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Siamo di fronte a una profonda crisi del sistema atlantico?

Franco Bartolomei by Franco Bartolomei
Settembre 18, 2024
in Politica, Primo Piano
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Siamo di fronte a una profonda crisi del sistema atlantico?
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La Soluzione alla crisi degli USA  e’  solo il recupero dell’ autonomia e della identita’ dell’ ‘ Europa ,  attraverso la pacificazione di tutti i suoi  rapporti Euroasiatici e Mediterranei , ben fuori dallo schema atlantista di Draghi .
Ho sempre diffidato di Trump , in particolare per il suo tradizionale  evidente filosionismo .
Ne diffido ancora più adesso  per la sua nuova  alleanza con   Musk  ,  protagonista principe di una ulteriore fase di strutturazione  sovrastatuale di un sistema ipertecnologico e comunicativo, esteso anche  alla  introduzione generalizzata  di valute virtuali private, autolegittimate dagli operatori in base  a criteri di valutazione dei valori di scambio  estranei ad ogni parametro ancorato alla realta’ socioeconomica collettiva .
La ufficializzazione sistemica delle criptovalute produrrebbe infatti anche un  nuovo formidabile propellente alla ripresa della speculazione finanziaria ed alla creazione di ricchezza finanziaria aggiuntiva per tutto il sistema bancario e finanziario , oltre a costituire  una ulteriore mazzata pesantissima  ai circuiti finanziari ufficiali ancora comunque collegati agli scenari di controllo istituzionali.
Questa nuova linea di azione ,  che si assomma  al vecchio iniziale suprematismo bannoniano, rende il Trump attuale  , così come Milei ed altri nuovi interpreti del cosiddetto ” anarcocapitalismo” , un soggetto politico disposto ad un lavoro di destrutturazione dei parametri economici ed istituzionali esistenti  finalizzato a introdurre un sistema direzionale dei rapporti sociali   ancora più  scevro da vincoli  e limiti .
Un  ulteriore processo di destrutturazione dei sistemi  istituzionali ed amministrativi di governo sociale  tale da  rappresentare ,sul terreno delle relazioni sociali, un completamento della chiusura dei rapporti economici compiuta dalla globalizzazione finanziaria, che e’ naturalmente  finalizzato alla distruzione definitiva della stessa  categoria della rappresentanza democratica in congiunzione  al perfezionamento dei processi di soluzione tecnocratica della domanda sociale affidata alla intelligenza artificiale .
Ma, nonostante questo pericoloso scenario , mi viene la pelle d’ oca  nel  vedere convergere sulla Harris, il sig  Cheney , e tutti gli altri sopravvissuti della criminale banda Neocon , autrice  diretta o ispiratrice determinante delle peggiori avventure dell’ Occidente collettivo  gestite dai Bush ,dal 90 fino all ‘ avvento della presidenza Obama, che finalmente pur pagando prezzi pesanti li aveva  cancellati dalle leve decisionali.
Viene il sospetto che questa convergenza dimostri una volta in più come i Democratici  siano ormai  solamente  la forza politica che  rappresenta  in toto il ruolo Imperiale e dominante degli USA nel mondo , esercitato a garanzia della tenuta del suo  sistema  finanziario e del capitale multinazionale atlantico , e siano assolutamente alieni dal prendere in considerazione come ragionevole uscita  dallo scontro in atto una evoluzione multipolare dei rapporti internazionali correttamente regolata e mediata all interno del sistema ONU .
Analizzando più complessivamente la vicenda elettorale emerge un quadro contraddittorio che lascia spazio a due diversi scenari  :
O assistiamo ad un confuso rimescolamento di carte molto  superficiale ,a fronte  di una sostanziale e continua tenuta di un Deep State direzionale del sistema , che pur diviso , continua a tenere saldo in mano tutto.il sistema di comando , e lascia giocare i soggetti politici senza particolari preoccupazioni .
Oppure siamo di fronte ad una crisi di sistema molto.piu profonda ,aggravata da uno stato confusionale profondo dei gruppi dirigenti  sulle prospettive di uscita  su cui lavorare .
Se fosse vero questo scenario , a cui in fondo crediamo tutti noi critici del sistema , e’ grave vedere come una vera alternativa democratica complessiva  non riesca a nascere in modo compiuto, al di là di auspici ,sentimenti e buone intenzioni , ed a delineare sufficenti  caratteri distintivi in grado di renderla riconoscibile a livello di massa su obiettivi e contenuti .
Negli anni 20/30 gli USA  furono in grado di trovarla con Roosevelt ed il New Deal , oggi si intravedono solo frammenti di ragionamenti e abbozzi di analisi incompiuti e soprattutto privi di coraggio e di spessore , sul terreno delle proposte economiche , sui rapporti internazionali , e soprattutto quel che e’ peggio, sulla stessa scala valoriale di riferimento .
Pur non avendo tutti gli elementi necessari per arrivare ad una valutazione definitiva , dobbiamo  comunque ragionare in termini radicalmente alternativi  di fronte alla crisi di  un sistema politico / economico /militare , che  a fronte di una potenza produttiva e distruttiva immensa , esprime una debolezza di analisi ,  un vuoto di prospettive, ed una debolezza di iniziativa che lo.porta a divenire schiavo di tutti i ricatti più arretrati ,perdenti , ed insostenibili ,che gli impone, dall’ Ucraina ad Israele , la logica imperiale che costituisce la ragione  di tutto il suo sistema problematico  di alleanze  .
La difesa di questa centralita’ unipolare da parte degli Usa  , come necessita’  strutturale  per la sopravvivenza del suo sistema economico , commerciale e Finanziario  multinazionale , costringe ormai  l ‘ Europa occidentale, che rappresenta l ‘ unica vera area di alleanze  storiche forti degli Usa , a pagare prezzi,  insostenibili sotto tutti i profili, che stanno portando alla distruzione del suo tessuto produttivo e del suo sistema sociale , ampliando gli effetti devastanti già prodotti  dai  processi di omologazione liberista che già hanno minato la tenuta democratica dei loro sistemi politici .
E’ evidente che i grandi paesi Euroccidentali e Mediterranei  non possono continuare a subire questo schiacciamento autodistruttivo dei loro interessi reali  indotto dalla crisi dell’ ‘ unipolarismo USA , ed il recupero della loro Identità ed Autonomia diviene  a questo punto non solo una opzione ideologico /politica , ma una  vera e propria esigenza vitale ,  che trova peraltro  attuazione concreta  solo attraverso un processo di pacificazione effettiva  dei rapporti Euroasiatici e Mediterranei, ed una ricostruzione della centralita’ dei poteri costituzionali degli Stati nella definizione degli indirizzi dei loro  modelli sociali .
Una strada per la difesa della Unione  Europea del tutto opposta a quella indicata  dal  soldato Draghi , che riscopre la spesa pubblica militare  come  la nuova ancora di una  Europa  schierata  a difesa assoluta del sistema atlantico
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