venerdì, Agosto 21, 2026
Spazio gestito da Risorgimento Socialista
Advertisement
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti
No Result
View All Result
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti
No Result
View All Result
FORZA LAVORO
Spazio gestito da Risorgimento Socialista
No Result
View All Result
Home Scienze sociali

Comunicazione di guerra

Dall’insight allo storytelling: evoluzione del linguaggio pubblicitario nella narrazione dei conflitti

Luigi Monsellato by Luigi Monsellato
Ottobre 30, 2023
in Scienze sociali
0
0
SHARES
16
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

In questi tempi post-guerra fredda, in cui lo stesso termine “guerra” non trova più spazio nel diritto internazionale, nel solo 2017 a livello mondiale si contavano 378 conflitti totali, di cui 186 crisi violente e 20 guerre ad alta intensità, che si traducono in più di 1000 morti in battaglia ogni singolo anno per conflitto e in una continuazione di ostilità minori nel tempo. Se questi eventi non trovano riscontro nella copertura mediatica, lo stesso non sta succedendo per la crisi venezuelana nel cui news management è possibile scorgere i prodromi di una nuova “guerra umanitaria”.

La propaganda, attività costante e strutturale degli Stati dell’età contemporanea, che già nei primi anni ‘90 si era andata evolvendo nel cosiddetto news management, che ha coinvolto il sistema dei media occidentali con la massiccia diffusione di notizie costruite su misura per identificare il nemico da abbattere e legittimare l’intervento statunitense a guida della coalizione internazionale, formatasi sotto l’egida dell’ONU,  nella prima Guerra del Golfo, ha avuto il punto di svolta all’indomani dell’undici settembre del 2001 quando Charlotte Beers, che negli anni ‘90 aveva diretto due delle maggiori agenzie pubblicitarie americane, fu nominata sottosegretario di stato per la diplomazia. Un professionista del marketing per la prima volta veniva scelto per un incarico di responsabilità diplomatica e non come semplice consulente di comunicazione. La motivazione come spiegò il Segretario di Stato Colin Powell era “un tentativo di passare dalla semplice vendita dell’immagine USA […] alla vendita dell’intero marchio della politica estera”.

 

Se il re-branding dell’immagine USA condotto dalla Beers  nell’ambito della “guerra al terrorismo”, che ha aperto la strada all’invasione dell’Afghanistan e al rovesciamento del regime talebano,  ha avuto successo solo nei paesi occidentali è dovuto a una campagna di comunicazione imperniata sui “valori condivisi” che evitava di trattare temi centrali del risentimento musulmano nei confronti degli Stati Uniti. Risentimento ben evidenziato dal commento rilasciato, dopo la visione di uno spot dei “valori condivisi”, da uno studente di economia indonesiano  “Sappiamo che in America c’è libertà di religione e questo va bene. Quello che ci irrita è l’arroganza degli Stati Uniti sul resto del mondo”.

 

Dopo il fallimento della campagna Shared Values, a monte della “guerra preventiva” contro l’Iraq di Saddam Hussein l’OGC, Office of Global Communications, creato nel 2002 dalla Casa Bianca, si è impegnato nella messa a punto di “tecniche di comunicazione per persuadere i gruppi di coloro che all’interno di una società creano l’opinione della necessità di estromettere il leader iracheno” scrisse il Times londinese  riportando la notizia che l’OGC avrebbe speso 200 milioni di dollari per un bombardamento mediatico destinato“ al pubblico americano e straniero, in special modo alle nazioni arabe diffidenti verso la politica  USA in Medioriente”.

 

Per la prima volta nella comunicazione della crisi le classiche leve della persuasione, poste all’inizio del XX secolo dai teorici americani del marketing, che trovano le loro fondamenta nell’accepted consumer belief, la rilevazione  dei  convincimenti comuni a prescindere dalla loro fondatezza, e nel consumer insight, l’individuazione delle frustrazioni dei target di riferimento che il “prodotto” si impegna a risolvere, venivano veicolate in uno storytelling strutturato, cioè in una narrazione non necessariamente vera ma verosimile sia delle motivazioni che delle azioni.

