Il pronto rifugio offerto dal sempre sveglio Massimo Gramellini alla libertà d’espressione vale bene a mostrare lo stato del tutto artificiale di una certa odierna contrapposizione di sistema tra fascismo e “antifascismo”, sotto la quale si nasconde in realtà un unico e omogeneo allineamento sostanziale alle politiche di guerra del sistema atlantico e alla sua concezione imperiale dei rapporti internazionali.
Massimo Gramellini, ossia il sicario della complessità su mandato atlantista e accanito guerrafondaio, ma solerte “antifascista”. Si capisce.
Che cos’è l’antifascismo oggi? Se restiamo empirici e descrittivi, guardando a coloro che si professano antifascisti dovremmo dire che è uno strano condominio in coabitazione con quelle forze che hanno fatto a pezzi la Costituzione antifascista, scardinandone l’impianto lavorista e sociale. Queste forze sono ben liete di definirsi antifasciste, anzi hanno sempre l’antifascismo sulla bocca. È proprio nascondendosi sotto le false insegne della democrazia e del progressismo e abbracciando un antifascismo nominalistico che hanno potuto, negli ultimi decenni, portare in profondità l’attacco alla Costituzione del ‘48.
In Italia il cosiddetto centro-sinistra si è dedicato al compito di distruggere la Costituzione con straordinaria abnegazione, portando avanti e traducendo politiche neoliberiste, antisociali e anti-popolari. Bisognerebbe sempre tornare con molta attenzione a un intellettuale come Luciano Gallino e alle sue acute analisi sugli “effetti fascistizzanti del neoliberismo”.
Così l’antifascismo della sinistra di sistema è, per eccellenza, l’”antifascismo” di quanti più si sono adoperati per distruggere la Costituzione antifascista.
Difendere la Costituzione oggi, e dunque essere antifascisti, significa difendere la Costituzione del ‘48 fondata sul Lavoro e sulla sovranità popolare contro l’intero arco ideologico e politico di quelli che l’hanno massacrata; e tra questi abbondano quanti si definiscono, molto volentieri e con profitto, antifascisti ma hanno negato e cercato di annientare l’idea di comunità e l’essenza stessa del compromesso sociale sul quale è nata e si è fondata la nostra Costituzione.
In questo quadro, il caso Scurati rischia di essere solo l’ennesima occasione per tenere in piedi una falsa contrapposizione, tutta artificiale e di facciata, tra fascisti e “antifascisti” (le virgolette sono d’obbligo per loro) tutti parimenti atlantisti e ultra-liberisti fascistizzanti.

