L’articolo inizia con la recente notizia della vittoria del candidato repubblicano, Donald Trump, alle elezioni presidenziali. Infatti ha vinto con il 51% dei voti, ovvero 71 milioni di persone, ed entrerà in carica a partire da gennaio 2025.
A riportare le cifre sono stati “NBC News” e la CNN”.
Delle elezioni politiche molto serrate e combattute, dove alla fine la candidata Democratica Kamala Harris ne è uscita sconfitta.
Resta da vedere la direzione in politica interna ed estera che intraprenderà il nuovo presidente.
Estera soprattutto per quanto riguarda l’Ucraina ed i nuovi teatri geopolitici quali il Medio Oriente e la Cina (Taiwan docet).
Proprio riguardo il Medio Oriente si segnala una novità importante dalla Malesia.
Infatti il primo ministro malese Anwar Ibrahim, di recente, ha dichiarato che il suo paese ha preparato una bozza di risoluzione per la prossima assemblea generale dell’ONU, una bozza che propone che Israele venga espulso come membro delle Nazioni Unite.
Il Premier malese ha affermato che il motivo di tale proposta di espulsione, è per quello che sta’ succedendo in Palestina, cioè la guerra e annesso genocidio della popolazione della Striscia di Gaza.
La fonte di questa notizia è il quotidiano turco “Anadolu”.
Il conflitto russo-ucraino prosegue senza esclusioni di colpi nella regione russa di Kursk e nel famoso Donbass, dove le difese ucraine si stanno via via sgretolando e sono sempre più in difficoltà; nel mentre l’esercito russo avanza gradualmente.
Il Ministero della Difesa Ucraino tramite il suo ufficio stampa, di recente, ha comunicato la decisione di attuare un alquanto singolare “politica di parità di accesso al lavoro” in campo militare.
Ovvero vuole attuare un programma che prevede il coinvolgimento di donne, veterani e persone con disabilità nelle azioni di sminamento delle mine inesplose…
A riportare la notizia di questa scandalosa decisione è il quotidiano “Ukrinform”.
Nella Regione italiana della Sardegna, è stato approvato, di recente, dalla giunta comunale il progetto per la rinascita dell’antico Anfiteatro Romano di Cagliari!
L’anfiteatro è in uno stato di semi-abbandono da anni, e il progetto prevede una rapida apertura del sito come parco archeologico e come luogo/arena di eventi culturali da mille spettatori.
Sono stati stanziati ben quattro milioni di €.
A riportare questa importante notizia è il quotidiano locale “L’Unione Sarda”.
Nello stato africano del Mozambico, di recente, la situazione sociopolitica è peggiorata.
Infatti si segnalano forti proteste in tutte le città del paese, tra cui la capitale Maputo, che contestano la trasparenza delle ultime elezioni presidenziali.
Il 9 ottobre, infatti, si sono svolte le elezioni presidenziali e travagliatissimo è stato il conteggio dei voti, perché si sospettano forti brogli elettorali ed i vari partiti politici di opposizione hanno chiesto anche un secondo conteggio dei voti.
Il principale partito di opposizione PODEMOS sostiene di aver vinto con il 53% dei voti.
Mentre il Consiglio Nazionale Elettorale ha assegnato il 71% dei voti al candidato Daniel Chapo del FRELIMO, il partito di governo.
Da qui è nata la scintilla delle attuali proteste e attualmente non ci sono ancora dati ufficiali su eventuali morti o feriti.
Ma dai video che circolano sui social media mostrano decine di persone colpite dalla polizia, mentre i giovani delle periferie erigono barricate per le strade e minacciano di fabbricare bombe artigianali. Le organizzazioni per i diritti riportano notizie dozzine di morti in tutto il paese, da quando sono iniziate le rivolte dopo le elezioni.
Riguardo il paese africano, le fonti consultate sono “The Mozambique Times”, “Nigrizia” e “Agence de Presse Africaine”.
Ed infine in Kazakistan il governo locale, di recente, ha istituito una commissione governativa speciale per gestire il progetto di costruzione della prima centrale nucleare del paese.
Una centrale con un costo stimato in cinque miliardi di dollari, e tale commissione kazaka dovrà stabilire i requisiti necessari per l’appalto.
Tra i paesi interessati a costruire la centrale nucleare si sono proposti la Russia, la Cina, la Francia, la Corea del Sud ed infine gli Stati Uniti d’America.
La fonte di questa notizia è il “The Times of Central Asia”.

