RISORGIMENTO SOCIALISTA
CONTRO LA GUERRA DEGLI STATI UNITI AL RESTO DEL MONDO PER SALVARE IL SUO SISTEMA IMPERIALE
Gli Stati Uniti si nascondono dietro Israele per simulare i propri interessi imperiali alla stregua del conflitto ucraino. Gli israeliani, difatti, si sono potuti permettere un attacco di queste dimensioni ad Hezbollah, al Libano meridionale e potenzialmente all’Iran, solo perché l’amministrazione americana e con essa tutto il Deep state USA con i suoi centri di comando militari, non solo hanno acconsentito, ma stanno collaborando attivamente all’attacco.
Gli USA stanno aiutando in modo determinante Israele sia con rifornimenti di armi di elevato livello, sia con flussi ingenti di finanziamento ma soprattutto con l’appoggio informativo, satellitare e di intelligence, essenziale alla visualizzazione e identificazione degli obiettivi. Inoltre, la significativa presenza aeronavale statunitense davanti alle coste del Libano rappresenta un deterrente capace di intimorire gli avversari di Israele e rassicurare militarmente il governo Netanyahu e i comandi israeliani. Appare surreale quel racconto mediatico che identifica in Israele il soggetto capace di forzare prepotentemente le raccomandazioni alla moderazione provenienti dal duo Biden/Harris. Come sempre si vogliono coprire, agli occhi dell’opinione pubblica europea e del mondo islamico/sunnita, le reali intenzioni statunitensi.
Gli USA sono al centro dell’impero e, per questo, dominano il proprio sistema strategico di alleanze, modulando la loro forza impositiva e il grado di autonomia dei partner, a seconda della rilevanza geopolitica dell’alleato e della complessità dello scacchiere operativo in cui intervengono. La Gran Bretagna e Israele rappresentano i sostegni strutturali dell’imperialismo statunitense causa la loro interconnessione storica e culturale con gli apparati statuali di Washington. A tal punto che i processi decisionali del Deep State nordamericano travalicano le regole del diritto internazionale e l’autonomia di qualsiasi entità statale recalcitrante rispetto agli interessi commerciali e militari dell’Occidente collettivo. Questa considerazione spiega la reale natura del rapporto tra USA e lo Stato di Israele ben al di là del fumus mediatico sparso ad arte, in modo assolutamente ingannevole, dall’Amministrazione Americana sin dal 7 ottobre, e, a maggior ragione, rispetto all’attacco israeliano ad Hezbollah ed al Libano.
Siamo di fronte a una vera e propria resa dei conti propugnata dall’Occidente a guida statunitense nei confronti del resto del mondo. La crisi del modello ideologico nordamericano, la progressiva perdita di egemonia militare, monetaria ed economica, la spinta dei Brics e della realtà multipolare che ne deriva, rendono l’Occidente in uno stato frustrante di accerchiamento la cui risposta irrazionale e distruttiva è rappresentata dalla guerra ad oltranza. Questo atteggiamento, nichilista e angosciante, che ha contribuito a disintegrare, nel corso degli ultimi trent’anni, l’equilibrio diplomatico formatosi a seguito della Seconda guerra mondiale e garantito dall’ONU, non vede altra soluzione di un conflitto generalizzato e distruttivo a riprova del fatto che la tanto decantata globalizzazione finanziaria dei mercati non era altro che un’ammodernata versione delle vecchie politiche coloniali, impiantata a difesa degli interessi di profitto del capitale occidentale.
Risorgimento socialista si schiera con tutti quei popoli che lottano contro il giogo asfissiante dell’imperialismo statunitense perché si avvii un percorso di pace e di reciprocità nei rapporti internazionali. Invita le altre forze politiche, i sindacati, le organizzazioni sociali e i lavoratori a essere uniti nel battersi e nel mobilitarsi contro la guerra imperiale dell’Occidente. Come insegna la Storia, la guerra va contro gli interessi dei lavoratori e delle classi subalterne che pagheranno in prima persona le conseguenze economiche, sociali ed esistenziali di un conflitto allargato e strettamente connesso alla sopravvivenza delle ragioni di profitto del grande capitale occidentale.

