venerdì, Agosto 21, 2026
Spazio gestito da Risorgimento Socialista
Advertisement
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti
No Result
View All Result
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti
No Result
View All Result
FORZA LAVORO
Spazio gestito da Risorgimento Socialista
No Result
View All Result
Home Economia

Al governo non piace lo Stato che si sottopone al rispetto delle norme

I conflitti tra esecutivo e Corte dei Conti sul PNRR, non disgiunti da presidenzialismo e autonomia differenziata

Letterio Licordari by Letterio Licordari
Giugno 27, 2024
in Economia, Politica, Primo Piano, Riflessioni
0
Al governo non piace lo Stato che si sottopone al rispetto delle norme
0
SHARES
23
VIEWS
Share on FacebookShare on Twitter

La funzione della Corte dei Conti è disciplinata dall’art. 100 della Costituzione: esercita attività di controllo preventivo di legittimità sugli atti del governo, successivi controlli sulla gestione del bilancio dello Stato e partecipa, nei casi e nelle forme stabilite dalla Legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli Enti verso i quali lo Stato contribuisce in via ordinaria. Riferisce direttamente, infine, alle Camere sul risultato del riscontro eseguito. Tali funzioni e competenze sono richiamate anche nel corpo degli articoli 103 e 113 della stessa Costituzione e in successive normative.

Un’istituzione che non può che essere legata ad uno stato di diritto, che risale – peraltro – all’indomani dell’Unità d’Italia, e che l’attuale maggioranza di governo ha tentato e sta tuttora tentando, nella bramosia del cambiamento (destinato sempre più a favorire soggetti ben lontani dalle masse popolari) una sorta di delegittimazione, in uno a quello di un Parlamento sempre meno attivo sotto l’aspetto legislativo, vessato com’è dal massiccio ricorso dei governi ai Decreti e svuotato della funzione assegnatagli dalla Costituzione e dagli elettori (ancorché impossibilitati, con l’attuale legge elettorale, a scegliere realmente i propri rappresentanti).

Già lo scorso anno la querelle sull’attività della Corte dei Conti in merito alla gestione dei fondi del PNRR aveva dato luogo a molte accese discussioni, ma è sempre forte l’esigenza di chiarezza e di approfondimenti, per alcune considerazioni che i cittadini italiani, i cui diritti alla trasparenza e alla lotta alla criminalità (di ogni genere) sono indiscutibili, dovrebbero fare proprie.

Dopo il “Piano Marshall” in Italia, come in tutta la UE, ci sono e ci saranno risorse finanziarie da spendere, all’insegna dell’efficienza, che rappresentano occasioni di concreta ripresa e sviluppo dopo il periodo pandemico e quello delle guerre tuttora in atto in Ucraina e nei territori israelo-palestinesi, ma che presentano un’altra faccia della medaglia: la prevenzione e la lotta alla corruzione. Ora però non c’è più Mamma America (divenuta nel frattempo nonna e maitresse del sostentamento armato all’Ucraina) ma Mamma Ursula, che però non tratta i suoi figli allo stesso modo e si lascia influenzare, comunque, da sempre possibili “adulteri” politici…

Nel corpo della relazione che la magistratura contabile dello Stato ha inviato al Parlamento (pubblicata anche sul proprio sito) emergono molte osservazioni con matita blu nei confronti del Decreto Legislativo che ha rimodulato il PNRR, in particolare sui tagli alla spesa sanitaria, peraltro contestati (ma non in modo veemente) da alcune Regioni, ma soprattutto sui presunti eccessivi poteri assegnati alla “Struttura di Missione” che opera sotto il diretto controllo della Presidenza del Consiglio, che tendono a travalicare i limiti stabiliti nella Costituzione sui poteri della stessa Presidenza del Consiglio: [“Non appare coerente con i compiti di mero coordinamento attribuiti dall’articolo 95 della Costituzione alla presidenza del Consiglio dei ministri, presso la quale la predetta Struttura è allocata.”]

La centralizzazione gestionale voluta dall’esecutivo in carica si riallaccia all’idea del premierato e dell’uomo solo al comando (in questo caso donna sola) e non è neppure coerente con la sciagurata “idea” dell’autonomia differenziata! Se poi vogliamo aprire il ventaglio, il riferimento alla riforma della Giustizia comprende anche la Corte dei Conti?

La Corte ha confermato e conferma, nonostante le “rassicurazioni” della Meloni, la notevole entità dei tagli alla sanità e agli investimenti delle Regioni (costrette attraverso i loro capi, ormai quasi tutti filogovernativi, a dire “signorsì”, anche – e soprattutto – quelle del Sud, come per le autonomie differenziate).

È noto che non solo con riferimento a “Tangentopoli”, la legalità e la trasparenza, che sono proprie di uno stato democratico, vengono inquinate da abusi e arricchimenti indebiti, aspetti che contribuiscono ad allontanare i cittadini dalla fiducia nei confronti delle Istituzioni. La Corte dei Conti ha un ruolo di primo piano nel contrastare tale fenomeno e nel fornire input legislativi che sono stati e sono disattesi dagli altri palazzi del potere. Peraltro, amministratori condannati al risarcimento di danni provocati allo Stato o ad Enti Locali territoriali rimangono al loro posto e non perdono neppure il diritto all’elettorato passivo (si piò essere garantisti, sì, sempre, ma fino a un certo punto).

