Oggi tutti si dicono liberali, perché è generalmente riconosciuto che sia cosa buona e giusta. Come ha scritto infatti Domenico Losurdo nella sua Controstoria del liberalismo, alla domanda “Che cos’è il liberalismo?” si può rispondere dicendo che «è la tradizione di pensiero che mette al centro della sua preoccupazione la libertà dell’individuo».
Che cosa c’è di più maestoso sotto il cielo dei valori? Sul piano dottrinale, il liberalismo si presenta indubbiamente bene. Richiama in automatico alla mente, per fare un esempio, qualcosa che nella storia non è stata di certo la regola, un fatto scontato, ossia la libertà di pensiero, che si rimorchia il concetto di tolleranza (la quale implica un certo rispetto dell’altro). Però, agli inizi della guerra in Ucraina, il professor Luciano Canfora ha affermato che «nessuno è più intollerante dei cosiddetti liberali».
Sembra una contraddizione in termini, ma in realtà non ci vuole molto per dargli ragione. È sufficiente porre un briciolo d’attenzione su ciò che tanti sedicenti liberali dicono e fanno a proposito di quel triste evento.
“Liberali intolleranti”, dunque: le due parole dovrebbero essere antitetiche e inconciliabili, ma talvolta nella realtà convivono benissimo, perché c’è un liberalismo intollerante della libertà: quella altrui. Cercheremo di spiegare… continua

