La Soluzione alla crisi degli USA e’ solo il recupero dell’ autonomia e della identita’ dell’ ‘ Europa , attraverso la pacificazione di tutti i suoi rapporti Euroasiatici e Mediterranei , ben fuori dallo schema atlantista di Draghi .
Ho sempre diffidato di Trump , in particolare per il suo tradizionale evidente filosionismo .
Ne diffido ancora più adesso per la sua nuova alleanza con Musk , protagonista principe di una ulteriore fase di strutturazione sovrastatuale di un sistema ipertecnologico e comunicativo, esteso anche alla introduzione generalizzata di valute virtuali private, autolegittimate dagli operatori in base a criteri di valutazione dei valori di scambio estranei ad ogni parametro ancorato alla realta’ socioeconomica collettiva .
La ufficializzazione sistemica delle criptovalute produrrebbe infatti anche un nuovo formidabile propellente alla ripresa della speculazione finanziaria ed alla creazione di ricchezza finanziaria aggiuntiva per tutto il sistema bancario e finanziario , oltre a costituire una ulteriore mazzata pesantissima ai circuiti finanziari ufficiali ancora comunque collegati agli scenari di controllo istituzionali.
Questa nuova linea di azione , che si assomma al vecchio iniziale suprematismo bannoniano, rende il Trump attuale , così come Milei ed altri nuovi interpreti del cosiddetto ” anarcocapitalismo” , un soggetto politico disposto ad un lavoro di destrutturazione dei parametri economici ed istituzionali esistenti finalizzato a introdurre un sistema direzionale dei rapporti sociali ancora più scevro da vincoli e limiti .
Un ulteriore processo di destrutturazione dei sistemi istituzionali ed amministrativi di governo sociale tale da rappresentare ,sul terreno delle relazioni sociali, un completamento della chiusura dei rapporti economici compiuta dalla globalizzazione finanziaria, che e’ naturalmente finalizzato alla distruzione definitiva della stessa categoria della rappresentanza democratica in congiunzione al perfezionamento dei processi di soluzione tecnocratica della domanda sociale affidata alla intelligenza artificiale .
Ma, nonostante questo pericoloso scenario , mi viene la pelle d’ oca nel vedere convergere sulla Harris, il sig Cheney , e tutti gli altri sopravvissuti della criminale banda Neocon , autrice diretta o ispiratrice determinante delle peggiori avventure dell’ Occidente collettivo gestite dai Bush ,dal 90 fino all ‘ avvento della presidenza Obama, che finalmente pur pagando prezzi pesanti li aveva cancellati dalle leve decisionali.
Viene il sospetto che questa convergenza dimostri una volta in più come i Democratici siano ormai solamente la forza politica che rappresenta in toto il ruolo Imperiale e dominante degli USA nel mondo , esercitato a garanzia della tenuta del suo sistema finanziario e del capitale multinazionale atlantico , e siano assolutamente alieni dal prendere in considerazione come ragionevole uscita dallo scontro in atto una evoluzione multipolare dei rapporti internazionali correttamente regolata e mediata all interno del sistema ONU .
Analizzando più complessivamente la vicenda elettorale emerge un quadro contraddittorio che lascia spazio a due diversi scenari :
O assistiamo ad un confuso rimescolamento di carte molto superficiale ,a fronte di una sostanziale e continua tenuta di un Deep State direzionale del sistema , che pur diviso , continua a tenere saldo in mano tutto.il sistema di comando , e lascia giocare i soggetti politici senza particolari preoccupazioni .
Oppure siamo di fronte ad una crisi di sistema molto.piu profonda ,aggravata da uno stato confusionale profondo dei gruppi dirigenti sulle prospettive di uscita su cui lavorare .
Se fosse vero questo scenario , a cui in fondo crediamo tutti noi critici del sistema , e’ grave vedere come una vera alternativa democratica complessiva non riesca a nascere in modo compiuto, al di là di auspici ,sentimenti e buone intenzioni , ed a delineare sufficenti caratteri distintivi in grado di renderla riconoscibile a livello di massa su obiettivi e contenuti .
Negli anni 20/30 gli USA furono in grado di trovarla con Roosevelt ed il New Deal , oggi si intravedono solo frammenti di ragionamenti e abbozzi di analisi incompiuti e soprattutto privi di coraggio e di spessore , sul terreno delle proposte economiche , sui rapporti internazionali , e soprattutto quel che e’ peggio, sulla stessa scala valoriale di riferimento .
Pur non avendo tutti gli elementi necessari per arrivare ad una valutazione definitiva , dobbiamo comunque ragionare in termini radicalmente alternativi di fronte alla crisi di un sistema politico / economico /militare , che a fronte di una potenza produttiva e distruttiva immensa , esprime una debolezza di analisi , un vuoto di prospettive, ed una debolezza di iniziativa che lo.porta a divenire schiavo di tutti i ricatti più arretrati ,perdenti , ed insostenibili ,che gli impone, dall’ Ucraina ad Israele , la logica imperiale che costituisce la ragione di tutto il suo sistema problematico di alleanze .
La difesa di questa centralita’ unipolare da parte degli Usa , come necessita’ strutturale per la sopravvivenza del suo sistema economico , commerciale e Finanziario multinazionale , costringe ormai l ‘ Europa occidentale, che rappresenta l ‘ unica vera area di alleanze storiche forti degli Usa , a pagare prezzi, insostenibili sotto tutti i profili, che stanno portando alla distruzione del suo tessuto produttivo e del suo sistema sociale , ampliando gli effetti devastanti già prodotti dai processi di omologazione liberista che già hanno minato la tenuta democratica dei loro sistemi politici .
E’ evidente che i grandi paesi Euroccidentali e Mediterranei non possono continuare a subire questo schiacciamento autodistruttivo dei loro interessi reali indotto dalla crisi dell’ ‘ unipolarismo USA , ed il recupero della loro Identità ed Autonomia diviene a questo punto non solo una opzione ideologico /politica , ma una vera e propria esigenza vitale , che trova peraltro attuazione concreta solo attraverso un processo di pacificazione effettiva dei rapporti Euroasiatici e Mediterranei, ed una ricostruzione della centralita’ dei poteri costituzionali degli Stati nella definizione degli indirizzi dei loro modelli sociali .
Una strada per la difesa della Unione Europea del tutto opposta a quella indicata dal soldato Draghi , che riscopre la spesa pubblica militare come la nuova ancora di una Europa schierata a difesa assoluta del sistema atlantico

