La responsabilità dell’esodo forzato del popolo palestinese da Gaza, attraverso la distruzione e la occupazione della città decisa dal governo israeliano, risiede tutta nella scelta deliberata e colpevole dei governi della destra israeliana di liquidare in modo sistematico ed umiliante la forza, la credibilità e la rappresentatività della OLP/ Fatah, che avrebbe dovuto invece costituire il naturale interlocutore di un processo di pace e di riconoscimento delle reciproche ragioni.
La crescita politica militare di Hamas, fino a divenire di fatto un vero esercito nazionale dei Palestinesi di Gaza rappresenta quindi solo la conseguenza naturale e logica delle scelte della destra israeliana, e la logica e la natura dell’ invasione di Gaza da parte dell’ esercito israeliano devono essere interpretati alla luce di questa decisiva premessa, con l’aggravante che Hamas ha costruito nel tempo una forza militare forte e determinata ed è in grado nella città di Gaza di mettere in campo, anche con la copertura popolare, una capacità di resistenza militare fortissima, che avrebbe reso fin dall’inizio impossibile all’ esercito israeliano una asettica e chirurgica operazione di polizia militare .
Questa considerazione evidente, oltre ogni utile rappresentazione propagandistica, spiega quindi come l’ attacco a Gaza non avrebbe mai potuto essere una inesistente operazione antiterroristica ma solamente, come sta avvenendo sotto i nostri occhi fuori da ogni rappresentazione mediatica fasulla, un concreto disegno di conquista territoriale, che sfocia inevitabilmente, e non per ragioni accidentali o tecniche, in una distruzione su larga scala di un popolo per distruggere la sua espressione militare nazionale, provocando coscientemente in tutti i modi un esodo della popolazione civile fuori dalla sua patria, tanto che dall’inizio delle operazioni militari israeliani i morti accertati palestinesi sono 15000 circa, con quasi 30000 feriti, di cui il 70% è costituito da donne e bambini.
È evidente quindi che il disegno di Israele è destinato a fallire, cosi come è accaduto per l’altra avventura criminosa di anni addietro tentata dalla destra sionista di invadere il Libano, perchè il quadro internazionale in via di consolidamento, che mette gli USA con le spalle al muro, rende questo tentativo fragilissimo e pericolosissimo, perche la forza rappresentativa ed operativa di Hamas è talmente forte da non essere cancellabile.
A tutto ciò va aggiunto che per la prima volta nella storia il popolo palestinese ha assunto esclusivamente su di se in termini militari e politici uno scontro militare generalizzato con l’occupante israeliano, dando in termini reali espressione compiuta e concreta ad una propria coscienza nazionale, totale ed esclusiva rispetto a tutto il resto del mondo arabo ed islamico, e per cio’ stessa assolutamente incomprimibile e non piu’ mediabile su nessun tavolo da altri costruito con la sua esclusione, messo in piedi, come “ IL Tavolo di Abramo “ o “Camp David “, per risolvere dietro compenso le necessità nazionali della destra israeliana, o piu’ semplicemente le contraddizioni irrisolte dello Stato di Israele sul terreno della piena accettazione politica ed istituzionale dello Stato Palestinese secondo i deliberati dell’ONU.
La realta’ è che la Questione Palestinese deve ormai essere inquadrata nel nuovo mondo multipolare, ed ha tratto vigore, i termini del tutto nuovo da un insieme di eventi rilevanti accaduti negli ultimi 10 anni, che hanno trasformato in profondità il panorama dello scacchiere Medio orientale .
La odierna Guerra di Gaza deve quindi essere considerata quindi come l ‘ inizio di una nuova fase della lotta del Popolo Palestinese per avere una propria Patria, di livello operativo nella sua capacità di resistenza e spessore politico ben superiore al passato , caratterizzata soprattutto da una assoluta centralita’ dei Palestinesi nello scontro con Israele, che vede il resto del mondo arabo assolutamente esterno all’azione di rivolta armata del popolo palestinese .
La Comunita’ internazionale deve quindi ora mettere in stato d’accusa Netanyahu ed il suo governo formato da i partiti razzisti e suprematisti della destra sionista, davanti al consesso mondiale e se necessario davanti al Tribunale Penale Internazionale per il tentativo di realizzare in modo scientifico un esodo forzato della popolazione di Gaza fuori dalla Palestina finalizzato a cancellare ogni possibilita’ per il Popolo Palestinese di avere un proprio Stato libero e indipendente sulla propria terra.
Questa è la premessa per riaprire un processo di pace credibile fondato sul progetto delle nazioni Unite dei “due Popoli, due eguali Stati Autonomi e Sovrani “, su cui anche ottenere dalla intera comunità palestinese la doverosa cessazione di ogni pratica terroristica incompatibile con qualsiasi reciproco riconoscimento.