Sappiamo bene come sono stati e vengono arginati i paletti negli appalti pubblici riguardo all’autocertificazione “antimafia”, così come è nota la possibilità di arginare attraverso alchimie amministrative quelli di “modesta” entità, dei quali si viene a conoscenza solo quando è saltato il tappo. In uno stato di diritto ogni espressione della Repubblica, centrale o locale, dovrebbe essere fiera della garanzia costituita dalla Corte dei Conti, perché ciò significherebbe avere rispetto per i cittadini e contribuire ad una concreta educazione civica.

Non si può pensare di ridurre la funzione di questo Organo “di rilievo costituzionale”: il presidente, il magistrato Guido Carlino, è rimasto fermo nel difendere quanto recita la Costituzione riguardo ai controlli “anche in corso di esercizio” della magistratura contabile sui fondi del PNRR.

In uno stato di diritto, non dimentichiamolo, è lo Stato che sottopone sé stesso al rispetto delle norme, e la Costituzione è la normativa alla quale si richiamano Leggi e altri provvedimenti. Non si può pensare, poi, di ridurre l’incidenza sociale di una corretta capacità di spesa dei fondi del PNRR, che deve ispirarsi alla diligenza del buon padre di famiglia, da indirizzare principalmente alla sanità e alle scuole e non alla creazione di realtà effimere (per non dire poi delle armi…). Ma del reale utilizzo di tali fondi ci sarà tempo e modo di parlarne in futuro, con diversi “tappi” che nel frattempo potrebbero essere saltati.

Previous Post

Notizie dall’Italia e dal mondo

Next Post

Situazione seria e grave. Malgrado i media nascondano la cenere sotto il tappeto

Next Post
Situazione seria e grave. Malgrado i media nascondano la cenere sotto il tappeto

Situazione seria e grave. Malgrado i media nascondano la cenere sotto il tappeto

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli Recenti

  • Il Manuale Cencelli, oggi sostituito da quello delle parentele Agosto 9, 2026
  • Decreto sicurezza: la polizia può fermarti per 12 ore senza un giudice Luglio 15, 2026
  • Dal Medio Oriente all’America Latina: il mondo entra in una nuova stagione di instabilità Luglio 1, 2026
  • Tecnoautoritarismo: il potere esecutivo divora la democrazia? Giugno 29, 2026
  • Salario minimo affossato? L’accusa alla triplice sindacale scuote il mondo del lavoro Giugno 18, 2026

Ultimi Commenti

  • Francesco Stolfa su Il mondo sottosopra della UE
  • Luigi Proia su A che cosa servono gli intellettuali di sinistra
  • Angelo Criscuoli su Uno sputo in faccia dal Parlamento europeo alla storia del socialismo
  • Angelo Criscuoli su Lineamenti dell’attuale storiografia italiana sul socialismo
  • Gigi Bettoli su Lineamenti dell’attuale storiografia italiana sul socialismo

Archivio

  • Agosto 2026 (1)
  • Luglio 2026 (2)
  • Giugno 2026 (7)
  • Maggio 2026 (5)
  • Aprile 2026 (2)
  • Marzo 2026 (7)
  • Febbraio 2026 (11)
  • Gennaio 2026 (9)
  • Dicembre 2025 (6)
  • Novembre 2025 (6)
  • Ottobre 2025 (5)
  • Settembre 2025 (6)
  • Agosto 2025 (6)
  • Luglio 2025 (3)
  • Giugno 2025 (2)
  • Maggio 2025 (13)
  • Aprile 2025 (6)
  • Marzo 2025 (9)
  • Febbraio 2025 (12)
  • Gennaio 2025 (13)
  • Dicembre 2024 (12)
  • Novembre 2024 (9)
  • Ottobre 2024 (12)
  • Settembre 2024 (10)
  • Agosto 2024 (16)
  • Luglio 2024 (13)
  • Giugno 2024 (13)
  • Maggio 2024 (12)
  • Aprile 2024 (14)
  • Marzo 2024 (11)
  • Febbraio 2024 (13)
  • Gennaio 2024 (17)
  • Dicembre 2023 (20)
  • Novembre 2023 (16)
  • Ottobre 2023 (28)
  • Settembre 2023 (2)
  • Luglio 2023 (13)
  • Giugno 2023 (1)
Forza Lavoro | Spazio di cultura politica gestito e coordinato da Risorgimento Socialista

Viale Giotto 17 - 00153 Roma (RM)

C.F. 97916750587

Mail: info@forzalavoro.work

Politica di Riservatezza

© 2023 - Copyright Risorgimento Socialista - Tutti i diritti riservati

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Prima Pagina
  • Quaderni RS
  • Video
  • Audio
    • Interviste
    • Podcast
  • Eventi
    • Eventi Completati
  • Contatti

© 2026 JNews - Premium WordPress news & magazine theme by Jegtheme.