venerdì, Agosto 21, 2026
Spazio gestito da Risorgimento Socialista
Advertisement
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti
No Result
View All Result
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti
No Result
View All Result
FORZA LAVORO
Spazio gestito da Risorgimento Socialista
No Result
View All Result
Home Cultura

La TV come specchio

Il linguaggio dell’informazione tra attenzione e attrazione

Luigi Monsellato by Luigi Monsellato
Ottobre 30, 2023
in Cultura
0
0
SHARES
6
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

Istruire, informare e intrattenere, le finalità della cosiddetta paleotelevisione, termine coniato da Umberto Eco in contrapposizione con l’attuale neotelevisione, arrivata in Italia il 3 gennaio 1954, si sono definite nel contesto di un paese da ricostruire non solo materialmente ma anche culturalmente dovendo rivolgersi a una popolazione che prevalentemente  si esprimeva in dialetti locali.  All’impegno programmatico di comunicare in una lingua esente da inflessioni locali, a cui ha risposto proponendo telegiornali condotti da un unico speaker che leggeva i testi con una dizione perfetta mantenendo un tono neutro, si è accompagnato il controllo politico da parte dei governanti DC che, considerando il monopolio televisivo statale come monopolio governativo in cui la voce dell’opposizione non aveva spazio, introdussero l’uso della “velina”, vale a dire i suggerimenti del governo su come presentare le notizie, nell’ottica di dare l’immagine di un paese senza conflitti.

 

Negli anni ’60, si procedeva, con il sostegno del ministero della Pubblica Istruzione, all’alfabetizzazione del grande pubblico con il riuscito esperimento del “Non è mai troppo tardi” del maestro Alberto Manzi, che consentì a oltre un milione e mezzo di adulti di conseguire la licenza elementare,  alla modernizzazione del telegiornale con la sostituzione dello speaker unico con un gruppo di giornalisti che, incuranti delle inflessioni dialettali, introdussero uno stile colloquiale rivolgendosi direttamente al pubblico e all’introduzione di servizi  da parte di corrispondenti residenti all’estero.

 

Allo stesso tempo i centri di potere di un paese ancora culturalmente e politicamente molto diviso, sulla base della “Teoria  ipodermica”, paradigma egemone della sociologia della comunicazione in quegli anni, ben consci della dimensione manipolatoria del media, si impegnarono nell’illustrare i vantaggi veri o presunti della nuova situazione politica esibendo, sulla base del modello consumistico americano,  il benessere della realtà socio- del nord-ovest, teatro della rinascita economica e meta preferenziale dell’emigrazione. Questa  operazione fu agevolata sia dall’introduzione di “Carosello”, format pubblicitario di indubbio successo che attingendo a luoghi comuni e alla cultura popolare rassicurava sulla qualità dei prodotti proposti, sia sull’attivazione di un  secondo canale che permise di alternare intrattenimento e informazione che comunque, nonostante i cambiamenti estetici nella messa in onda, rimase influenzata dalle scelte politiche determinate dai governi in carica. Al riguardo basta ricordare la breve vita di “RT-Rotocalco televisivo” a cura di Enzo Biagi, un raccolta di brevi inchieste sui temi di politica nazionale e internazionale, cronaca e costume e in seguito di “Tv7”  rotocalco a cadenza  settimanale che pur godendo di una maggiore libertà espressiva rispetto ai telegiornali, non era comunque immune dalla censura governativa come si evince dall’allontanamento definitivo dalla Rai di Antonello Branca, inviato di Tv7, che nel servizio del 14 ottobre ’63 propose un’intervista ai sopravvissuti della strage del Vajont che  concordemente affermarono che tutti  sapevano che la montagna stava per venire giù e in parte puntarono il dito verso i responsabili politici mentre la versione ufficiale era quella di “catastrofe naturale”.

 

Difficile  dimenticare che ancora nel 2008  l’Open Society Institute valutava la RAI eccessivamente influenzata dal potere politico, ma già dagli anni ’70  con la riforma che rese illegittimo il monopolio della Rai in ambito locale, l’inaugurazione del terzo canale, che doveva trattare notizie relative all’informazione regionale oltre che a quella nazionale, e poi con l’approvazione  nel 1990 della legge Mammì, che concesse alle Tv private la diretta su tutto il territorio nazionale e la possibilità di realizzare dei telegiornali, gli obiettivi tradizionali della paleotelevisione, istruire, informare, intrattenere, sono stati in larga parte sostituiti da quelli commerciali condizionati dall’audience e quindi dal tentativo di trattenere, più che intrattenere, il pubblico.

 

Chuck Palahniuk, affermato scrittore americano contemporaneo, ha scritto in Ninna nanna: “Il vecchio George Orwell aveva capito tutto, ma al rovescio. Il Grande Fratello non ci osserva. Il Grande Fratello canta e balla. Tira fuori conigli dal cappello. Il Grande Fratello si dà da fare per tenere viva la tua attenzione in ogni singolo istante di veglia. Fa in modo che tu possa sempre distrarti. Che sia completamente assorbito. Fa in modo che la tua immaginazione avvizzisca. Finché non diventa utile quanto la tua appendice. Fa in modo di colmare la tua attenzione sempre e comunque.”

