L’attacco massiccio, violento, ed inaspettato, compiuto il 7 ottobre da Hamas e da altre organizzazioni palestinesi alleate nel sud di Israele, che ha causato moltissime vittime e circa 250 prigionieri tra i cittadini e i militari israeliani, ha rappresentato dopo anni di passivita’ ed indebolimento dei palestinesi e delle loro rappresentanze, una drammatica riapertura della Questione Palestinese, che ha vanificato tutta la logica dell’azione della destra israeliana, ispirata alla logica della “Grande Israele”, costruita nel tempo sulla spaccatura tra Hamas e Fatah, sulle infiltrazioni massicce dei Coloni in Cis Giordania, e su una diplomazia diretta a chiudere accordi di pace definitivi con i paesi arabi confinanti indipendenti dalla garanzia di uno stato palestinese .
Non entro nel merito, peraltro molto controverso nell’accertamento dei fatti, dei metodi dell’attacco di Hamas, consapevole che i nostri” democratici” italiani, americani ed europei, ferventi atlantisti, che denunciano oggi le vittime israeliane dell’ attacco e protestano per gli ostaggi nelle mani di Hamas, non hanno mai detto mezza parola sulle uccisioni quasi quotidiane di palestinesi da parte delle truppe di occupazione israeliane che vanno avanti da decenni , e sulle arbitrarie carcerazioni di massa di piu’ di duemila palestinesi rivoltosi verso l’occupazione, con garanzie giuridiche quasi nulle .
E’ stato da subito evidente che il bombardamento mediatico sulla violenza manifestata da Hamas nel suo attacco militare, e’ servito solo a legittimare presso le opinioni pubbliche mondiali l’ assalto frontale e totale da parte dell’esercito Israeliano a Gaza, prima assediata e bombardata in modo incessante e lasciata senza acqua e poi direttamente invasa. E’ servito quindi a relativizzare la strage di Palestinesi e soprattutto a legittimare il vero intento del governo Nethaniau di chiudere una volta per tutte la prospettiva della costituzione di uno stato Palestinese indipendente e sovrano.
Il messaggio ed il gioco sono stati chiarissimi da subito, quando l ‘apparato mediatico occidentale ha lanciato il vero e proprio hastag di sistema sulla “Affermazione del diritto di Israele a difendersi”, dietro il quale si delineava la successiva invasione ed occupazione di Gaza con successivo esodo forzato dei Palestinesi ed occupazione permanente di Gaza .
Noi del Risorgimento Socialista non abbiamo accettato questa impostazione e lo abbiamo detto da subito a chiare lettere condividendo in toto la posizione espressa dal segretario generale dell’ ONU, il compagno Socialista portoghese Antonio Guterres, che ha riaffermato immediatamente la necessita’ assoluta della esistenza di due distinti legittimi Stati indipendenti, uno Israeliano ed uno Arabo palestinese nei territori di Gaza e della CisGiordania, occupati dopo il 67 da Israele, che devono essere abbandonati da Israele e riconsegnati liberi al legittimo governo, libero e sovrano, dei Palestinesi, liberi di fare tornare nella loro patria i milioni di loro profughi sparsi nel mondo.
Quella che veniva rappresentata come una legittima risposta militare al terrorismo di Hamas e’ fin dall’inizio diventata una rappresaglia indiscriminata diretta a sterminare la popolazione Palestinese distruggendo la città di Gaza, che si e’ trasformata in una invasione militare, intrapresa con il pretesto di voler distruggere la forza militare di Hamas e delle altre organizzazioni della resistenza palestinese, diretta ad impedire definitivamente la costituzione di uno stato Palestinese Libero ed Indipendente, secondo i deliberati dell’Onu, e dare attuazione in tal modo al progetto della destra sionista di dare vita ad una Grande Israele su tutto il territorio della Palestina.

