La notte di San Silvestro del 1968 Giacomo Brodolini, socialista, Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, scandalizzando i “benpensanti” del governo e dei partiti, portò la sua solidarietà al presidio di lotta dei lavoratori della tipografia “Apollon” di Roma, posta sulla Tiburtina, occupata da oltre sei mesi, da quando la proprietà aveva deciso di licenziare tutto il personale e di vendere i terreni sui quali sorgeva la fabbrica. In quella occasione fece una “storica” dichiarazione: “Sento il dovere di dirvi che, in un caso come questo, il Ministro del Lavoro non pretende di collocarsi al di sopra delle parti, ma che sta con tutto il cuore da una sola parte, dalla vostra parte, perché un ministro socialista sta da una parte sola, quella degli operai”. Un’affermazione che fa il paio con una citazione di Nenni (“Ho una sola speranza, che dopo la mia morte i lavoratori possano dire: era uno dei nostri, uno che si sentiva come noi, uno che lottava con noi, uno che non ci ha abbandonato mai”), ma che assunse più marcata valenza perché pronunciata da un Ministro.
Poco più di sei mesi dopo, l’11 luglio 1969, Brodolini morì, lasciando una traccia indelebile nella politica sindacale del Paese, dopo aver avviato e quasi portato a termine la più importante riforma del lavoro, improntata al rispetto, alla dignità e alla qualità del vivere dei lavoratori, nonché a un orientamento di crescita dell’occupazione e della produzione, quindi, dei salari.
È stato definito il “padre” della Legge n. 300/70, meglio conosciuta come “Statuto dei Lavoratori”. Aveva 49 anni alla sua scomparsa e nei mesi precedenti, a partire proprio da quel mese di dicembre, aveva lavorato alacremente, consapevole del poco tempo che gli restava da vivere per via di una seria malattia, al fine di accelerare quella riforma che poi divenne Legge dello Stato il 20 maggio del 1970, firmata dal ministro dell’area di sinistra della Dc Carlo Donat Cattin.
Brodolini era stato sindacalista della CGIL e “sentiva” molto i problemi dei lavoratori. Per dare corpo allo Statuto dei Diritti dei Lavoratori istituì una commissione di esperti, con a capo Gino Giugni, socialista anch’egli, giurista e docente universitario. Lo Statuto fece entrare la Costituzione, finalmente, nelle fabbriche e in ogni luogo di lavoro in quel periodo, ben individuato come quello dell’«autunno caldo». Proprio Giugni (che, anni dopo, divenuto senatore, nel ’93 fu Ministro del Lavoro nel governo Ciampi) affermò in un’intervista a «Repubblica» del 5 ottobre 2009: “Fu un momento eccezionale, forse l’unico nella storia del diritto in Italia: era la prima volta che i giuristi non si limitavano a svolgere il loro ufficio di «segretari del Principe», da tecnici al servizio delle istituzioni, ma riuscivano ad operare come autentici specialisti della razionalizzazione sociale, elaborando una proposta politica del diritto”.
Ma l’episodio del 31 dicembre del ’68 riuscì a sensibilizzare l’opinione pubblica e il mondo del lavoro anche grazie a un film diretto da Ugo Gregoretti, “Apollon, una fabbrica occupata” (*), che diede voce alla lotta degli operai, che ne furono gli “attori” (nel film solo la voce narrante di Gian Maria Volonté, che nel 1971 fu il protagonista di “La classe operaia va in paradiso” di Elio Petri).
Fu un esempio di “cinema militante”, e venne proiettato in altre fabbriche, nelle sezioni dei partiti e nelle sedi dei sindacati, nelle piazze, nelle scuole romane (all’epoca c’erano i cineforum), nelle feste di piazza e persino nelle parrocchie, e nel corso delle proiezioni, attraverso il contributo dei presenti, vennero raccolti 60 milioni di lire (una cifra importante, per l’epoca), che vennero distribuiti agli operai che da mesi non percepivano alcun reddito. La Apollon riaprì i battenti nel luglio del ’69, poco tempo dopo la scomparsa di Brodolini, reintegrando gli occupanti e continuò a essere attiva per diversi anni.
La dichiarazione di Brodolini, però, avrebbero dovuto leggerla attentamente tutti coloro che, spacciandosi per esponenti della sinistra, hanno poi smantellato alcuni principi dello Statuto dei Lavoratori, Renzi in primis.
(*) il link per vedere il filmato è: https://www.youtube.com/watch?v=EbIBwgXNGMk

