Il libro di Giovanni Capurso, “Il primo socialista. Biografia politica di Guglielmo Schiralli”, è un vero e proprio viaggio nella storia politica e sociale del Meridione italiano, attraverso la vita di uno dei protagonisti meno noti ma significativi del primo socialismo pugliese. In un contesto storico segnato dalle contraddizioni postunitarie e dalle difficoltà della modernizzazione, Capurso ricostruisce con attenzione l’ascesa di Schiralli da figlio di possidenti terrieri a militante appassionato e infaticabile del movimento socialista.
Guglielmo Schiralli incarna le speranze e le tensioni di un Sud Italia in bilico tra riforme mancate e lotte per l’emancipazione delle plebi contadine. Nato in una famiglia che aveva respirato l’aria del Risorgimento, Schiralli unisce il fervore garibaldino al pragmatismo delle lotte socialiste, impegnandosi per dare voce a contadini e operai oppressi da una borghesia agraria spesso corrotta e miope. Capurso ne traccia il percorso biografico con ricchezza di dettagli, dai primi studi e l’ambiente culturale napoletano, dove si forma il suo pensiero critico, alle battaglie politiche e culturali che lo vedono fondatore di giornali, promotore del Primo Maggio in Puglia e organizzatore della Federazione Socialista Pugliese.
Uno dei punti di forza del libro è l’uso attento di fonti primarie, come lettere, articoli e documenti d’archivio, che restituiscono autenticità e profondità al racconto. Schiralli emerge come un intellettuale impegnato, capace di usare la scrittura come strumento di lotta politica e come mezzo per costruire una coscienza di classe. La sua figura si colloca a metà strada tra l’agitatore di piazza e il mediatore culturale, un “homo novus” che abbandona i privilegi di classe per unirsi ai dimenticati delle campagne.
Capurso sottolinea con efficacia le contraddizioni di Schiralli: da un lato la fedeltà a una visione romantica del socialismo, intrisa di valori garibaldini e repubblicani; dall’altro, l’adesione pragmatica al marxismo e alla lotta di classe come strumenti di emancipazione collettiva. L’autore esplora anche la tensione tra la dimensione locale e quella nazionale del socialismo italiano, mostrando come Schiralli si muova in un contesto periferico ma non marginale, contribuendo al dibattito politico del tempo con una visione progressista e democratica.
Un altro aspetto interessante del libro è la capacità di mettere in relazione le battaglie personali di Schiralli con le trasformazioni sociali dell’epoca. La sua vita diventa, così, una lente attraverso cui leggere il passaggio del socialismo pugliese da una fase pionieristica, caratterizzata da influenze anarchiche e radicali, a una più strutturata, che culmina nella nascita del Partito Socialista Italiano nel 1892. Capurso evidenzia il ruolo centrale di Schiralli nell’organizzare i lavoratori pugliesi e nel promuovere una visione del socialismo come lotta per la giustizia sociale e l’uguaglianza economica.
Tuttavia, il libro non manca di sottolineare le difficoltà affrontate da Schiralli: l’ostilità delle élite locali, le persecuzioni da parte delle autorità e i limiti di un movimento socialista che, nel Sud Italia, faticava a radicarsi stabilmente. Schiralli appare come una figura quasi tragica, un uomo che sacrifica tutto – dal patrimonio familiare alla libertà personale – per una causa che spesso lo lascia isolato e incompreso.
Dal punto di vista politico e culturale, “Il primo socialista” appare un’opera che invita a riflettere sulle radici storiche del socialismo in Italia e sul ruolo degli intellettuali nel promuovere il cambiamento sociale. Capurso riesce a evitare il rischio di una narrazione agiografica, offrendo un ritratto sfaccettato e realistico del protagonista, arricchito da un’analisi approfondita del contesto storico.
In definitiva, questo libro rappresenta un contributo prezioso per chiunque voglia comprendere, certo la figura di Guglielmo Schiralli, ma anche le dinamiche del primo socialismo italiano, in particolare nel Mezzogiorno. Capurso restituisce alla memoria collettiva un personaggio dimenticato o trascurato, che con la sua vita e il suo impegno incarna il sogno di una società più giusta e inclusiva. Un’opera che unisce rigore storico e passione narrativa, rendendola accessibile sia agli studiosi che a un pubblico più ampio ed interessato alla storia politica e sociale del nostro Paese.
Giacinto Pagone