 

Il bisogno di conquistare il telespettatore, sottrarlo alle altre emittenti, offrendo una programmazione sempre più varia, con ampia scelta di contenuti, a qualunque ora del giorno e in qualunque giorno dell’anno  ha trasformato l’informazione nell’ Infotainment, cioè nello spettacolo dell’informazione. Il punto d’inizio di questa nuova fase è identificabile con l’avvento dei talk-show, il primo “Bontà loro” di Maurizio Costanzo è andato in onda sui canali Rai tra il ‘76 e il ’77.  Questa particolare forma di teatro in cui lo spettacolo è costituito  dallo scambio verbale tra persone che tendenzialmente possono parlare di tutto e che dal tradizionale ambito del costume,  ha invaso  non solo il terreno del dibattito di carattere sportivo  prevalentemente calcistico, ma, cosa più inquietante, quello della polemica politica.

 

Il pluralismo politico, misurato in relazione ai tempi di esposizione mediatica  delle diverse realtà politiche, non ha alcuna validità informativa se l’informazione stessa non si basa su fatti obiettivi ma sulle opposte interpretazioni che di essi forniscono le parti contrapposte. Il problema non si pone solo a livello di talk-show ma anche  in quello dei telegiornali che propongono in successione, eventualmente alternandole, le dichiarazioni dei membri della maggioranza e dell’opposizione, dando vita a un falso contraddittorio in cui la voce del giornalista che porge la notizia si dissolve nel melting pot dei messaggi autogestiti.

 

Uno degli elementi formali più interessanti dell’informazione televisiva è  l’uso delle immagini che se da un verso ha decretato il successo dei primi telegiornali, perché la possibilità di vedere un fatto anziché farselo raccontare è stata per i telespettatori una novità sconvolgente, da un altro punto di vista è una sua debolezza. Se si domandasse a un telespettatore che cosa trasmettono i telegiornali

probabilmente risponderebbe: “i fatti più importanti del giorno”, ma la risposta è incompleta  infatti ad essere trasmessi sono “i fatti filmabili  più importanti del giorno”. Nell’ambito dell’informazione

televisiva le immagini sono sia un punto di forza che un punto di estrema debolezza. Se non c’è filmato non c’è notizia, al riguardo basta ricordare la rilevanza mediatica data all’attacco ad opera di integralisti islamici alla sede del giornale satirico parigino Charlie Hebdo nei telegiornali di mercoledì 7 gennaio 2015, e il silenzio riguardo alle contemporanee carneficine messe in atto dagli stessi in Nigeria nella città di Baqa,

notizia fornita dall’informazione nazionale solo il giorno seguente e commentata da Enrico Mentana nel Tg La7 senza mandare in onda alcun servizio dicendo «non ci sono immagini, verrebbe da dire per fortuna».

Previous Post

Comunicazione di guerra

Next Post

Sui percorsi dove cresce l’erba

Next Post
Sui percorsi dove cresce l’erba

Sui percorsi dove cresce l’erba

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti

  • Il Manuale Cencelli, oggi sostituito da quello delle parentele Agosto 9, 2026
  • Decreto sicurezza: la polizia può fermarti per 12 ore senza un giudice Luglio 15, 2026
  • Dal Medio Oriente all’America Latina: il mondo entra in una nuova stagione di instabilità Luglio 1, 2026
  • Tecnoautoritarismo: il potere esecutivo divora la democrazia? Giugno 29, 2026
  • Salario minimo affossato? L’accusa alla triplice sindacale scuote il mondo del lavoro Giugno 18, 2026

Ultimi Commenti

  • Francesco Stolfa su Il mondo sottosopra della UE
  • Luigi Proia su A che cosa servono gli intellettuali di sinistra
  • Angelo Criscuoli su Uno sputo in faccia dal Parlamento europeo alla storia del socialismo
  • Angelo Criscuoli su Lineamenti dell’attuale storiografia italiana sul socialismo
  • Gigi Bettoli su Lineamenti dell’attuale storiografia italiana sul socialismo

Archivio

  • Agosto 2026 (1)
  • Luglio 2026 (2)
  • Giugno 2026 (7)
  • Maggio 2026 (5)
  • Aprile 2026 (2)
  • Marzo 2026 (7)
  • Febbraio 2026 (11)
  • Gennaio 2026 (9)
  • Dicembre 2025 (6)
  • Novembre 2025 (6)
  • Ottobre 2025 (5)
  • Settembre 2025 (6)
  • Agosto 2025 (6)
  • Luglio 2025 (3)
  • Giugno 2025 (2)
  • Maggio 2025 (13)
  • Aprile 2025 (6)
  • Marzo 2025 (9)
  • Febbraio 2025 (12)
  • Gennaio 2025 (13)
  • Dicembre 2024 (12)
  • Novembre 2024 (9)
  • Ottobre 2024 (12)
  • Settembre 2024 (10)
  • Agosto 2024 (16)
  • Luglio 2024 (13)
  • Giugno 2024 (13)
  • Maggio 2024 (12)
  • Aprile 2024 (14)
  • Marzo 2024 (11)
  • Febbraio 2024 (13)
  • Gennaio 2024 (17)
  • Dicembre 2023 (20)
  • Novembre 2023 (16)
  • Ottobre 2023 (28)
  • Settembre 2023 (2)
  • Luglio 2023 (13)
  • Giugno 2023 (1)
Forza Lavoro | Spazio di cultura politica gestito e coordinato da Risorgimento Socialista

Viale Giotto 17 - 00153 Roma (RM)

C.F. 97916750587

Mail: info@forzalavoro.work

Politica di Riservatezza

© 2023 - Copyright Risorgimento Socialista - Tutti i diritti riservati

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.