venerdì, Agosto 21, 2026
Spazio gestito da Risorgimento Socialista
Advertisement
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti
No Result
View All Result
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti
No Result
View All Result
FORZA LAVORO
Spazio gestito da Risorgimento Socialista
No Result
View All Result
Home Politica

La disinformazione come istinto vitale delle attuali oligarchie

Come le élite neoliberiste raggirano i popoli - pt. 2

Admin by Admin
Maggio 11, 2025
in Politica, Scienze sociali
0
La disinformazione come istinto vitale delle attuali oligarchie
0
SHARES
4
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

di Santo Prontera

Nell’intervento precedente abbiamo osservato come le élite cerchino di imporsi ai popoli tramite la disinformazione, ovviamente celata sotto le mentite spoglie della pura informazione. Lo scopo: farli agire elettoralmente contro se stessi, nell’interesse delle medesime élite.

Gli strumenti principali: a) il linguaggio usato in modo disinvolto, ambiguo, fuorviante e talvolta capovolto (insomma, in modalità orwelliana); b) la manipolazione dei fatti. Con i magheggi linguistici e concettuali che scaturiscono da questi due fattori, in virtù del ruolo decisivo svolto da un sistema giornalistico ridotto in gran parte a una sorta di spin doctor collettivo, i popoli vedono il mondo -quindi pensano forzatamente, non già liberamente- attraverso l’informazione deformata (con censure, manipolazione dei fatti e invenzione di notizie) che viene loro somministrata e agiscono -elettoralmente- di conseguenza. L’uso ambiguo del linguaggio viene da lontano. 

      Era il 1975 quando la Commissione Trilaterale (un pensatoio fondato da David Rockefeller a pro dei potentati economici) diede alle stampe il testo La crisi della democrazia. Interessarsi della democrazia in crisi è cosa buona e giusta. Ma quale idea di democrazia animava i soci di quell’organismo? Ce lo dicono loro stessi tramite quel testo. Vale la pena riportare per intero un significativo brano: «Il funzionamento efficace d’un sistema politico democratico richiede, in genere, una certa dose di apatia e disimpegno da parte di certi individui e gruppi. In passato, ogni società democratica ha avuto una popolazione marginale, di dimensioni più o meno grandi, che non ha partecipato attivamente alla politica. In sé, questa marginalità da parte di alcuni gruppi è intrinsecamente antidemocratica, ma ha anche costituito uno dei fattori che hanno consentito alla democrazia di funzionare efficacemente. I gruppi sociali marginali, ad esempio i negri, partecipano ora pienamente al sistema politico».

Con quali conseguenze? Con «il pericolo di sovraccaricare il sistema politico con richieste che ne allargano le funzioni e ne scalzano l’autorità». I gruppi “marginali”, insomma, devono rinunciare a reclamare adeguatamente diritti e uguaglianza per il bene della “democrazia”. Se si attivano, aggiungendo le loro “richieste” a quelle di chi già beneficia dei frutti del “sistema”, la democrazia si ammala. Essa va infatti verso il «suicidio» per «eccessiva indulgenza» quando offre i propri frutti a tutti e con ciò crea le premesse per una crescita di “richieste”, di partecipazione, di uguaglianza generalizzata. Infatti, «la vulnerabilità del sistema democratico statunitense […] deriva principalmente […] dalla dinamica interna della stessa democrazia in una società altamente istruita, mobilitata e partecipe».

Ragion per cui «non è detto che un valore che sia normalmente buono in se stesso venga ottimizzato allorché venga massimizzato». In stretta coerenza con le premesse ideologiche del discorso, il testo afferma che ci sono «limiti potenzialmente auspicabili all’ampliamento della democrazia» (pp. 108-110). Insomma, affinché il mondo possa andare bene, è sufficiente che ci sia democrazia solo per alcuni. Il sistema democratico -questo ci dicono in pratica le élite- non è un bene per tutti, perché l’umanità in teoria è una, ma di fatto deve essere dislocata su due livelli: sopra e sotto, con diritti differenziati. 

      In tutto questo discorso fa capolino un elemento non detto, ma ben presente nell’orizzonte culturale delle élite. È un elemento implicito, sottinteso, che si pone come richiamo della foresta e obiettivo politico da perseguire con l’azione quotidiana. La democrazia di cui parla il testo, infatti, è, pari pari, quella vigente nel sistema liberale classico, quando lo Stato era appannaggio di una sola classe, quella abbiente, che era anche la titolare in esclusiva del diritto di voto. 

      In definitiva, quello che hanno in mente i soci della Trilateral non è un sistema politico pensato per il popolo nel suo complesso, secondo i princìpi del pensiero democratico. Ci troviamo, è evidente, di fronte al modello monoclasse dello Stato liberale, costruito dalla classe abbiente per se stessa, efficacemente definito da Domenico Losurdo come “democrazia per il popolo dei signori”. Che cosa vogliamo che sia mai? È pur sempre democrazia.

Perché sottilizzare?

E se quello è il modello di democrazia che hanno in mente le élite, quel modello deve andare bene per forza per tutti, anche per il volgo, che notoriamente non sa pensare e deve prendere a prestito i pensieri delle oligarchie. Le quali sono ben liete di passarglieli con un uso quasi monopolistico dei mass media. La “verità” è quella imposta dal potere. Chi dissente è un putiniano. La libertà di pensiero, la tolleranza verso le posizioni altrui? Sono cose che è bene dire, ma è male È una cosa che si dice,  Si diceÈ per questo che è ritornata in auge l’intolleranza contro il pensiero critico, tacciato di putinismo. 

