L’articolo inizia con le ultime elezioni presidenziali svoltesi in Tunisia il 6 ottobre e sono appena usciti i risultati definitivi.
Kaïs Saïed è stato rieletto con l’89% dei voti, sconfiggendo gli avversari Zouhair Maghzaoui e Ayachi Zammel.
Si sottolinea che l’Italia è uno dei principali partner commerciali e diplomatici della Tunisia.
A comunicare la notizia è il quotidiano “Agence de Presse Africaine”.
Sempre nella giornata del 6 ottobre, in Kazakistan si è svolto l’importante e storico referendum nazionale sull’energia atomica.
Secondo quanto affermato da Nurlan Abdirov, il capo della Commissione Elettorale Centrale, l’affluenza alle urne è stata del 63% mentre il 71% dei kazaki ha votato a favore della costruzione della prima centrale nucleare civile del paese.
La prima centrale nucleare del Kazakistan dovrebbe essere operativa tra il 2034 e 2035 e il presidente kazako, Qassym-Jomart Kemelūly Toqaev, ha affermato che il risultato del referendum è molto importante ed ha sottolineato l’importanza dell’energia nucleare a livello strategico per usare fonti energetiche più sostenibili, non solo per soddisfare il fabbisogno energetico del paese e risolvere le continue interruzioni di elettricità.
Si sottolinea che il gigante paese asiatico è il maggior produttore di uranio.
Le fonti consultate sono il “The Times of Central Asia” e “The Astana Times”.
Dopo 50 anni di tensioni e conflitti legali il Regno Unito e la Repubblica di Mauritius, di recente, hanno raggiunto un accordo per la cessione a quest’ultima della sovranità sulle isole Chagos.
Un insieme di atolli da cui gli abitanti originari sono stati deportati in massa fra gli anni 60’ e ’70 del secolo scorso, per far posto a una base militare britannica e statunitense tutt’ora in funzione.
Infatti la base militare rimarrà ancora in uso dagli inglesi e statunitensi, per altri 99 anni.
La fonte di questa notizia è “Nigrizia”.
Tra gli stati caraibici di Haiti e la Repubblica Dominicana si sono riaccese le storiche tensioni.
Il “governo ad interim” haitiano ha protestato contro la decisione delle autorità dominicane, varata il 2 ottobre 2024, di deportare e rimpatriare fino a 10.000 migranti haitiani irregolari alla settimana, verso Haiti.
Il “governo ad interim” haitiano ha definito la decisione come “scandalosa”.
Nel mentre le operazioni di rimpatrio dei primi diecimila mila haitiani, su larga scala, sono appena iniziate e tutt’ora in corso.
Si sottolinea che i rapporti diplomatici tra Santo Domingo e Port-au-Prince, non sono mai stati sempre buoni, storicamente parlando.
A comunicare queste ultime novità sono il quotidiano dominicano “Listin Diario” e il quotidiano haitiano “Le Nouvelliste”.
In Medio Oriente, ad un anno dal 7 ottobre 2023 quando Hamas lanciò l’operazione militare “Alluvione Al-Aqsa” contro Israele, la guerra prosegue imperterrita.
Gli scontri e bombardamenti israeliani nei confronti della Palestina, Libano e Siria continuano senza sosta e a far da sfondo a tutto ciò bisogna aggiungere le tensioni tra l’Iran e il governo israeliano.
Di recente il Ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez, ha denunciato l’impunità di Tel Aviv in Medio Oriente e nei confronti del popolo palestinese.
Inoltre ha espresso preoccupazione per gli eventi e gravi tensioni in Medio Oriente, motivati dalla politica aggressiva di Israele, con l’appoggio militare, logistico e politico del governo degli Stati Uniti.
A riportare queste dichiarazioni del ministro è il quotidiano “Prensa Latina”.
L’immagine sopra è il politico tunisino Kaïs Saïed.

