Il rischio di un ritorno del mondo ad uno scenario ottocentesco fondato sulle politiche di potenza degli Stati senza riferimenti ad alcun sistema di regolazione dei rapporti globali rischia seriamente di materializzarsi, senza peraltro avere più in campo nei paesi sviluppati la grande forza internazionalista e contestatrice degli assetti di potere rappresentata storicamente e politicamente dal movimento dei lavoratori.
In questo quadro, l’ evoluzione attuale dello scontro tra il Popolo Palestinese e lo Stato di Israele, dopo le vicende che hanno portato al crollo di Assad ed alla uscita della Russia dallo scacchiere mediorientale , anche in conseguenza della intesa di fondo tra Russia e Turchia, la Elezione di Trump, pacifista con la Russia e contemporaneamente frontalmente filosionista, lo sviluppo della tregua raggiunta a Gaza , sempre tenuta costantemente e sotto il ricatto Israeliano grazie alla copertura americana , e l’ evoluzione dei rapporti tra UE e USA di fronte all’ intesa tra Trump e Putin, inquietante anche se corretta di per sé nell’ intento di chiudere una guerra che mai avrebbe dovuto esplodere e che l ‘ Europa di governo ha sempre assecondato e favorito, sta materializzando il rischio che il nuovo equilibrio multipolare nelle relazioni internazionale assuma una caratteristica ed un esito globale diverso da quello da noi auspicato.
In realtà il nuovo equilibrio mondiale, che la vittoria della Federazione Russa ha affermato in via definitiva, da noi sostenuto in modo aperto attraverso il riconoscimento del ruolo centrale dell’intesa tra i paesi Brics come grande nuovo attore di un generale riequilibrio globale geostrategico, politico, economico, finanziario e commerciale , che porti alla fine dell’ imperialismo Atlantico e ad un nuovo scenario dei rapporti globali, fondato sul ridimensionamento della egemonia e del potere di condizionamento del capitale finanziario occidentale, garantito dalla rivitalizzazione e rilegittimazione delle Nazioni come struttura sovranazionale, globalmente riconosciuta e dotata di effettivita’, in grado di garantire e mantenere globalmente pacifiche relazioni internazionali, sulla base di una carta di principi e reciproci diritti e doveri condivisi , a garanzia e salvaguardia del libero sviluppo dei Popoli, stia correndo seriamente il rischio di risolversi nell’ immediato, di fronte al nuovo complessivo disegno globale Trumpiano in una sorta di nuova Yalta Tripartita.
Rischiamo che si vada ad una nuova strutturazione delle relazioni globali ripristino di rispettive sfere di influenza, fondata su una intesa di fondo di natura strategica, e reciprocamente soddisfacente, tra USA e Russia, a partire dalla compatibilita’ tra i due rispettivi modelli di sviluppo economico e sociale e dalle possibili ed ampie strutture interrelazionali tra i due sistemi e dall’ altro, passate le scaramucce iniziali, su una intesa, molto più fragile strutturalmente, con la Cina attorno ad una intesa complessiva di rivitalizzazione concordata dei processi di globalizzazione economica e commerciale raggiunto attraverso reciproche garanzie economiche e commerciali.
La logica finanziaria della costruzione della UE, la sua assoluta subalternita’ sistemica al sistema liberista, e la nullezza politica delle sue classi dirigenti contrapposte, entrambe liberiste nei loro riferimenti di modello:
le une,belliciste, fallimentari economicamente,e connesse in modo strettissimo al tradizionale sistema bancario e finanziario atlantico , e le nuove, che si vanno proponendo a destra in alleanza con il nuovo quadro di governo sistemico Trumpiano, autoritarie, iper liberiste , suprematiste, rigorosamente filosioniste, ed egualmente condizionate dal nuovo sistema finanziario in fase di ridefinizione negli USA , costituisce la causa prima di questo esito pericolosissimo,
L ‘ equilibro Tripartito nascente si va profilando infatti esclusivamente
a causa del mancato svolgimento di alcun serio ruolo di mediazione internazionale svolta dai grandi paesi dell’ Europa nella vicenda Ucraina nei confronti delle richieste della Federazione Russa, che ha costretto la Russia ad abbandonare il progetto di una collaborazione diretta e complementare con tutto il sistema dei grandi paesi dell’ Europa Occidentale, ed a rifugiarsi di fatto in una logica più ristretta di un accordo con la nuova amministrazione Americana attraverso cui chiudere in positivo uno scontro bellico per lei inevitabile anche se costosissimo sotto tutti i profili .
Rispetto al nuovo possibile quadro internazionale , che andrebbe a risolvere esclusivamente le necessità di salvaguardia strutturale del modello sociale, produttivo, economico, finanziario, e monetario Americano, entrambe queste classi dirigenti disastrose arrivano ora al punto di progettare un investimento pubblico massiccio negli armamenti, nei sistemi di difesa/ offesa avanzati, e nelle strutture militari , estrapolato dai parametri di bilancio comunitari, rappresentato come una sorta di nuovo Keynesismo militare, giustificato da astruse ipotetiche esigenze di difesa dalla Russia artatamente esaltate, considerato come la nuova struttura economica chiave su cui poggiare la costruzione europea del prossimo futuro, attraverso cui risolvere la stagnazione tendenziale delle economie continentali.

