Inizio l’articolo citando il grave e recente attacco israeliano in Iran.
Infatti alle 2 di notte del 31 luglio, Israele ha ucciso il leader politico di Hamas Ismail Haniyeh con un missile aereo a Teheran, la capitale iraniana.
È un colpo gravissimo, e la dice lunga sulle intenzioni di Israele e sulle falle di sicurezza delle difese aeree e interne persiane.
E tale attacco provocherà ulteriore instabilità e porta ad un ulteriore escalation in Medio Oriente.
Il Primo Ministro italiano Giorgia Meloni in questi giorni è andata in visita ufficiale in Cina, accolta dal presidente Xi Jingping.
È stato siglato un memorandum di collaborazione industriale italo-cinese, di durata triennale.
Una collaborazione significativa, dopo che nel dicembre 2023 la Meloni fece il madornale errore di far uscire l’Italia dagli accordi della Via della Seta cinese chiamata “Belt and Road Initiative”.
Le fonti di questa importante notizia sono “RaiNews”, “il Sole 24 Ore” e “Euronews”.
Domenica 28 luglio si sono svolte le elezioni presidenziali nel socialista Venezuela.
Secondo i risultati definitivi, è stato riconfermato presidente Nicolás Maduro con il 51% dei voti, l’avversario Edmundo Gonzalez è arrivato secondo con il 44,2% dei voti.
Erano in totale 10 i candidati alle elezioni, e hanno votato ben 21 milioni di venezuelani.
A renderlo noto sono stati i quotidiani latinoamericani “TeleSur” e “Prensa Latina”.
Nel frattempo si stanno svolgendo le olimpiadi di Parigi 2024, dove l’Italia sta conquistando poco a poco diverse medaglie, tra cui la prima medaglia d’oro vinta dall’atleta Nicolò Martinenghi nella gara di nuoto 100 metri in stile rana.
A riferirlo è “il Fatto Quotidiano”.
Il governo armeno, di recente, ha annunciato che intende aprire una sede diplomatica a Cipro, l’ha affermato il ministro degli esteri Ararat Mirzoyan.
Inoltre il 30 luglio, rappresentanti del governo armeno si sono incontrati alla frontiera armeno-turca con gli omologhi turchi, per discutere sulla possibile riapertura dei rapporti diplomatici e delle frontiere tra le due nazioni.
Infatti la Turchia ha chiuso le frontiere con l’Armenia nel lontano 1993…
In seguito all’incontro, il ministero degli esteri armeno ha comunicato i risultati raggiunti: entrambe le parti hanno convenuto di valutare i requisiti tecnici per consentire il funzionamento del valico di frontiera ferroviario di Akhurik-Akyaka.
Inoltre semplificheranno le procedure di rilascio reciproco dei visti per i titolari di passaporto diplomatico/ufficiale.
Infine, hanno ribadito il loro accordo a continuare il processo di normalizzazione senza alcuna precondizione per raggiungere l’obiettivo finale della piena normalizzazione e riapertura completa delle frontiere tra i rispettivi paesi.
A riferirlo sono i quotidiani armeni “Arka News Agency” e “Pan Armenian”.
Dulcis in fundo, dallo stato africano del Sudan ci giungono notizie terrificanti: la guerra civile tra i governativi guidati da Burhan e i ribelli delle “Forze di Reazione Rapida” guidati da Hemedti, prosegue imperterrita e anche ferocemente.
Numerose infrastrutture sono state distrutte ed i massacri tra omicidi, torture, violenze sessuali ed etniche proseguono anch’essi imperterrite.
A pagarne le conseguenze è la popolazione civile, in particolare i deboli, anziani, bambini e le donne come al solito.
Infatti di recente “Human Rights Watch” ha pubblicato un rapporto in cui denuncia un altissimo numero di stupri nei confronti delle donne in varie città sudanesi; la capitale Khartoum, Bahri e Omdurman.
Nel frattempo nella regione sudanese del Darfur l’ospedale saudita di El Fasher, dove i Medici Senza Frontiere (MSF) forniscono assistenza sanitaria, è stato colpito di nuovo da un bombardamento avvenuto ieri.
25 persone sono rimaste ferite e tre sono morte, e la struttura ospedaliera nonostante stata danneggiata rimane funzionante.
A riportare queste notizie sono “Human Rights Watch”, “Nigrizia” e “NotizieGeopolitiche”.
L’immagine sopra a sinistra è il leader palestinese di Hamas che è stato ucciso, Ismail Haniyeh.
A destra è il premier israeliano Netanyahu.