      Da qualche decennio in qua, tutti gli sforzi delle élite neoliberiste sono indirizzati verso un obiettivo fondamentale: far somigliare sempre più la democrazia (vera) a quella del “popolo dei signori”, ossia alla libertà di nicchia tipica dello Stato liberale. Le élite, in questo, hanno colto un grande successo. Non siamo forse passati dai “Trenta gloriosi” (copyright Jean Fourastié) -all’incirca il trentennio 1945-1979- alla postdemocrazia (copyright Colin Crouch), tutta forma (elezioni teleguidate con la propaganda, istituzioni democratiche che funzionano alla rovescia, ecc.) e poca sostanza? Stanno a dimostrarlo le continue aggressioni allo Stato sociale: devastazione della sanità pubblica, delle pensioni, dei diritti del mondo del lavoro e via aggiungendo. Un tempo costituivano titoli di vanto dell’Europa. Ora non più. Colpa delle élite?

Certamente, ma qualche domanda andrebbe posta anche all’ex sinistra -diventata nuova destra, ancella delle attuali élite- e al mondo giornalistico, che ha rovesciato la ratio della stampa nel sistema democratico. In tale sistema, la funzione della stampa è quella del “cane da guardia” del cittadino nei confronti del potere politico. Tramite la stampa, il cittadino dovrebbe controllare il mondo politico. Ora succede l’inverso: è il potere politico che, complice la stampa, controlla il cittadino tramite i contenuti che vengono selezionati per finire nella testa del demos. È ciò che normalmente fanno le dittature, ma, nel nostro Occidente neoliberista, un tale comportamento profuma di libertà, democrazia e via dicendo.

A dimostrazione di tale assunto, si potrebbero citare numerosi casi. Ci limitiamo a indicarne uno.

Se si dice la verità, sostenendo che la guerra in Ucraina è stata causata dall’espansione della Nato verso Est, si viene tacciati di putinismo, anche se chi lo afferma è uno specchiato democratico. Si sa: nella postdemocrazia, la censura è libertà (la libertà del potere di coprire i fatti con fake news) e la calunnia è trattamento gentile (ai danni di chi si ostina a perseverare nel vizio del pensiero critico, legato ai fatti). Siamo, come si diceva sopra, in un mondo a modalità orwelliana. 

      Queste élite e i loro seguaci non hanno nulla a che vedere con la civiltà democratica. Sono coloro che hanno rovesciato le democrazie del primo trentennio post-bellico per riportare indietro il mondo. 

Tags: disinformazioneelitètrilaterale
Previous Post

Il professore della Pantera e dell’antieconomia

Next Post

I “vuoti di memoria” di Scajola e della destra

Next Post
I “vuoti di memoria” di Scajola e della destra

I “vuoti di memoria” di Scajola e della destra

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti

  • Il Manuale Cencelli, oggi sostituito da quello delle parentele Agosto 9, 2026
  • Decreto sicurezza: la polizia può fermarti per 12 ore senza un giudice Luglio 15, 2026
  • Dal Medio Oriente all’America Latina: il mondo entra in una nuova stagione di instabilità Luglio 1, 2026
  • Tecnoautoritarismo: il potere esecutivo divora la democrazia? Giugno 29, 2026
  • Salario minimo affossato? L’accusa alla triplice sindacale scuote il mondo del lavoro Giugno 18, 2026

Ultimi Commenti

  • Francesco Stolfa su Il mondo sottosopra della UE
  • Luigi Proia su A che cosa servono gli intellettuali di sinistra
  • Angelo Criscuoli su Uno sputo in faccia dal Parlamento europeo alla storia del socialismo
  • Angelo Criscuoli su Lineamenti dell’attuale storiografia italiana sul socialismo
  • Gigi Bettoli su Lineamenti dell’attuale storiografia italiana sul socialismo

Archivio

  • Agosto 2026 (1)
  • Luglio 2026 (2)
  • Giugno 2026 (7)
  • Maggio 2026 (5)
  • Aprile 2026 (2)
  • Marzo 2026 (7)
  • Febbraio 2026 (11)
  • Gennaio 2026 (9)
  • Dicembre 2025 (6)
  • Novembre 2025 (6)
  • Ottobre 2025 (5)
  • Settembre 2025 (6)
  • Agosto 2025 (6)
  • Luglio 2025 (3)
  • Giugno 2025 (2)
  • Maggio 2025 (13)
  • Aprile 2025 (6)
  • Marzo 2025 (9)
  • Febbraio 2025 (12)
  • Gennaio 2025 (13)
  • Dicembre 2024 (12)
  • Novembre 2024 (9)
  • Ottobre 2024 (12)
  • Settembre 2024 (10)
  • Agosto 2024 (16)
  • Luglio 2024 (13)
  • Giugno 2024 (13)
  • Maggio 2024 (12)
  • Aprile 2024 (14)
  • Marzo 2024 (11)
  • Febbraio 2024 (13)
  • Gennaio 2024 (17)
  • Dicembre 2023 (20)
  • Novembre 2023 (16)
  • Ottobre 2023 (28)
  • Settembre 2023 (2)
  • Luglio 2023 (13)
  • Giugno 2023 (1)
Forza Lavoro | Spazio di cultura politica gestito e coordinato da Risorgimento Socialista

Viale Giotto 17 - 00153 Roma (RM)

C.F. 97916750587

Mail: info@forzalavoro.work

Politica di Riservatezza

© 2023 - Copyright Risorgimento Socialista - Tutti i diritti riservati

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.