Nutro stima per diversi compagni e amici dell’ANPI della Bat, di Canosa e di altri territori. Purtroppo vengono al pettine, in un momento dirimente per l’urgenza delle questioni che pone, i nodi di quella dipendenza dell’Anpi dalla formula del centro-sinistra che è la ragione di fondo del mio distacco già da tempo avvenuto.
La posizione della Segreteria dell’Anpi è degna di un manuale sulla schizofrenia. Il fatto è che l’esito psichiatrico poggia su una stretta dipendenza psicologica e in definitiva politica da quello stesso centrosinistra che con abnegazione ha lavorato a distruggere il compromesso sociale su cui si basava la Costituzione ANTIFASCISTA del ’48, con il suo impianto lavorista e solidale.
Ora, in un momento che richiede una scelta di campo non eludibile e difficilmente edulcorabile, l’Anpi balbetta un teorema contraddittorio. Per voce della sua Segreteria dichiara che VORREBBE un’Europa “pacifica e solidale”, e però “senza ambiguità” (e menomale!) scenderà in piazza il 15 marzo insieme agli “europeisti” guerrafondai. Per il semplice fatto che quell’Europa che l’Anpi “vorrebbe” non può in realtà volerla, visto che la sua miglior possibilità di sopravvivenza consiste proprio nell’essere interna alla formula del centro-sinistra, tenendo aperti e irrisolti tutti i termini della fondamentale ambiguità di questa scelta. Che, però, in un momento drammatico, non può più essere contenuta, ed emerge palesemente. Ecco spiegata l’eziologia della schizofrenia dell’Anpi.
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