 

Al riguardo l’esempio più efficace  della trasformazione della realtà in fiction è probabilmente l’Ashley’s Story un videoclip che infrangeva un tabù utilizzando la figlia di una vittima dell’11 settembre per trasmettere un messaggio politico che collocava il tema del terrorismo nel racconto di una storia personale, un contesto in cui la gente potesse accettare senza porsi domande le parole di una bambina, che dal terribile attentato in cui aveva perso la madre non aveva più proferito parola: “È l’uomo più potente del mondo e vuol essere sicuro che io stia bene”. Il presidente figura centrale dello scopo del messaggio, trasmesso nelle ultime tre settimane della campagna elettorale per la sua rielezione, non dice nulla, non espone punti del programma o idee lascia che siano gli “americani “ a parlare bene di lui.

 

I due frame sui quali l’amministrazione Bush spinse per convincere il popolo americano ad accettare l’intervento armato in Iraq erano la guerra al terrore ed il patriottismo, quelli su cui poggiano le dichiarazioni sciorinate dai principali esponenti dell’amministrazione USA  di Trump sono le ragioni della libertà e della democrazia mancanti in Venezuela e la necessità di “non restare a guardare” ma di aiutare attivamente la nazione sudamericana.

Previous Post

Armi silenziose per guerre tranquille

Next Post

La TV come specchio

Next Post

La TV come specchio

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti

  • Il Manuale Cencelli, oggi sostituito da quello delle parentele Agosto 9, 2026
  • Decreto sicurezza: la polizia può fermarti per 12 ore senza un giudice Luglio 15, 2026
  • Dal Medio Oriente all’America Latina: il mondo entra in una nuova stagione di instabilità Luglio 1, 2026
  • Tecnoautoritarismo: il potere esecutivo divora la democrazia? Giugno 29, 2026
  • Salario minimo affossato? L’accusa alla triplice sindacale scuote il mondo del lavoro Giugno 18, 2026

Ultimi Commenti

  • Francesco Stolfa su Il mondo sottosopra della UE
  • Luigi Proia su A che cosa servono gli intellettuali di sinistra
  • Angelo Criscuoli su Uno sputo in faccia dal Parlamento europeo alla storia del socialismo
  • Angelo Criscuoli su Lineamenti dell’attuale storiografia italiana sul socialismo
  • Gigi Bettoli su Lineamenti dell’attuale storiografia italiana sul socialismo

Archivio

  • Agosto 2026 (1)
  • Luglio 2026 (2)
  • Giugno 2026 (7)
  • Maggio 2026 (5)
  • Aprile 2026 (2)
  • Marzo 2026 (7)
  • Febbraio 2026 (11)
  • Gennaio 2026 (9)
  • Dicembre 2025 (6)
  • Novembre 2025 (6)
  • Ottobre 2025 (5)
  • Settembre 2025 (6)
  • Agosto 2025 (6)
  • Luglio 2025 (3)
  • Giugno 2025 (2)
  • Maggio 2025 (13)
  • Aprile 2025 (6)
  • Marzo 2025 (9)
  • Febbraio 2025 (12)
  • Gennaio 2025 (13)
  • Dicembre 2024 (12)
  • Novembre 2024 (9)
  • Ottobre 2024 (12)
  • Settembre 2024 (10)
  • Agosto 2024 (16)
  • Luglio 2024 (13)
  • Giugno 2024 (13)
  • Maggio 2024 (12)
  • Aprile 2024 (14)
  • Marzo 2024 (11)
  • Febbraio 2024 (13)
  • Gennaio 2024 (17)
  • Dicembre 2023 (20)
  • Novembre 2023 (16)
  • Ottobre 2023 (28)
  • Settembre 2023 (2)
  • Luglio 2023 (13)
  • Giugno 2023 (1)
Forza Lavoro | Spazio di cultura politica gestito e coordinato da Risorgimento Socialista

Viale Giotto 17 - 00153 Roma (RM)

C.F. 97916750587

Mail: info@forzalavoro.work

Politica di Riservatezza

© 2023 - Copyright Risorgimento Socialista - Tutti i diritti riservati

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.