Il partito Risorgimento socialista pugliese aderisce all’appello promosso in occasione del processo intentato contro il professor Canfora da parte dell’attuale presidente del consiglio.
Aderiamo in quanto eredi di una tradizione antifascista che trae insegnamenti ancora attuali dalle lotte contro il nascente fascismo, il regime e poi durante la Resistenza e dopo di essa durante la lunga fase di restaurazione dai tratti reazionari che ha contrassegnato soprattutto il Meridione. In tutte queste lotte il movimento socialista, nella pluralità di sue espressioni, ha fornito il suo contributo che non abbiamo timore di definire fondamentale e imprescindibile, tanto all’opposizione quanto all’interno delle maggioranze dell’originario centrosinistra.
Come noto, la cesura della “seconda Repubblica” agli inizi degli anni Novanta ha costituito – inter alia – un ingresso stabile non solo di singole personalità ma di organizzazioni politiche riconducibili al neofascismo nei vertici delle istituzioni repubblicane.
In ultimo, vogliamo contribuire alla riflessione del contesto politico-culturale in cui si pongono le legittime affermazioni del prof. Canfora e la reazione giudiziaria dell’on. Meloni. Il governo italiano ha assunto nei confronti del genocidio palestinese una posizione che è difficile non ritenere di sostegno diplomatico, economico e finanche di forniture militari. In tal senso, si conferma la celebre espressione di Pietro Nenni che attaccava un tipico modo di gestione del potere in Italia, “forte con i deboli, debole con i forti”.
A nome del partito Risorgimento socialista
il coordinatore regionale, compagno Gaetano Colantuono

