Non è da escludere che il governo Meloni, nell’ambito delle riforme che intenderebbe adottare (e il pericolo è dettato dai numeri di cui dispone la maggioranza) metta mano, oltre che sui codici e sul ruolo dei magistrati, alla Costituzione. Sono tuttora vigenti sia l’art. 49 che la XII norma presente tra le diciotto che chiudono il testo, così come è tuttora vigente la Legge n. 645 del 20 giugno del 1952.
Per comodità se ne riportano i testi.
Art. 49: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale
XII norma: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista” (omissis)
Legge n. 645/1952: (omissis) a) Divieto di riorganizzazione | La legge vieta la costituzione, sotto qualsiasi forma, di associazioni, movimenti o gruppi che perseguano finalità antidemocratiche del fascismo, esaltando violenza, denigrando la democrazia o compiendo manifestazioni esteriori di carattere fascista; b) Propaganda | È punita chiunque faccia propaganda per la costituzione di un tale gruppo, o esalti pubblicamente esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo; c) Apologia del fascismo | La legge introduce il reato di apologia del fascismo, punendo chi esalta pubblicamente il fascismo o le sue idee, specialmente se tramite la stampa o incitando a metodi violenti e antidemocratici. Le pene sono più severe se si tratta di idee razziste; d) Sanzioni | Le sanzioni includono la reclusione e/o la multa per chi promuove o organizza, mentre chi commette atti di apologia può incorrere in pene detentive più severe. La legge prevede anche lo scioglimento delle organizzazioni riconosciute colpevoli (omissis).
Orbene, va precisato che la XII norma, disposizione definita “transitoria e finale”, ha valore giuridico permanente, al pari di tutte le altre norme presenti nella Costituzione della Repubblica Italiana.
L’inosservanza, a più livelli, di tali norme assume oggi maggiore gravità rispetto a un passato comunque “tollerante” ma sufficientemente monitorato, dal fatto che alcune manifestazioni assumono veri e propri aspetti di propaganda, con tanto di palese apologia e incitamento a metodi violenti e antidemocratici, avvalendosi di oggettiva “protezione” istituzionale e di impunità.
Il fatto che oltre un migliaio di fanatici (ma per la Questura “solo” 700) abbiano percorso, cantando inni del ventennio, le strade di Predappio per commemorare la Marcia su Roma al cimitero di San Cassiano salutando alla romana, con braccio teso e grido “presente”, la dice lunga. L’esaltazione dei principi, dei fatti, dei metodi del fascismo e del suo capo Mussolini è inequivocabile. Il raduno è stato organizzato dai pronipoti del “duce” e non va dimenticato che in Italia, in dispregio delle norme costituzionali, i principali movimenti di estrema destra di matrice nazifascista sono stati fondati nella Seconda Repubblica (Forza Nuova nel 1997 e CasaPound nel 2003), quando imperavano Berlusconi e il berlusconismo, che hanno aperto le porte e srotolato tappeti rossi alle fasi politiche che hanno portato al governo Fratelli d’Italia (partito fondato nel 2012 dall’attuale presidente del Senato).
Come dire che, ormai, la Resistenza, dalla quale è nata la Repubblica, è andata “a puttane”.

