L’Unione Europea preme l’acceleratore sul riarmo militare, infatti di recente Ursula Von Der Leyen ha annunciato che sarà varato un grande programma di spese militari chiamato “ReArm Europe”, con una spesa complessiva che oscilla intorno ai 800 miliardi di euro!
Di cui 150 miliardi serviranno come prestiti agli stati membri dell’UE per gli investimenti nella difesa.
Ad annunciarlo è proprio Ursula in un comunicato video pubblicato nel sito ufficiale dell’UE.
L’isteria bellicista, evidentemente contagiosa, dei vari membri dell’UE, di recente, ha portato la Germania ad accese discussioni tra i vari partiti politici riguardo l’aumento in modo significativo del bilancio della difesa.
Ma Berlino, come riportato dal quotidiano “Tagesschau”, sta facendo i conti con un grave problema di carenza di personale nell’esercito.
Ad esempio oltre 6000 nuovi giovani ragazzi, ogni anno, si presentano al centro di valutazione della Bundeswehr (le Forze Armate tedesche), per determinare se sono idonei o meno ad una eventuale carriera militare come ufficiali.
Il problema è che non si raggiunge nemmeno un numero sufficiente di candidati idonei…
Pure la confinante Francia prevede di aumentare da 50 a 90 miliardi il suo bilancio annuale per la difesa. La notizia l’ha riportata mercoledì il quotidiano “La Depeche”, citando come fonte la conferenza stampa di Sébastien Lecornu, il Ministro delle forze armate.
Si sottolinea che l’Europa ha varato questo assai ambizioso programma di riarmo, proprio quando il presidente USA Donald Trump ha deciso di bloccare per il momento gli aiuti (militari, finanziari e umanitari) al governo ucraino…
L’ordine di sospensione degli aiuti, come riportato dal “The New York Times”, riguarda nello specifico un valore complessivo di oltre 1 miliardo di armi e munizioni.
In Uruguay il politico Yamandù Orsi è diventato il nuovo presidente, vincendo con il 52% dei voti al secondo turno, e sarà il presidente del piccolo paese sudamericano dal 2025 al 2030.
Tre sono le priorità per il nuovo presidente, cioè: la crescita economica, più equità e più sicurezza per i cittadini.
Le fonti consultate sono “Montevideo Portal” e “Prensa Latina”.
Nella martoriata Striscia di Gaza la fragile tregua sembra reggere per ora e il presidente egiziano Abdel Fattah Al-Sisi, di recente, ha lanciato il suo piano di ricostruzione per la devastata striscia di terra palestinese, in occasione di un vertice speciale tenutosi alla capitale egiziana.
Il piano egiziano è stato chiamato “Gaza 2030” e numerose nazioni arabe hanno stanziato ben 53 miliardi per la ricostruzione, il tutto senza deportare i civili palestinesi.
Tutto ciò come contrapposizione al controverso e strampalato piano della “Riviera del Medio Oriente” lanciato da Donald Trump, che ha scandalizzato il mondo.
La fonte di questa notizia è “Notizie Geopolitiche”.
In Pakistan la famosa attivista e premio Nobel Malala Yousafzai, per la prima volta dal 2012, è ritornata nella sua città natale di Barkana, in una provincia a nord-ovest del paese asiatico.
La Yousafzai ha visitato la scuola e il collegio femminile da lei fondati nel 2018 e incontrato le studentesse e abitanti della zona, il tutto con le ovvie precauzioni per la sua sicurezza.
A riportare questa storica notizia è “Asia News”.
Infatti il Pakistan in questo momento non se la passa tanto bene e deve fare i conti con una forte instabilità politica, sociale e di sicurezza interna, perchè si registrano spesso attentati da parte dell’Isis e altri gruppi terroristici.
Infatti pochi giorni prima, sempre nel martoriato nord-ovest del paese, si sono verificati pesanti scontri tra l’esercito e vari gruppi terroristici, con un bilancio finale di 5 soldati morti e ben 16 terroristi uccisi, tra cui 4 kamikaze.
Il Primo Ministro Shehbaz Sharif ha elogiato le forze armate per la loro incessante lotta contro il terrorismo.
A riportare questa notizia è il quotidiano locale “Pakistan Today”.

