venerdì, Agosto 21, 2026
Spazio gestito da Risorgimento Socialista
Advertisement
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti
No Result
View All Result
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti
No Result
View All Result
FORZA LAVORO
Spazio gestito da Risorgimento Socialista
No Result
View All Result
Home Cultura

Giacomo Mancini, un “monumento ingombrante”

La rimozione della statua all’alba, come per le fucilazioni – Il valore della memoria si inchina al business

Letterio Licordari by Letterio Licordari
Giugno 28, 2025
in Cultura, Riflessioni, Storie socialiste
0
Giacomo Mancini, un “monumento ingombrante”
0
SHARES
118
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

L’alba del 18 giugno 2025 verrà ricordata a Cosenza e in tutta Italia come quella in cui la statua in bronzo dedicata a Giacomo Mancini è stata rimossa dal luogo, altamente simbolico, in cui era stata posizionata appena tre anni fa, nel 2022, a venti anni dalla sua scomparsa, davanti al Palazzo dei Bruzi, sede del Comune del quale il politico socialista è stato sindaco.

L’alba è l’ora dei blitz della Polizia e dei Carabinieri, e anche quella in cui venivano eseguite le condanne a morte. A Cosenza si è pensato bene di evitare che all’esecuzione della “condanna” deliberata dal Comune, da parte dei Vigili Urbani, non ci fosse gente per strada: i cosentini hanno sempre avuto una grande ammirazione, a prescindere dall’appartenenza politica, per un grande leader della politica calabrese e nazionale.

Le polemiche non sono mancate. L’indignazione per l’offesa contro un simbolo della città e dell’intera Calabria è diffusa tra la gente, soprattutto perché lo sfratto (e la successiva rimozione) è avvenuto senza la preventiva chiarezza necessaria per quanto riguarda le motivazioni, nonostante le numerose richieste in tal senso formulate dalle associazioni culturali, dalle scuole, dagli storici, dai comuni cittadini. Il giornalista e scrittore Paride Leporace, che proprio nelle scorse settimane nel suo volume «Cosenza nel ‘900 – Storie e personaggi», si è soffermato tanto anche sulla figura e l’opera di Mancini, appena rimossa la statua bronzea ha esternato il suo fermo disappunto: “Caro Giacomo Mancini, oggi è uno di quei rari giorni in cui mi vergogno di essere di Cosenza”.

Il “Leone”, così è stato e viene definito Mancini, è stato indiscusso protagonista della storia del Partito Socialista Italiano (nonché segretario nazionale nel 1970), fautore di riforme importanti nell’ambito della sanità e della gestione del territorio, e poi da sindaco di Cosenza ha lasciato segni indelebili e ha ridato vigore al centro storico e al patrimonio culturale della città. Figlio di Pietro, deputato costituente, ha fatto la Resistenza ai tempi dell’occupazione nazista di Roma, e per ben dieci volte è stato eletto al Parlamento, venendo nominato anche ministro (Sanità e Lavori Pubblici).

La politica locale avversa all’attuale maggioranza al Comune di Cosenza, attraverso stampa amica e interessata, non ha mancato di sottolineare che a firmare il provvedimento che rende indesiderata la presenza, sia pur attraverso una lega di metalli, del cosentino più noto di sempre dopo Bernardino Telesio, è stato un sindaco che ha la tessera del Psi di Maraio, e che, nonostante la collocazione attuale, ha vissuto gli anni del partito di Nenni, Lombardi, Mancini, De Martino.

Ma cosa c’è dietro allo sfratto della statua di Giacomo Mancini? Il business… Si, perché al Comune di Cosenza la “Fondazione Bilotti” (il  noto artista contemporaneo Carlo Bilotti, scomparso nel 2006 in Florida, era nativo di San Giovanni in Fiore) ha donato già da molti anni una cospicua collezione di opere d’arte moderna che adorna il centro della città, costituendo il “MAB – Museo all’Aperto Bilotti”. Venne stipulata nel 2002, dopo la scomparsa di Mancini, una convenzione tra le parti (Comune e Fondazione) in base alla quale non possono essere posizionate sculture che non abbiano un riconosciuto valore artistico. Il Comune ha dovuto cedere, perché la Fondazione Bilotti ha preteso la rimozione del “Leone”, escludendo qualsiasi “negoziazione”. Peraltro, l’influenza della Fondazione nella realtà cosentina, è stata notevole già in passato, quando il Comune dovette rinominare una delle piazze più importanti da “Piazza Fera” a “Piazza Bilotti”. E il MAB attira turisti e critici d’arte.

