RISORGIMENTO SOCIALISTA AL FIANCO DELLA AUTOGESTIONE DEI LAVORATORI DELLA EX GKN DI UN NUOVO PROGETTO INDUSTRIALE .
Noi di Risorgimento Socialista siamo convinti che l’Azionariato Popolare organizzato dal Collettivo di Fabbrica della GKN rappresenta un metodo assolutamente innovativo per sostenere finanziariamente un progetto reale di Autogestione operaia di una Unita’ produttiva ,messa in liquidazione dal capitale multinazionale , attorno ad un nuovo piano industriale concepito e definito dai Lavoratori dell’azienda .
Noi di Risorgimento Socialista abbiamo condiviso immediatamente, nel merito e nel metodo , la lotta dei lavoratori della GKN , prendendo atto del suo modo di procedere assolutamente innovativo ed efficace , e ritenendola un esempio di autorganizzazione attiva di classe in grado di poter rappresentare un esempio concreto su cui rilanciare un grande fronte del lavoro nel nostro paese , collegato ai territori diappartenenza , in grado di ricostruire un protagonismo attivo della classe operaia nei rapporti contrattuali ,e soprattutto nella resistenza ai processi di smantellamento del nostro tessuto produttivo che il capitale multinazionale persegue costantemente sulla base di un disegno complessivo di terziarizzazione del nostro paese , attraverso la ridislocazione delle strutture produttive in tutti altri paesi non caratterizzati nel mondo del lavoro da culture e pratiche conflittuali ed alternative al sistema economico , in attuazione di un disegno generale di normalizzazione del caso Italia, portato avanti per ragioni strategiche che vanno oltre gli interessi strettamente aziendali al recupero di costi di produzione .
La vicenda industriale della GKN di Campi Bisenzio, sotto questo profilo e’ assolutamente esplicativa :
la proprieta’ multinazionale chiude una fabbrica di altissimo livello tecnologico che produce semiassi per tutte le autovetture di elevato livello prestazionale del mondo, che presidia senza problemi segmenti d imercato notevoli in ragione della qualita’ tecnologica indiscutibile del suo prodotto e della capacita’ professionali elevatissime delle sue maestranze , caratterizzata vedi caso da un altissimo livello di sindacalizzazione dei dipendenti come tutto il settore meccanico avanzato del nostro paese , per spostarla in un altro paese e realizzare una rendita immobiliare dalla vendita del grande stabilimento e della sua area di sedime a imprese che operano nel campo immobiliare e nella grande distribuzione.
Risorgimento Socialista ha quindi immediatamente aderito , con due nostri gruppi di compagni, di Roma e delle Marche ,alla proposta di realizzare un azionariato popolare a sostegno della scelta compiuta dal collettivo dei lavoratori della GKN di continuare l’attivita’produttiva con una nuovo progetto industriale, facendo entro il dicembre 2023 la nostra richiesta di sottoscrizione di due quote di partecipazione all’azionariato popolare , che abbiamo coperto con una sottoscrizione tra i nostri militanti.
Siamo quindi stati presenti alla I assemblea degli azionisti convocata dal collettivo GKN e dalla cooperativa GFF il 13 ottobre nello stabilimento GKN occupato a Campi Bisenzio, condividendo appieno nell’intervento del nostro compagno Franco Bartolomei ,il piano industriale presentato riguardante una nuova attivita’ produttiva nel nuovo settore del fotovoltaico , e l’obiettivo proposto nel deliberato conclusivo di riversare totalmente la massa degli interessi ed utili che l’azionariato popolare produrrà ,oltre al naturale sostegno dello sviluppo del piano industriale alternativo perseguito dai lavoratori dell’azienda ,alla azione di sostegno a casse di mutuo soccorso in aiuto di vertenze sociali, lotte sindacali, spazi sociali in difficoltà, reti di media alternativi che promuovono la consapevolezza della necessità della giustizia sociale e climatica ,e reti di sport popolare che sostengono diversi modelli di attivita’ sportiva .
