La democrazia è tale solo se concepita come garanzia della libertà individuale, che ha come condizione necessaria la libertà economica. In estrema sintesi questa è l’ortodossia neoliberista che inizia compiutamente a muovere i passi agli inizi degli anni ’60, un periodo decisamente sfavorevole per chi considerava l’intervento dello stato nell’economia come una empietà tanto economica, perché deviava il corso del libero operare delle forze di mercato, quanto morale perché negava il valore supremo della libertà individuale. Stiamo nel pieno dei Trenta Gloriosi, i trent’anni successivi al dopoguerra in cui in buona parte le democrazie occidentali stavano sperimentando crescenti livelli di benessere generalizzato grazie a ricette economiche di stampo keynesiano, in cui le leve economiche erano almeno in parte guidate dalla mano visibile dello stato… continua
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