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L’ involuzione autoritaria delle democrazie occidentali

Come conseguenza della crisi strutturale del modello liberista

Franco Bartolomei by Franco Bartolomei
Gennaio 8, 2024
in Lineamenti, Primo Piano
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L’ involuzione autoritaria delle democrazie occidentali
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In particolare il multipolarismo rendera’ ancor piu’ evidente la crisi strutturale dei processi di crescita del mondo sviluppato a capitalismo avanzato , e soprattutto rendera’ impossibile la continuazione della utilizzazione  strutturale della leva finanziaria come propulsore sostitutivo dei processi di creazione della ricchezza e di sostegno della domanda ,ponendo all’ordine del giorno nuovamente la questione della fuoriuscita da un modello economico  strutturalmente diseguale e squilibrato , fondato esclusivamente su variabili quantitative non sostenibili, e determinato  sulla centralita’ delle necessita’  del mercato finanziario nella determinazione delle scelte di indirizzo del modello sociale ed economico .
Tutte le accelerazioni autoritarie e le ulteriori  ristrutturazioni  liberiste che caratterizzano  i nostri rapporti sociali rappresentano di conseguenza , all ‘ interno di questo quadro complessivo di trasformazione degli equilibri di potere, una risposta preoccupata, e di breve respiro  delle classi dirigenti del  sistema finanziario e geopolitico  occidentale  integrato ai nuovi equilibri  dirompenti che si vanno prospettando a livello globale.

I processi di involuzione  delle  Democrazie  occidentali  a partire dall’ aumento dei sistemi di controllo sociale , dall’ uso alterato dei mezzi di comunicazione  e dalla demonizzazione delle espressioni del conflitto sociale ,  partono dalla necessita’ di  difendere un modello sociale articolato nei suoi pilastri strutturali su  un sistema finanziario , bancario e monetario  non piu’ in grado di utilizzare la leva finanziaria come propulsore illimitato  della domanda interna .

Un sistema di dilatazione strutturale  del debito, gia’ logorato dal crack finanziario del 2007/2009 ,   che ora  viene   messo in uno stato ulteriore  di corto circuito  nelle sue aspettative dalla futura perdita  tendenziale della centralita’  assoluta nel sistema commerciale mondiale  del dollaro e con esso  del sistema bancario euro atlantico ,  causata dai processi monetari alternativi e concorrenti che i Brics stanno costruendo , e soprattutto dalla nuova prassi commerciale che stanno iniziando ad attuare negli scambi reciproci , e che intenderanno attuare  in quelli con il mondo sviluppato .

Lo stesso disegno ipotizzato dai sostenitori della alimentazione ad oltranza della guerra in Ucraina ,che punta a rialzare un muro nei rapporti internazionali con Russia e Cina , ricreando una sorta di nuova divisione del mercato globale, finalizzata a salvaguardare la centralita’ del dollaro sui mercati e la stabilita’ del suo valore , si rivela sempre piu ‘ una prospettiva rischiosissima , che in prima battuta penalizza bruscamente le ragioni di scambio della intera UE ,  dei suoi paesi guida dal punto di vista economico ( Francia , Germania Italia ) , e della sua stessa moneta a parametri costanti misurati sui coefficienti di spesa degli stati ,

Questo scenario a cui punta una  parte del Deep State americano  aprirebbe la strada ad una interruzione del commercio internazionale e ad una  chiusura dei mercati di sbocco tale da aprire un processo recessivo / inflattivo  generalizzato per le economie sviluppate europee  , che andrebbe a minare in modo definitivo  gli equilibri sociali  di tutte le grandi Democrazie del vecchio continente , portando all’economia americana solo  vantaggi  di breve periodo accompagnati da  nessuna garanzia di tenuta monetaria .

La spirale neo -autoritaria che stiamo vivendo in Europa  rappresenta quindi  il tentativo estremo e pericoloso  di tentare di salvare negli stati sviluppati del sistema euro, e dell’occidente capitalistico  un sistema economico  in crisi , eludendo ogni soluzione di cambiamento del modello sociale liberista e di ridistribuzione del potere sociale ed economico  , puntando invece  a  scaricare le sue contraddizioni sul terreno dei rapporti di forza internazionali con i nuovi produttori globali , e ad  arginare  l’ estensione della conflittualita’ sociale  prodotta dalla crisi con soluzioni neo-autoritarie che tentano di ricompattare forzosamente il corpo sociale andando a  minare lo stesso  tessuto democratico, che diviene un vero e proprio ostacolo per la tenuta del sistema liberista .

La scelta dei principali paesi della UE  di abdicare a qualsiasi ruolo rilevante di mediazione internazionale nella crisi Ucraina, in quella Venezuelana , ed in quella Israelo-Palestinese ,rappresenta  solo il prodotto finale della sostituzione della superstruttura Nato nelle scelte di politica internazionale ai governi  dei grandi paesi europei , parallelo e convergente nelle sue risultanti autoritarie  alla precedente  sostituzione del sistema di governo EURO alle scelte di politica economica degli stati .

Questi due momenti  della distruzione della  sovranita’ costituzionale degli stati europei ,  costituiscono la chiave  di  questo processo autoritario  progressivo che sta portando l’Europa fuori  dai  nuovi processi di evoluzione globale , una volta rinnegata la sua funzione storica e culturale di grande soggetto  di dialogo e cooperazione  con il sud e l’est del Mondo , e  di sintesi costituzionale e politica dei  3 grandi sistemi valoriali della storia dell’Umanesimo  occidentale: l’impianto valoriale ed  etico Cristiano , il pensiero costituzionale Liberale  e Democratico delle grandi rivoluzioni Illuministe , la critica Marxista e di Classe della societa’ capitalistica.

Un Europa  ridotta a soggetto esecutore di scelte ed interessi  altrui, posta  in una posizione di  tale assoluta subalternita’ al sistema atlantico, per cui  perfino l’EURO, costruito accuratamente da Tedeschi e Francesi  su un sistema di variabili valutative parametrate  in modo costante ai valori macroeconomici dei bilanci degli stati europei di riferimento, e nato con l’ambizione a divenire moneta di riserva e di copertura del sistema finanziario globale , arriva al punto di perdere valore rispetto al dollaro , che rappresenta un sistema paese con un disavanzo fuori computo , e fa da riferimento primo ad un sistema finanziario in cui il debito , le insolvenze, ed i titoli privi di valore, rappresentano  piu del doppio di tutto il circolante esistente .

Questa perdita di peso politico strategico , nonostante l’Europa rappresenti ancora il principale mercato mondiale , fa addirittura svanire la possibilita’ , che era stata prefigurata nel grande accordo di fornitura energetica tra Russia e Cina , il cui pagamento da parte cinese era stato stabilito in EURO . che la moneta europea potesse divenire la nuova divisa del commercio internazionale in ragione di un riconoscimento all’Europa di un ruolo di equilibrio e collaborazione nei nuovi rapporti internazionali multipolari .

 

 

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