L’articolo inizia con l’attuale crisi del Medio Oriente, che ogni giorno che passa si infiamma sempre di più.
Mentre a livello internazionale si segnala l’importante decisione del governo nicaraguense che, di recente, ha deciso di interrompere le relazioni diplomatiche con Israele, in risposta al continuo genocidio contro il popolo palestinese.
Tale notizia l’ha riportata il quotidiano “Viva Nicaragua Canal 13”.
Questa decisione fa del Nicaragua il quinto paese latino-americano ad aver interrotto le relazioni diplomatiche con Tel Aviv, dopo la Colombia, Bolivia, Venezuela e Cuba.
Israele, di recente, pare abbia deciso gli obiettivi che potrebbe potenzialmente colpire in Iran, con Yoav Gallant ha promesso che Israele “risponderà presto” a Teheran ed ha affermato in particolare che “Sarà una risposta precisa e mortale”.
Mentre il premier israeliano Netanyahu ha rassicurato Biden che non attaccherà i siti nucleari o petroliferi persiani.
Il presidente degli Stati Uniti ha detto di essere rassicurato dall’impegno ad attaccare solo i siti militari, perché teme che un attacco più ampio possa influenzare le elezioni presidenziali di novembre.
Fermo restando alle recenti decisioni o futura risposta israeliana che inevitabilmente contribuiranno ad infiammare ulteriormente il quadro geopolitico, si segnala un’importante novità.
Il 5 ottobre 2024 si è verificato un evento sismico di magnitudo 4,5 nella provincia iraniana di Semnan.
Ma essendo poco sismica la provincia succitata, ciò ha generato numerose speculazioni sul fatto che l’Iran in realtà abbia testato per la prima volta un’arma nucleare.
Se fossero confermate le voci sul presunto (sottolineo PRESUNTO) test nucleare, gli equilibri di forza nel Medio Oriente cambieranno parecchio e andranno a sfavore di Tel Aviv, inoltre si potrebbe parlare di una futura definitiva deterrenza iraniana.
Oltre alle assurde, ma pericolose, minacce di Netanyahu nei confronti della missione ONU chiamata “UNIFIL” di andarsene dal sud del Libano, i bombardamenti israeliani in Palestina e Libano anche oggi proseguono incessantemente, provocando numerosi morti, feriti e intere zone distrutte.
Sempre in Libano, si sottolineano due fatti importanti:
1) è stato bombardato perfino il villaggio di Aitou, a nord del paese arabo e dove la popolazione è maggioranza cristiana, una zona dove non c’è la presenza di Hezbollah…
2) L’aviazione israeliana ha distrutto il “Souk-Al-Khamis” storico della città di Nabatieh, nel Libano meridionale.
Tale “Souk” era di epoca Mamelucca e Ottomana, ergo aveva centinaia di anni di storia.
Il “Souk” tradotto dall’arabo indica la zona del “Mercato” o una strada ricca di Bazar.
Le fonti consultate riguardo la situazione medio-orientale sono: “Al Mayadeen”, “Notizie Geopolitiche”, “L’Orient Today”, “The Cradle” e “The Times of Israel”.
In Italia, di recente, il Consiglio dei ministri ha approvato un pacchetto di vari aiuti, tagli e nuove leggi a livello nazionale.
Tra i vari punti ha deciso di varare 3,5 miliardi per la Sanità nazionale e viene rafforzato il “Bonus Asilo”, ma la vera novità è il bonus da 1000 € per i nuovi nati.
Molto probabilmente quest’ultimo bonus è stato varato per fronteggiare il drammatico calo demografico in cui versa il Belpaese, ed incentivare le nascite.
Inoltre il governo italiano, di recente, sta’ pensando di applicare anche lo stop ai test per l’accesso alla facoltà di Medicina.
Il governo spera di introdurre la novità già dall’anno accademico 2025-2026.
A riferire queste novità sono i quotidiani “Il Sole 24 Ore” e “RaiNews”.
In Senegal il governo locale, di recente, ha varato un ambizioso programma nazionale chiamato “Senegal 2050”, con l’obiettivo di riuscire a risolvere possibilmente tutti i problemi, criticità e fragilità che affliggono il paese africano.
Tra i vari obiettivi prefissati c’è la riduzione delle disuguaglianze sociali ed economiche, un’industrializzazione ambiziosa implementata anche con l’uso anche di energie rinnovabili, creare un paese prospero ed infine l’istituzione di un sistema nazionale di assicurazione sanitaria per tutti i senegalesi.
Secondo alcune stime, il piano “Senegal 2050” costerà oltre 18.000 miliardi di franchi CFA.
Negli ultimi mesi il Senegal sta compiendo diversi progressi abbastanza significativi, ed il Presidente senegalese Bassirou Diomaye Faye ha avviato una politica interna ed estera molto ambiziosa, che a prescindere se riuscirà o meno a raggiungere tutti gli obiettivi, è comunque da tenere sotto osservazione.
Le fonti consultate sono “Agence de Presse Sénégalaise” e “Agence de Presse Africaine”.