Noi abbiamo sempre ritenuto che la mancata attenzione da parte del sindacato alla costituzione ed al rafforzamento di una robusta rete di Casse di Resistenza , utilizzate a copertura delle famiglie dei lavoratori impegnati in vertenze continuative , abbia reso impossibile la possibilita’ di sostenere una adeguata capacita’ di lotta e di contrasto del movimento di classe su tutti i punti decisivi della regolazione, nazionale ed aziendale , dei rapporti di produzione, dalla definizione dei livelli salariali e delle condizioni di lavoro ,fino alla definizione degli assetti strutturali complessivi del modello sociale, soprattutto nel nuovo quadro costituzionale della II repubblica che ha smantellato la sovranita’ costituzionale dello Stato mettendo i governi nella impossibilita’ di sviluppare una politica industriale di interesse generale e svolgere una funzione di equilibrata mediazione sociale a tutela del mondo del lavoro .
Per tale ragione riteniamo fondamentale la scelta dei lavoratori della GKN di andare ad una autogestione produttiva che , una volta risolta la sua sua piena sostenibilita’ economica e attuata la difesa dei livelli occupazionali , si ponga l’obiettivo di innescare un motore permanente di mutualismo sociale e di sostegno, al territorio che ha difeso la fabbrica, ai movimenti che l’hanno sostenuta , e piu’in generale e a tutte e tuƫti i soggetti sociali che per necessità e convinzione, in questo paese costruiscono e sostengono lotte di resistenza .
Il progetto industriale di alto livello presentato alla assemblea ,elaborato da tecnici ex dipendenti GKN , interni al collettivo di fabbrica , fondato sulla produzione di impianti fotovoltaici da utilizzare nel campo delle energie alternative in una logica di salvaguardia ambientale climatica , rappresenta di fatto un sfida di classe sul terreno della competenza tecnica e della capacita’ gestionale aziendale , e che affronta e propone una soluzione di attivita’ ricerca ed investimento attivo al ritardo tecnologico del nostro sistema paese, e di tutta l’Europa , in un settore strategico ormai quasi del tutto coperto delle imprese cinesi .
Una grande Sfida produttiva che viene impostata dai Lavoratori GKN in una prospettiva piu’ ampia di riqualificazione sociale complessiva di altre aree delpaese caratterizzate da degrado ambientale ,fissando come ulteriori obiettivi aziendali :
1-Installazione di impianti fotovoltaici, anche stand alone, ai casi di baraccopoli presenti nel nostro paese.
In particolare in zone di produzione agricola ad alta presenza di caporalato, come ad esempio Rosarno all’Agro Pontino, in collegamento con tutte le campagne per l’autodeterminazione alimentare e per la lotta alla filiera dello sfruttamento.
2- Progetti di sharing sociale di carg obike in quartieri, periferie, zone industriali, zone agricole dove la mobilità è negata a ampi settori della popolazione impoveriti dalla crisi.
Su questo progetto di autogestione industriale i lavoratori FKN chiedono l’attivazione a livello regionale enazionale di tutti gli strumenti normativi esistenti nel settore della reindustrializazione , soprattutto sulle garanzie al credito finanziario a cui ricorrere anche per la realizzazione di un nuovo sito produttivo , vista la vendita speculativa dell’enorme edificio compiuta dalla GKN all’atto dello smantellamento produttivo dell’impianto, mettendo in campo tutto il potenziale di consenso e di mobilitazione costruito nel territorio di rifermento dell’azienda .
Con la loro scelta di Autogestione i lavoratori della GKN , dopo aver costruito attorno alla loro iniziale scelta di resistenza alla chiusura un movimento di solidarieta’ di classe nazionale, riaffermano ora con i fatti unr uolo del mondo del lavoro come reale classe dirigente del paese su cui e’ possibile ricostruire una sua nuova centralita’ politica e sociale nel paese , superando con un grande salto di qualita’ della loro azione le difficolta’ di aggregazione e di espressione della loro soggettivita’ collettiva che nascono naturalmente dalla chiusura definitiva dell’impianto da parte della casa madre .
Il collettivo GKN dimostra quindi con la sua sfida a tutto il sistema paese , alle sue rappresentanze economiche e finanziarie ,al sistema politico ,e quel che piu’ conta a tutto il mondo del lavoro come un salto in avanti di prospettiva economica e politica, sul terreno della continuazione della produzione in autogestione , in una lotta nata su un terreno inizialmente esclusivamente difensivo puo’ consentire la tenuta e l’avanzamento del fronte dei lavoratori , andando a costituire un precedente nella storia recente del mondo del lavoro in grado di aprire un capitolo assolutamente nuovo nella vicenda del movimento di classe nel nostro paese .

