Estratto dall’articolo di Stefano Cecere dal terzo numero dei Quaderni di Risorgimento Socialista
Quali sono le prospettive dell’Intelligenza Artificiale nella competizione di potere tra le superpotenze globali e quali gli elementi in campo? Siamo davvero davanti ad un gioco a somma zero, ovvero dove ci può essere solo un vincitore?
L’avanzamento dell’Intelligenza Artificiale (AI), soprattutto quella generativa e predittiva (vedi i vari ChatGPT, Claude, Bard) sta diventando un fattore chiave nel contesto geopolitico con implicazioni profonde per la competizione tra superpotenze, per le strategie nazionali e per le disuguaglianze globali. L’AI modifica la cooperazione economica, il commercio, la condivisione dei dati, la diplomazia e le operazioni militari.
Stati sovrani, entità non governative, società private e singoli individui stanno correndo una gara digitale, tra collaborazione e competizione, su un terreno in continua evoluzione e dagli esiti imprevedibili perché la AI è una tecnologia disruptive, di rottura, che rivoluziona gli equilibri economici e in grado di far crollare giocatori consolidati a vantaggio di nuovi arrivati. Nel contesto geopolitico possiamo immaginare come non siano in gioco solo i poteri economici di gruppi privati, ma l’equilibrio mondiale.
Qualcuno ha azzardato che sia già iniziata una nuova guerra fredda digitale, giocata con gli strumenti dell’AI, della potenza di calcolo, dei dati.
Data la complessità di questo sistema in continua evoluzione, possiamo cercare di cogliere l’attuale situazione accennando ai vari elementi in campo per tenerli monitorati e integrarli in uno sguardo di geopolitica internazionale.
Sicurezza nazionale e militarizzazione
Le AI più avanzate possono essere usate come armi nella guerra cibernetica. Ci sono preoccupazioni riguardo alle armi autonome, ai sistemi di sorveglianza, agli attacchi informatici e l’escalation incontrollata dei conflitti.
La regolamentazione della militarizzazione dell’AI è difficile a causa del suo rapido sviluppo, della necessità di cooperazione e della natura dual-use della tecnologia (civile e militare).
Sorgono preoccupazioni etiche su chi sarebbe responsabile in caso di danni involontari e sull’etica della delega delle decisioni di vita o morte alle macchine.
Propaganda
C’è un uso crescente di contenuti artificiali in campagne di influenza politica e un equivalente uso delle AI per identificare e sventare queste manipolazioni (una preoccupazione anticipata già nel 2008 dal CEO di Google).
La protezione dei confini digitali diventerà cruciale quanto quella delle frontiere geografiche.
La propaganda alimentata dall’AI rappresenta seri rischi su due scale: a livello macroscopico minaccia di destabilizzare i processi democratici, i governi e le relazioni internazionali, mentre a livello microscopico erode la fiducia pubblica e causa disordini socioculturali.
La volatilità del flusso di informazioni digitali esaspera questi problemi, con un potenziale abuso in futuro di AI avanzate che possano manipolare psicologicamente su larga scala attraverso media modificati, ma altamente realistici.
Implicazioni economiche e lavoro
Il potenziale di automazione dell’AI potrebbe portare a significative perdite di posti di lavoro in vari settori. I paesi che non si adatteranno potrebbero affrontare difficoltà economiche con potenzialmente disordini sociali.
Se fino a pochi anni fa sembravano a rischio soprattutto i lavori manuali o ripetitivi, oggi si aggiungono anche lavori di una certa creatività e intellettuali.
Non c’è luogo al mondo i cui dirigenti d’azienda non abbiano posto studio, formazione e implementazione delle AI tra le priorità immediate da attivare.
Privacy e sovranità dei dati
I sistemi AI richiedono enormi quantità di dati per funzionare efficacemente, sollevando problemi legati alla loro raccolta, conservazione e utilizzo. Molti Stati sono preoccupati dalla possibilità che entità straniere accedano ai dati dei loro cittadini, portando a discussioni sulla localizzazione e sovranità degli stessi. Questi temi tuttavia richiedono ingenti investimenti, non solo economici, per essere gestiti in casa.
Abbiamo visto recentemente sollevate questioni di privacy (anche qui in Italia) e di locazione dei data center.
Preoccupazioni etiche
Diverse culture e società hanno standard etici variabili. Con lo sviluppo e la diffusione globale dell’AI c’è il rischio di imporre i propri standard, portando a potenziali conflitti culturali. Non sono pochi gli enti internazionali e nazionali interessati a sviluppare policy di etica digitale.

