita’ allargata di Stati distribuiti in tutti i continenti , espressione di paesi e popoli con storia, economie , e sistemi di vita, diversi , costruita fuori dal sistema finanziario globale articolato attorno alla centralita’ del Dollaro , interessata a difendere, in alleanza e cooperazione , le ragioni del proprio autonomo sviluppo ed i propri interessi strategici vitali in prima istanza nei confronti della egemonia sistemica americana , e nei confronti delle istituzioni finanziarie e monetarie che ne costituiscono gli strumenti operativi.
L’Area dei paesi BRICS costituisce infatti l’espressione unitaria di una rete articolata di alleanze tra grandi paesi produttori caratterizzati da mercati interni in forte espansione, non fondata come il mondo euro-atlantico su una rete bancaria multinazionale e su un sistema speculativo finanziario che tiene le fila di un sistema globale di condizionamento e gestione delle risorse, la cui tenuta necessita ‘ della omologazione sociale e strutturale dei sistemi politici ed istituzionali ad esso soggetti , necessaria alla rimozione degli ostacoli statuali e normativi alla circolazione libera ed incontrollata dei flussi finanziari nel mercato globale .
In ragione di tale aspetto fondamentale la Comunita’ dei Brics rimane sempre propensa in via principale a mantenere ed estendere il proprio rapporto economico, ed a mantenere un privilegiato dialogo politico , con una Europa non schiacciata sulle politiche imperiali americane , e riconosce esplicitamente l’ONU come l’unica realta’ istituzionale sovranazionale sede di mediazione e concertazione internazionale generale , in contrasto con lo schieramento atlantico che tende sempre a limitarne l’influenza e le capacita’ operative.
L’alleanza tra i paesi Brics quindi si concentra essenzialmente sugli aspetti delle regole delle relazioni economiche e commerciali internazionali , e sulla loro incidenza sui processi di sviluppo , ma nulla esclude che in relazione ai momenti di contrapposizione possibili con il sistema integrato globale atlantico , e la rete del capitale multinazionale che ne costituisce la principale struttura imprenditoriale e commerciale e finanziaria , essa possa approdare se necessario a forme di cooperazione ed alleanza piu’ coinvolgenti anche sotto il profilo militare .
Si tratta di una comunita’ costruita da paesi fondati su diversi modelli sociali e politici , cha sta dando vita ad una rete cooperativa e commerciale articolata su un complesso di economie nazionali caratterizzate da forze produttive reali in espansione , legate da una rete di rapporti economici reciproci in fase crescente , alimentate da mercati interni in forte crescita tendenziale che utilizzano risorse primarie abbondanti a disposizione ,e godono di piena autonomia monetaria come espressione finanziaria di rispettive libere ed autonome sovranita’ statuali .
Siamo ora in presenza di un rafforzamento di questa Comunita’, fortissima in tutta l’area del Sud del Mondo e in Asia , ormai egemone fuori dalla realta’ euro atlantica ,che si accorda per autodifendersi e garantire le rispettive prospettive di crescita delle economie che ne fanno parte , e che tende a divenire la naturale struttura internazionale , politica ed economica di riferimento di un nuovo equilibrio internazionale , caratterizzato dalla limitazione del dominio dei mercati sovranazionali e dalla ricerca di una ridefinizione delle regole dello scambio commerciale tra le risorse , i prodotti , e i capitali di investimento .
Si va delineando quindi un sistema di rapporti internazionali strutturalmente diverso , finalizzato a consolidare un nuovo equilibrio multipolare e concertato della crescita complessiva , in cui tutti i paesi emergenti possono utilizzare pienamente le proprie risorse al servizio dei loro processi di accumulazione originaria o di consolidamento economico , fondamentali per il decollo delle loro strutture produttive e la maturazione dei loro processi di sviluppo e di crescita , senza subire il condizionamento del sistema finanziario nella ricerca delle provviste finanziarie necessarie agli investimenti produttivi ed infrastrutturali .
Questo aspetto costituisce il vero aspetto dirompente e vincente del nuovo equilibrio multipolare che si va determinando , che non trova piu’ la sua ragione fondativa in una visione campista di derivazione leninista , come ricerca di un fronte anticapitalista omogeneo nel suo modello socioeconomico di riferimento , diretto a stravolgere i sistemi occidentali , ma come una alleanza larga tra paesi sovrani ed indipendenti , con modelli sociali molto diversi , che punta a divenire garante a livello globale di un nuovo sistema di relazioni politiche , economiche e commerciali , molto piu’ aperte ed inclusive , fino al punto di ipotizzare l ‘ uso di una nuova divisa comune di scambio ed una comune banca multinazionale cooperativa di finanziamento .
La rete politica ed economica tra questi paesi, per la loro enorme incidenza geografica , demografica , storica, culturale ed antropologica nella storia dell’Umanita’ , per le caratteristiche sostanziali dei loro processi di sviluppo reale , per il differente modello di commercio internazionale che prefigurano , per il diverso rapporto con il capitale finanziario che caratterizza le scelte del loro quadro di governo , e per il ruolo di reale direzione ed indirizzo dei processi sociali che il rispettivo quadro costituzionale assegna, pur in forma diversa, ai loro sistemi di direzione politica ed istituzionale , realizza quindi una rottura di tale livello dello schema dei processi di globalizzazione liberista che produrrà un mutamento rilevante negli stessi equilibri sociali del mondo sviluppato .