Nella città che fu sede dell’Accademia Cosentina, terra dei filosofi Telesio e Parrasio, dove la storia e la memoria hanno sempre avuto una valenza indiscussa, al punto che viene definita la “Atene della Calabria”, la gente del posto si sente un po’ “tradita”, perché in molti durante la passeggiata, al termine di Corso Mazzini, trovavano il bronzo di Giacomo Mancini, lo salutavano, gli regalavano un garofano rosso, erano, sono e saranno fieri di ricordare il socialista calabrese che parlava con tutti, sperando di poterlo presto rivedere in un luogo in cui la sua “presenza” non possa dare fastidio, nonostante la scultura che ne conserva la memoria non sia ritenuta un’opera d’arte.  

 

 

 

 

Previous Post

Peppino Valarioti, il professore che combatteva la ‘ndrangheta

Next Post

“La situazione politica italiana è grave ma non è seria”

Next Post
“La situazione politica italiana è grave ma non è seria”

"La situazione politica italiana è grave ma non è seria"

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti

  • Il Manuale Cencelli, oggi sostituito da quello delle parentele Agosto 9, 2026
  • Decreto sicurezza: la polizia può fermarti per 12 ore senza un giudice Luglio 15, 2026
  • Dal Medio Oriente all’America Latina: il mondo entra in una nuova stagione di instabilità Luglio 1, 2026
  • Tecnoautoritarismo: il potere esecutivo divora la democrazia? Giugno 29, 2026
  • Salario minimo affossato? L’accusa alla triplice sindacale scuote il mondo del lavoro Giugno 18, 2026

Ultimi Commenti

  • Francesco Stolfa su Il mondo sottosopra della UE
  • Luigi Proia su A che cosa servono gli intellettuali di sinistra
  • Angelo Criscuoli su Uno sputo in faccia dal Parlamento europeo alla storia del socialismo
  • Angelo Criscuoli su Lineamenti dell’attuale storiografia italiana sul socialismo
  • Gigi Bettoli su Lineamenti dell’attuale storiografia italiana sul socialismo

Archivio

  • Agosto 2026 (1)
  • Luglio 2026 (2)
  • Giugno 2026 (7)
  • Maggio 2026 (5)
  • Aprile 2026 (2)
  • Marzo 2026 (7)
  • Febbraio 2026 (11)
  • Gennaio 2026 (9)
  • Dicembre 2025 (6)
  • Novembre 2025 (6)
  • Ottobre 2025 (5)
  • Settembre 2025 (6)
  • Agosto 2025 (6)
  • Luglio 2025 (3)
  • Giugno 2025 (2)
  • Maggio 2025 (13)
  • Aprile 2025 (6)
  • Marzo 2025 (9)
  • Febbraio 2025 (12)
  • Gennaio 2025 (13)
  • Dicembre 2024 (12)
  • Novembre 2024 (9)
  • Ottobre 2024 (12)
  • Settembre 2024 (10)
  • Agosto 2024 (16)
  • Luglio 2024 (13)
  • Giugno 2024 (13)
  • Maggio 2024 (12)
  • Aprile 2024 (14)
  • Marzo 2024 (11)
  • Febbraio 2024 (13)
  • Gennaio 2024 (17)
  • Dicembre 2023 (20)
  • Novembre 2023 (16)
  • Ottobre 2023 (28)
  • Settembre 2023 (2)
  • Luglio 2023 (13)
  • Giugno 2023 (1)
Forza Lavoro | Spazio di cultura politica gestito e coordinato da Risorgimento Socialista

Viale Giotto 17 - 00153 Roma (RM)

C.F. 97916750587

Mail: info@forzalavoro.work

Politica di Riservatezza

© 2023 - Copyright Risorgimento Socialista - Tutti i diritti riservati

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.