Mathilde Panot, deputata e presidente del gruppo parlamentare La France insoumise (LFI) all’Assemblea nazionale convocata dalla Direzione della polizia giudiziaria di Parigi nell’ambito di un’inchiesta di “apologia del terrorismo”.
Nella generale indifferenza della stampa italiana, intenta a celebrare l’Occidente come “giardino ordinato democratico”, è passato inosservato il comunicato ufficiale della France insoumise-NUPES (Nouvelle union populaire écologique et sociale) del 7 ottobre. Di fronte a questa gravissima mossa arbitraria del regime, Mathilde Panot aveva dichiarato ” Non taceremo, […] niente ci impedirà di protestare contro il genocidio in corso contro il popolo palestinese […]. Appello tutti a prenderne atto e ad essere consapevoli delle ferite allarmanti contro la libertà di opinione e contro la democrazia”.
Dal 7 ottobre appunto, l’apparato di Stato per far cessare le massicce manifestazioni settimanali e far tacere le voci per la pace si è ampliato e potenziato. Il Segretario della CGT (Confédération générale des travailleurs) del Nord, ad esempio, è stato arrestato a casa sua e condannato ad un anno di carcere con la condizionale per un volantino del sindacato a sostegno del popolo palestinese uscito il 10 ottobre.
La giurista Rima Hassan, difensore dei Diritti umani è stata convocata dalla polizia e negli ultimi giorni una sua conferenza prevista il 6 maggio all’università di Paris Dauphine è stata annullata dall’università. La conferenza di Jean-Luc Mélenchon all’università di Lille nella quale la specialista di diritto internazionale doveva intervenire è stata vietata all’ultimo momento a disprezzo dell’indipendenza degli atenei, il potere di Stato avendo fatto pressione sul presidente dell’università.
Ora, con la convocazione di Mathilde Panot a essere toccata è direttamente la rappresentanza nazionale della France insoumise che instancabilmente proclama la parola d’ordine di cessate-il-fuoco immediato.
Forse perché se vince il popolo palestinese, vincono tutti i popoli.
“La censura è la politica di chi ha perduto” dice Mélenchon che ha tenuto la sua conferenza “a sorpresa” all’Istituto superiore di Scienze politiche di Parigi Sciences Po, dove ha riaffermato: “Stiamo con chi è massacrato in questo momento a Gaza”. A questo elenco non esaustivo bisogna aggiungere divieti di manifestare e di assembrarsi, intimidazioni, fake news, violenze inaudite, minacce, arresti, per non parlare di diffamazioni incessanti sui media nei confronti della LFI, di Mélenchon ecc.
“La deriva autoritaria sta diventando sempre più delirante ed inquietante! Assolutamente inaccettabile. Non cediamo di uno iota. Meno che mai” ha reagito Jérôme Legavre del Parti ouvrier indépendant, deputato LFI.
Di qua e di là delle Alpi, i metodi per imbavagliare la resistenza dei popoli sono gli stessi.
VS (compagna francese)

