La solidarietà di Risorgimento socialista
tradotto da:
https://partiouvrierindependant-poi.fr/wp-content/uploads/2024/01/CommPOI19JAN2024.pdf
Per la prima volta da anni, alcune persone vestite di nero hanno occupato la via e i marciapiedi di fronte alla nostra sede, sede anche del giornale Informations Ouvrières, in rue du Faubourg Saint-Denis, 87, a Parigi.
Per lo scorso 18 gennaio, La France Insoumise aveva organizzato una conferenza nei nostri locali. Era stato chiamato a parlare Jean-Luc Mélenchon. Prima che l’incontro avesse inizio e per circa mezz’ora, quel gruppo ha provato a ostacolare il passaggio davanti la nostra porta d’ingresso, insultando ad alta voce contro i passanti. Del tutto celati sotto le loro maschere, essi brandivano bandiere israeliane di sostegno a Netanyahu e gridavano slogan del tipo: «Hamas terrorista, LFI complice» oppure «Israele vivrà, Israele vincerà».
Chi sono costoro? Chi li ha mandati? Con quale scopo? Come hanno potuto occupare la strada senza alcuna reazione della “forza pubblica”? Perché si sono nascosti con maschere? Erano alla ricerca di uno scontro violento? Di sicuro c’è un tentativo di aggressione contro i locali di una organizzazione dei lavoratori, democratica, legalmente riconosciuta, che agisce senza coperture e alla luce del sole, soprattutto tramite il suo giornale Informations Ouvrières.
Il POI condanna queste vicende e questo ricorrere alla violenza nelle relazioni umane, tanto più che ciò avviene in un contesto dove gli abusi contro le organizzazioni e i militanti del movimento dei lavoratori si moltiplicano. Come anche gli insulti e gli inviti all’assassinio sui social contro quanti lottano e non accettano la deriva antidemocratica intrapresa da Macron e dai suoi sostenitori. Oggi le POI e la France Insoumise qui subiscono un accanimento e inviti all’assassinio, ieri i locali dell’associazione Libre Pensée o inoltre le minacce contro dirigenti del CGT o del NPA. Il POI è aperto ad ogni confronto di posizioni politiche e di idee. Rifiuta di confrontarsi con oppositori mediante la violenza e l’intimidazione. Ritiene che è nell’unità di tutte le organizzazioni democratiche che è del tutto possibile bloccare queste derive antidemocratiche da qualunque parte provengano, a prescindere da qualunque sostegno ricevano.
Senza cadere in nessuna provocazione, il POI saprà, com’è sua tradizione, rispondere a tali tentativi. Non finirà di lottare e di mobilitarsi per il cessate il fuoco immediato e definitivo, contro i massacri del governo Netanyahu a Gaza e nel resto della Palestina occupata, denunciando quanti, al caldo nei loro divani o nei palazzi del potere, o “coraggiosamente” mascherati, forniscono il loro sostegno di odio e di violenza.
Parigi, 19 gennaio 2024
Nota del traduttore. Avevamo già tradotto un precedente comunicato ( https://forzalavoro.work/le-campagne-diffamatorie-che-alimentano-la-violenza-contro-la-france-insoumise-lfi-devono-cessare/ ) dei compagni francesi in merito all’ondata di violenza promossa da due settori della società, l’estrema destra e i gruppi filosionisti. Protetti o almeno guardati con simpatia dal sistema di potere di Macron, questi professionisti dell’odio verso le sinistre non colluse con il potere e verso i diversi, hanno nei lavoratori, nelle comunità arabe e islamiche il loro capro espiatorio. La sinistra che sta dalla parte di quest’ultimi è attaccata come “antisemita” e bollata come “islamogauchista”. Quando ci furono le presidenziali francesi, i commentatori più seri notarono come fra i voti in Israele prevalesse Zemmour, leader della propaganda xenofoba e antipopolare: un Le Pen più presentabile per le élite cittadine.
Dai social i loro appelli violenti stanno passando alle vie di fatto. Ora è toccato ai compagni del POI e del giornale IO, a cui va tutta la nostra solidarietà. Come partito abbiamo scelto di impegnarci il più possibile per la lotta anticolonialista del popolo palestinese. Ribadiamo qui la nostra opposizione al genocidio di Gaza e della pulizia etnica pianificata da uno stato con azioni criminale e sostenuta dalle corrottissime classi dirigenti occidentali.

