Partendo dai Caraibi, la situazione si fa sempre più bollente nell’isola di La Martinique e sempre più difficile per Parigi.
Nello specifico non accennano a fermarsi le recenti proteste anti-francesi sull’isola caraibica, che tra l’altro è un territorio francese d’oltremare.
Le proteste ci sono a causa dell’alto costo della vita e in questi giorni si sono registrati scontri con la polizia, causando un morto e numerosi feriti; portando il governo francese a correre ai ripari e ad imporre il coprifuoco fino al 4 novembre, su tutta l’isola.
Le fonti di questa notizia sono i quotidiani francesi “FranceInfo” e “Le Figaro”.
Riguardo la difficile crisi del Medio Oriente, i recenti bombardamenti israeliani hanno pesantemente devastato i quartieri di Beit Lahia e Jabalia a nord della città di Gaza; lasciando numerosi feriti e morti e portando a quota 43.000 i morti ufficiali palestinesi…
Nel mentre le recenti proposte israeliane e statunitensi relative a un accordo e tregua su Gaza, sono ormai in stallo.
Le proposte prevedono uno scambio di prigionieri ma non prevedono né un cessate il fuoco permanente né un ritiro israeliano completo dalla Striscia di Gaza, e tali requisiti non hanno soddisfatto la resistenza palestinese.
Mentre il premier libanese Naijb Mikati si diceva “cautamente ottimista” sul possibile cessate il fuoco tra Libano e Israele, quest’ultimo il 31 ottobre ha pesantemente bombardato la storica città di Tiro, nel sud del Libano.
Come evolveranno i colloqui circa una possibile tregua nella Striscia di Gaza e in Libano non è dato saperlo, inoltre a fare da sfondo alla crisi medio-orientale c’è anche la sfida tra Tel Aviv e Teheran.
Infatti si vocifera che l’Iran pare si stia preparando ad attaccare Israele nei prossimi giorni, forse prima delle elezioni presidenziali statunitensi del 5 novembre.
Le fonti consultate per la questione mediorientale sono: “Al Arabiya”, “Al Mayadeen” e “Al Jazeera”.
Si sono svolte, il 26 ottobre, delle decisive elezioni parlamentari in Georgia.
Il partito di governo “Sogno Georgiano” ha ottenuto il 54% dei voti, l’opposizione invece il 38%. Ma il clima elettorale è stato complicato dal fatto che la presidente del paese, Salomè Zourabchivili, non ha riconosciuto il risultato delle elezioni e l’Occidente (UE e USA) pure, accusando tutto ciò di presunti brogli elettorali (sottolineo PRESUNTI), influenza russa e accusando il partito di governo di essere filorusso e antidemocratico.
Naturalmente ci sono anche proteste in piazza nella capitale Tblisi, da parte dell’opposizione filoccidentale.
Per calmare gli animi bollenti della piazza e dell’opposizione filoccidentale, la Commissione elettorale della Georgia ha effettuato un riconteggio dei voti.
Il riconteggio parziale dei voti, oggi, ha riconfermato la vittoria del partito di governo chiamato “Sogno Georgiano”.
A riportare queste novità bollenti del Paese caucasico sono i quotidiani “Georgia Today” e “Il Post”.
In sostanza c’è un caos politico, e gli sviluppi del Caucaso e della Georgia sono da tenere sott’occhio…
Riguardo l’Unione Europea, è da segnalare una novità interessante riguardo i nuovi futuri membri.
La commissione Europea il 31 ottobre ha presentato il pacchetto “Allargamento 2024”, sono dei documenti dove vengono analizzati i progressi fatti dai paesi candidati per rispettare i parametri previsti per entrare nell’Unione.
In sostanza il Montenegro in primis poi l’Albania, la Moldavia, la Bosnia Erzegovina e l’Ucraina sono le favorite e con buone possibilità di adesione.
Invece per la Macedonia del Nord, il Kosovo, la Serbia ed infine la Turchia il percorso di adesione è in stallo e/o sospeso.
La Georgia invece è stata messa all’ultimo posto della classifica, viste le ultime elezioni parlamentari, i cui risultati e riconteggio dei voti l’UE non ha per niente gradito…
La fonte di questa notizia è: “Osservatorio Balcani & Caucaso”.
Il fatto che la Commissione Europea difenda i valori di democrazia e libertà pubblicamente e poi metta in fondo alla classifica la Georgia dopo che i risultati delle elezioni non sono piaciuti, fanno inevitabilmente apparire l’UE come ipocrita al resto del mondo e anche ai georgiani…
Ed infine in Italia, il comune siciliano di Gibellina (in Provincia di Trapani) è stato dichiarato vincitore de “La Capitale italiana dell’Arte contemporanea” per l’anno 2026.
A proclamarla vincitore è stato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli.
L’ immagine sopra è della mappa geografica dell’isola Martinica

